Che impronta darà Paratici alla Fiorentina? Ruolo chiave in un momento di transizione

Tottenham Hotspur Training and Press Conference - Monday November 3rd
Tottenham Hotspur Training and Press Conference - Monday November 3rd / John Walton - PA Images/GettyImages
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Il ritorno di Fabio Paratici in Serie A rappresenta uno dei colpi a sorpresa di questo inverno, pur riguardando la dirigenza e non il campo, soprattutto riflettendo sul momento critico che sta attraversando la Fiorentina: una classifica, quella viola, che sulla carta si concilia a fatica con lo status del prossimo DS (ufficialmente in carica dal 4 febbraio). In tanti si sarebbero aspettati e si aspettano tuttora un intervento radicale sulla rosa a disposizione di Vanoli, al contempo - dopo l'addio di Pradè - abbondavano le voci orientate alla necessità di un "uomo di calcio" che desse nuova credibilità e slancio a un progetto traballante. Alla classifica deficitaria si è aggiunta poi la certezza di un necessario (e delicato) periodo di transizione, pur senza una cessione del club, dopo la scomparsa di Rocco Commisso.

Una strada nuova

Ciò che merita una sottolineatura prioritaria, riflettendo soprattutto sul percorso della Fiorentina nell'era Commisso, è il senso di novità e di deviazione dalle strade consuete che si accompagna all'arrivo di Paratici. L'attuale proprietà ha visto in Pradè un vero e proprio uomo di fiducia, anche al di là del ruolo di DS, come una sorta di guida nel mondo del calcio italiano per chi - di fatto - lo aveva osservato soltanto dall'altra parte dell'Atlantico. Si passa dunque a una nuova fase, connessa a un nome sicuramente pesante e svincolata dalla logica dell'eterno ritorno che a Firenze è cosa nota (anche prima dell'arrivo di Commisso, pensando a come sia Corvino che Pradè abbiano vissuto due diversi percorsi da DS viola, in due momenti differenti). Un'impressione di staticità che certo non entusiasmava la piazza, desiderosa di volti nuovi e di modalità differenti di approcciare il mercato: quelle che porterà (e sta già portando) Paratici.

Garanzia di ambizione

Al contempo, per una squadra impegnata a combattere in una complicata lotta per non retrocedere, diventa cruciale - anche per ridare entusiasmo - la possibilità di orientarsi su un domani, perlomeno di provare a intuire che domani sarà. La conferma del blocco Ferrari-Goretti, senza nuovi innesti in dirigenza, aveva il sapore di un ridimensionamento ed era evidente che un nuovo ingresso, di maggiore esperienza, fosse vitale. Andare a inserire Paratici nel contesto viola consegna, almeno sulla carta, lustro e peso alle ambizioni del club anche in un frangente di possibile smarrimento: si tratta semplicemente di notare che tipo di realtà (a livello di prestigio e di capacità di spesa) abbia frequentato fin qui l'ex di Samp, Juve e Tottenham e di riconoscere quanto, di fatto, abbia anche scelto di spingere per investimenti pesanti. L'immagine di Paratici non si lega, per forza di cose, alla mera necessità di guidare un mercato invernale che favorisca la salvezza ma - e non è un fatto banale - a un progetto di ampio respiro, con un contratto lungo e la responsabilità di "riscrivere" il progetto viola.

Impronta già visibile

A livello formale, come del resto si è visto dal comunicato diffuso dalla Fiorentina, l'esperienza di Paratici come DS viola inizierà dal 4 febbraio: l'ex dirigente della Juve è ancora al Tottenham e, ufficialmente, non è lui a operare sul mercato per il club della famiglia Commisso. Appare però quantomeno curioso notare come due colpi su tre messi a segno, dall'inizio del mercato di gennaio, arrivino proprio dal contesto inglese: Solomon dagli stessi Spurs (anche se in prestito al Villarreal) e Harrison dal Leeds. Non risulta dunque pretestuoso o avventato immaginare l'ombra di Paratici sull'attualità viola a tema mercato, sia per contesti in cui la Fiorentina si trova a trattare che per un "interventismo" spesso associato al profilo di Paratici e necessario, oggi, per ridefinire una stagione fin qui da dimenticare. Al tema meramente sportivo, poi, si aggiunge uno scenario dalla portata maggiore, che richiederà ancora tempo per essere compreso: è facile immaginare come - in una Fiorentina ancora in mano alla famiglia Commisso ma senza Rocco - la posizione di Paratici possa farsi realmente centrale, andando ben oltre la carica di DS formalmente individuata.

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