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Attesa per l'interrogatorio di Rocchi: il possibile silenzio e un'indagine lunga oltre un anno

Gianluca Rocchi
Gianluca Rocchi | Fabio Patamia/GettyImages

Il caso che ha travolto il mondo arbitrale italiano entra in una fase decisiva. Gianluca Rocchi, autosospesosi dal ruolo di designatore, è atteso giovedì 30 aprile davanti al pm Maurizio Ascione presso la Procura di Milano. Insieme a lui sarà ascoltato anche il supervisore VAR Andrea Gervasoni, entrambi indagati per frode sportiva in concorso. Al centro dell’inchiesta ci sono presunte interferenze nel sistema arbitrale e alcune designazioni contestate, tra cui quelle ritenute “gradite” all’Inter. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, resta però incerto l’atteggiamento difensivo che i due adotteranno durante l’interrogatorio.

Strategia difensiva e ipotesi silenzio

Non è ancora chiaro se Rocchi risponderà alle domande del magistrato o sceglierà di avvalersi della facoltà di non rispondere. Secondo le indiscrezioni, questa seconda opzione sarebbe la più probabile. A spiegarne le ragioni è stato il suo legale, intervenuto a Pressing: “Stiamo valutando che iniziative difensive intraprendere. Nella contestazione si fanno riferimento ad altre persone, ma non vengono indicate. Sarebbe un reato plurisoggettivo, devono partecipare più persone, eppure l'avviso di garanzia è solo per Rocchi. Sta subendo un'ingiustizia”. Una linea che punta a evidenziare possibili lacune nell’impianto accusatorio, soprattutto sul fronte dei presunti concorrenti nel reato.

Un’indagine lunga e il fronte della giustizia sportiva

Un elemento rilevante riguarda la durata dell’indagine. L’inchiesta sarebbe attiva da oltre un anno, ben prima delle recenti segnalazioni interne al mondo arbitrale. La richiesta di proroga delle indagini preliminari indica infatti un’attività investigativa avviata almeno tredici mesi fa, con la possibilità che siano state utilizzate anche intercettazioni.

Parallelamente si muove la giustizia sportiva. Il procuratore federale Giuseppe Chinè ha già richiesto gli atti e avvierà un procedimento autonomo. Come spiegato dall’avvocato Mattia Grassani a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1: “In ambito sportivo, Rocchi e Gervasoni non si possono avvalere della facoltà di non rispondere, ma sono tenuti a rispondere a tutte le domande”. Un passaggio che potrebbe accelerare i tempi e portare a sviluppi rapidi su un caso destinato a lasciare il segno su un calcio italiano già in crisi.


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