90min felici: la 16ª giornata di Serie A (1ª parte)

Si è chiusa soltanto la prima parte di una sedicesima giornata che resterà in sospeso fino alla metà di gennaio. Sei di dieci partite completate e la sensazione che la classifica si sia in qualche modo mossa. Nell'ultimo weekend prima di Natale dodici squadre si sono affrontate mentre la Supercoppa variava il classico turno in programma, offrendo uno spettacolo interessante.
90min Felici sarà una nuova serie che si preoccuperà di analizzare liberamente, senza un oggetto definito, i tre spunti più significativi di ogni giornata della Serie A 2025-26. Un gol, una giocata, una prestazione esaltante, una scelta tattica, una reazione dei tifosi, un'intervista, qualche elemento nuovo, qualsiasi tema connesso a quanto accaduto nel lungo weekend del massimo campionato italiano.
Soffermiamoci sui tre momenti felici delle sei gare di cui sopra.
Manita e liberazione viola
Non basta per tornare a sorridere, ma sì per un accenno di sincera soddisfazione durata 90 minuti. La Fiorentina ha vinto la sua prima partita nella Serie A 2025-26, 16 giornate dopo un calvario che ha posizionato i viola nell'ultimo gradino della classifica e imposto una lotta per non retrocedere inedita per le nuove generazioni di tifosi. Il cartellino rosso estratto in direzione di Okoye dopo pochi minuti ha spianato la strada a una Fiorentina brillante, capace di segnare e creare costantamente, anche a risultato virtualmente acquisito. Da sottolineare i bei gol di Gudmundsson e il solito Mandragora, il colpo di testa di Ndour e la doppietta di un Moise Kean tornato finalmente ad esultare.
Hien all'ultimo respiro
Nel posticipo della domenica sera, lo spettacolo è stato minore rispetto a quanto ci si attendeva. La gara, come quella del Franchi, è stata viziata dal cartellino rosso rimediato prematuramente dall'estremo difensore Nicola Leali, ma il Grifone non si è sciolto come l'Udinese, ha anzi resistito offrendo una prestazione eccellente e sfiorando anche il vantaggio in inferiorità numerica. A riportare i tre punti a Bergamo in modo inatteso ci ha pensato Isak Hien su una delle ultime palle disponibili. Un calcio d'angolo perfetto di Zalewski e l'uscita inesperta del subentrato Sommariva punita dal colpo di testa dello svedese, con cui l'Atalnta comincia a riavvicinarsi alle posizioni europee.
Il primo di Openda e la Juve che si avvicina
Era senza dubbio la gara di cartello della prima parte della 16ª giornata, giocata nell'anticipo del sabato sera. La Juventus ha atteso la Roma allo Stadium con la nuova convinzione fornita dal cambio di rotta di Luciano Spalletti e si è presa una vittoria cinica contro una squadra in difficoltà per le assenze difensive (Hermoso e Ndicka). Un primo tempo equilibrato piegato dall'agilità di Francisco Conceiçao, un secondo maggiormente in favore dei bianconeri, raddoppiati dal primo gol in Serie A di Openda e accorciati dal tap-in di Baldanzi, utile soltanto alle statistiche. Un successo che permette alla Juventus di accodarsi alla zona Champions League, fermandosi al quinto posto della classifica, a una sola lunghezza proprio dai giallorossi di Gasperini.
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