La Juventus è chiamata a rispondere alla Roma e a dare un segnale al Como, provando a sorpassarlo almeno provvisoriamente, e fa visita all'Atalanta di Palladino, capace di riportarsi a ridosso della zona Champions fin dal cambio in panchina. Buon avvio della Dea e prima occasione con Zappacosta: destro al 4' dalla breve distanza, Di Gregorio blocca senza problemi. A sfiorare il vantaggio è Zalewski: sinistro a incrociare fuori di un soffio, a Di Gregorio battuto.
Grande partenza nerazzurra e palo di Scalvini di testa su cross di Zalewski: rischia ancora la Juve. Il dominio dell'Atalanta resta lampante ma non si traduce più in occasioni da gol. La Juve si affida a un destro velleitario di Thuram alla mezzora, abbondantemente alto. Kelly va invece vicino al vantaggio: colpo di testa su cross di Yildiz, Bernasconi chiude al 32'. Torna pericolosa la Dea a fine primo tempo: De Ketelaere sovrasta Cambiaso di testa ma la manda fuori. Dall'altra parte Carnesecchi esce bene su Boga ed evita rischi, la Juve rischia invece con una rovesciata di Krstovic nel recupero del primo tempo: fuori di poco.

La Juve sorprende l'Atalanta in avvio di ripresa e passa in vantaggio con Boga: cross di Holm, Carnesecchi esce a vuoto e l'ex Sassuolo ne approfitta. L'Atalanta reagisce e al 57' sfiora il pari: Djimsiti stacca ma Di Gregorio ha un buon riflesso e respinge. L'ingresso di Raspadori dà fiducia alla Dea: l'ex Atletico va al tiro col sinistro al 63', la Juve si salva in corner. Al 68' clamorosa occasione per il raddoppio bianconero: Holm si invola a destra, passaggio per Thuram che da ottima posizione manda alto. Nel finale torna avanti l'Atalanta, dopo una fase senza occasioni: Zappacosta fa partire un rasoterra di prima, palla fuori. Attimi concitati per un braccio di Gatti: proteste nerazzurre, l'arbitro non fischia e il VAR non interviene. Ultima occasione per il pari all'88' con Scamacca, di testa, ma palla che non trova lo specchio: la Juve risponde così alla Roma e sorpassa almeno provvisoriamente il Como.
La chiave tattica
La Juve prova a fare possesso ma non supera la propria metà campo e fronteggia un'Atalanta aggressiva in pressione, pronta ad andare subito in verticale e ad approfittare degli errori bianconeri (numerosi) in uscita. Atalanta più reattiva e rapida nelle giocate, sempre pronta ad avventarsi sulle seconde palle: l'aggressività della Dea spiazza la Juve, in grande difficoltà - persino in apnea - per larghi tratti del primo tempo. I bianconeri si affidano a lanci lunghi sulla destra, per Kalulu, e regalano qualche segnale di risveglio solo dopo la mezzora.

Il gol bianconero in avvio di ripresa cambia ovviamente il copione del match e dà fiducia alla Juve: Palladino si gioca la carta Raspadori per reagire. Possesso in mano all'Atalanta, Raspadori incide subito e la Juve si affida alle ripartenze, Palladino prova a giocarsi anche altre carte dalla panchina (Scamacca e Pasalic) a caccia del pari. Il possesso nerazzurro è continuo ma la Juve, rispetto al primo tempo, è più ordinata e compatta in fase di non possesso, tanto da impedire alla Dea di trovare spazi fino a un finale di sofferenza per i bianconeri (con un prevedibile assalto atalantino).
L'episodio del match
Dopo un primo tempo di marca atalantina è evidente che gli episodi del match siano le tante occasioni sprecate dalla Dea per il vantaggio, in particolare il palo di Scalvini e i tentativi sfortunati di Krstovic e di Scamacca. Al contempo il vantaggio di Boga ha condizionato pesantemente la ripresa, ridando fiducia a una Juve fin lì in evidente difficioltà.
