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Cardinale furioso per la crisi del Milan: si valuta la rivoluzione societaria senza Champions

Giorgio Furlani, Gerry Cardinale, Zlatan Ibrahimovic, Igli Tare
Giorgio Furlani, Gerry Cardinale, Zlatan Ibrahimovic, Igli Tare | Giuseppe Cottini/GettyImages

Gerry Cardinale sarà anche lontano da Milano, ma dagli Stati Uniti continua a seguire passo dopo passo il momento delicatissimo del suo Milan. E il numero uno di RedBird, dopo il ko contro l’Atalanta e il crollo nelle ultime settimane, non nasconde tutta la propria delusione. La qualificazione alla prossima Champions League resta l’obiettivo minimo per salvare una stagione che fino a marzo sembrava promettente, ma che improvvisamente ha preso una piega inattesa. Ecco perché le ultime due giornate non determineranno soltanto il destino europeo dei rossoneri, ma potrebbero influenzare anche le scelte future sul piano tecnico e dirigenziale. In estate, infatti, nessuna posizione appare più davvero intoccabile.

Allegri resta centrale

Nonostante il momento complicato, Cardinale continua ad avere grande stima di Massimiliano Allegri. Tra i due il dialogo è costante e anche dopo la sconfitta con la Dea ci sono stati contatti diretti per compattare l’ambiente in vista delle sfide decisive contro Genoa e Cagliari. Il tecnico livornese è stato scelto per riportare mentalità vincente e solidità, qualità che la proprietà continua a riconoscergli. Tuttavia, per proseguire insieme servirà piena sintonia sul progetto tecnico e sulle ambizioni future del club, perché Allegri vuole un Milan competitivo ad alti livelli.

Da Tare a Ibrahimovic: tutte le posizioni in discussione

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, Cardinale starebbe riflettendo anche sull’assetto societario. Fino a poche settimane fa la permanenza di figure come Furlani, Tare, Moncada e Ibrahimovic sembrava scontata, mentre ora ogni valutazione verrà rimandata al termine della stagione. La mancata qualificazione in Champions avrebbe conseguenze pesanti sia sul bilancio sia sulla credibilità del progetto, rendendo inevitabili profonde riflessioni. Cardinale non vuole smantellare tutto, perché considera la continuità manageriale un valore importante, ma pretende risposte immediate da squadra e dirigenza per evitare di dover ripartire ancora una volta da zero.


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