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Adani e Ambrosini criticano l'atteggiamento e il comportamento di Rafael Leao

SS Lazio v AC Milan - Serie A Enilive
SS Lazio v AC Milan - Serie A Enilive | NurPhoto/GettyImages

Nella sconfitta del Milan in casa della Lazio nella serata di ieri, Rafael Leao è stato protagonista di un atteggiamento negativo al momento della sostituzione decisa da Massimiliano Allegri. Il numero 10 rossonero è uscito visivamente nervoso, lamentandosi della decisione del mister e rifiutando anche il suo abbraccio. Arrivato in panchina ha preso a calci qualsiasi cosa fosse alla sua portata, lasciando spiazzati anche i collaboratori e membri dello staff milanista. Su questo comportamento hanno parlato due ex giocatori, ora opinionisti rispettivamente su DAZN e RAI. Si tratta di Massimo Ambrosini (oltrettutto ex Milan) e Daniele Adani. Ecco le loro parole sull'atteggiamento del portoghese.

Le parole di Daniele Adani

"Nessuna novità, l'anno scorso è stato allenato da Fonseca e Conceicao, in entrambi i casi ha fatto prima bene e poi male. Con Allegri si è detto che è stato bravo a metterlo al centro del progetto nonostante gli infortuni, ma questi atteggiamenti li vediamo sempre. È esagerato, secondo me, evidenziare il lavoro il lavoro di Max su Leao perchè da attaccante non può stare a questi livelli. Magari è il giocatore più talentuoso del Milan, ma il rendimento e il comportamento dicono che è un calciatore recidivo di certe cose. Tra l'altro, lui, dice che non gli arriva un pallone...".

"Quando aveva 21 anni ha vinto lo Scudetto con Ibra e Giroud. Che erano lì, gli stavano addosso, e lui grazie a loro ha capito cosa vuol drire stare al Milan. Ma devi dimostrarlo ogni giorno. Se va via Zlatan devi iniziare a camminare da solo, invece oggi di anni ne ha 27 e probabilmente non ha ancora capito come deve comportarsi".

"Leao è sempre stato supportato e sopportato, gli vogliono tutti bene. Il problema è il campo, perché ci sono tanti esterni d'attacco che quando lui ha vinto quello Scudetto neanche esistevano, e che ora l'hanno superato. Da Semenyo e Saka, passando per Olise, Martinelli e tanti altri. Ce ne saranno almeno 30!".

Le parole di Massimo Ambrosini

"Penso che la rabbia che manifesta quando esce deve dimostrarla quando è in campo. Dà sempre quella sensazione che manchi quella carica agonistica. Però questa rabbia deve manifestarla durante la partita, in un modo o nell'altro. Al 34' aveva toccato quattro palloni, di cui uno di testa. La sensazione è che sia per indole che per caratteristiche è un giocatore che devi cercare di tenerlo acceso. Lui di suo si accende poco".

"Da centravanti si prende molte più pause di quanto se ne prenda giocando esterno. Oggi non l'avrei cambiato, il Milan dal 3-5-2 nel secondo tempo è passato al 4-3-3, con Pulisic largo e Leao davanti. E anche lì... l'avrei tenuto esterno. Poi 4-2-3-1 e lui è fuori. Da centravanti è sprecato".