Le prossime due partite non saranno decisive soltanto sul piano sportivo, con la mancata qualificazione in Champions League che condizionerebbe inevitabilmente il mercato, ma anche per quanto concerne la sfera dirigenziale. Con un quarto posto tornato incredibilmente in bilico, nessuno in casa Milan è certo della conferma, neanche Igli Tare. Se infatti i rossoneri non dovessero partecipare alla principale competizione UEFA, il direttore sportivo albanese verrebbe sollevato dall'incarico dopo appena un anno, pagando operazioni onerose ma che allo stesso non hanno inciso sul campo come Jashari e Nkunku.
D'Amico il primo nome per il ruolo di ds
Secondo La Gazzetta dello Sport, pur confidando nella qualificazione in Champions e quindi nella permanenza di Tare, il Milan si cautela seguendo con interesse l'evoluzione della situazione tra Tony D'Amico e l'Atalanta. L'AD della Dea Luca Percassi ha di fatto annunciato l'addio dell'attuale direttore sportivo, il quale cerca nuovi stimoli dopo quattro meravigliosi anni a Bergamo e potrebbe trovarli proprio a Milano.
Non solo plusvalenze: perché il Milan punta D'Amico
Il Diavolo stima molto D'Amico, tanto che l'aveva già tenuto in considerazione la scorsa estate prima di scegliere Tare. A piacere è soprattutto il modus operandi del dirigente, dimostratosi capace sia di mettere a segno plusvalenze importanti (soprattutto durante la sua esperienza al Verona) sia di rinforzare la squadra senza spendere cifre esorbitanti. Le cessioni di Kumbulla, Rrahmani e Amrabat hanno fruttato più di 60 milioni di euro agli scaligeri, mentre gli acquisti di Retegui (poi rivenduto a peso d'oro in Arabia), Ederson, De Ketelaere e Kolasinac (giusto per citarne alcuni) hanno aiutato l'Atalanta a salire sul tetto d'Europa.
