Si è spesso sottolineato come in casa Juventus non ci sia aria di rivoluzione, in ottica mercato, ma di rinnovamento sì: a prescindere dalla conquista di un posto in Champions League è evidente che - accanto ad arrivi che innalzino il livello - debba esserci una sorta di scrematura della rosa, scelte fatte per lasciar andare elementi fuori dal progetto o non più centrali.
Valutazioni che si legano ovviamente a quanto fatto intendere fin qui da Spalletti, alle scelte del tecnico, e che prevedono due piani diversi: il primo darebbe vita a novità più ragionate grazie ai fondi per l'Europa (senza grandi sacrifici in uscita), il secondo sarebbe un rifinanziamento interno più ricco di cessioni. Il destino di Cabal, spiega Tuttosport analizzando i vari casi, si lega a quello di Cambiaso: in entrata alla Juve piace Bernasconi nello stesso ruolo.
Adzic, così come Cabal, è finito ai margini: un trasferimento appare scontato, che sia in prestito o a titolo definitivo. La situazione critica riguarda Openda: sette minuti negli ultimi due mesi, addio in prestito ormai scontato (in Premier o Ligue 1). Kostic avrebbe rinnovato l'accordo con la Juve ma, dato il discorso anagrafico, valuta anche proposte per strappare un ricco contratto altrove, l'ultimo ingaggio pesante della carriera.
Sia Kostic che Zhegrova potrebbero restare in A: il kosovaro è da ritenere in dubbio a causa di alcuni guizzi incoraggianti. Gatti si guarda intorno e così fa la Juve che, tra l'altro, vorrebbe racimolare 30 milioni di euro entro fine giugno per far respirare il bilancio. In questo senso, oltre a Gatti, anche Miretti potrebbe risultare un addio remunerativo.
