La rosa della Juventus più forte di tutti i tempi

Next0 / 26

Il ct della Nazionale è un lavoraccio? Non c’è dubbio, soprattutto in Italia, dove le critiche sono dietro l’angolo, e ancor di più in questo periodo, dove l’unico vantaggio è quello di non potersi sentir dire “perché non hai convocato il tale”, semplicemente perché non c’è pericolo di lasciare a casa campioni indiscussi. Immaginate però quanto possa essere arduo fare il selezionatore della storia della Juventus. 


Individuare 25 campioni, più l’allenatore, con cui formare la rosa delle rose non è stato facile, anche perché la galleria dei trionfi bianconeri, a differenza di quelli di molte altre grandi del calcio italiano, è avara di lunghi periodi a digiuno di vittorie. 


Giusto decenni neppure interi negli anni ’60 e a cavallo di ’80-90, che si perdono in mezzo a cicli lunghissimi e infarciti di trofei e campioni che hanno permesso di conquistarli. Le pietre miliari sono d’obbligo. Insieme a qualche esclusione eccellente…


​Per seguirci sempre ed avere più notizie sul calcio, scarica l'app di 90min sul tuo dispositivo: Google Play & Apple Store.

Next0 / 26
Next1 / 26

1. PORTIERE - Gianluigi Buffon

​La storia ovviamente non è finita, ma ha già emesso il proprio verdetto. Il Capitano è il portiere dei portieri della storia bianconera, l’evoluzione degli altri due degnissimi “compagni” grazie a doti fisiche semplicemente sconosciute per altri tempi. 


Perché il ruolo del portiere, più di qualunque altro, si è aggiornato con l’evoluzione morfologica del corpo umano. 


Si aggiunga questo alle doti di reattività, esplosività, senso della posizione e personalità del mito Gigi, e anche il palmares, che recita 6 scudetti (+2…), una Coppa Italia e 4 Supercoppe Italiane sembrerà poco. Aspettando l’alloro internazionale…

Next1 / 26
Next2 / 26

2. PORTIERE - Gianpiero Combi

​Il Del Piero dei pali. Anzi, meglio, perché il mito dei pali bianconeri nel settore giovanile bianconero non ci crebbe, ma ci nacque. 


Torinese purosangue, è ricordato tra i più forti portieri di tutti i tempi, e soprattutto tra i più tecnici.


“Forte” di un fisico minuto, impensabile per un portiere d’oggi, Combi rifuggiva proprio come Buffon i voli spettacolari, non potendo neppure permetterseli, supplendo però con una professionalità e un’attenzione fuori dal comune, che lo rendono tra i migliori di sempre per reattività e senso della posizione. 


Titolare dei pali bianconeri fin dai 20 anni, conquisterà 5 scudetti tra il ’25 e il ’34, oltre al Mondiale ’34, da capitano, sostituendo all’ultimo l’infortunato Ceresoli.

Next2 / 26
Next3 / 26

3. PORTIERE - Dino Zoff

2 Mar 1983:  Dino Zoff of Juventus. \ Mandatory Credit: David Cannon /Allsport

​Chissà quanto rimpiangerà il fatto che Gigi Buffon abbia “dovuto” scegliere proprio la Juve per riscrivere i propri record e quelli del club. 


Perché in tutte le altre società del mondo, la stella dell’intramontabile Dino sarebbe irraggiungibile in vetta. 


Campione di longevità, iridato come Buffon (ma a 41 anni…), arrivò a Torino a 30 anni giocando 12 stagioni ininterrotte, senza lasciare una partita alle malcapitate riserve. 


Essenziale negli interventi, leader silenzioso, rispetto a Buffon vanta (al momento...) lo stesso numero di scudetti, 6, un trofeo europeo, la Coppa Uefa ’77, il primo alloro europeo nella storia del club. Una Coppa Uefa e una Coppa Italia da allenatore nel 1990.

Next3 / 26
Next4 / 26

4. DIFENSORE - Antonio Cabrini

​Se proprio si può individuare una lacuna nella gloriosa storia bianconera, eccola. Dopo il numero 3 Mundial, nessun altro interprete della fascia sinistra difensiva è più riuscito neppure ad avvicinarsi alle sue gesta.


Vero che il problema è generalizzato alle altre grandi, perché pure di Facchetti e di Maldini non ne sono più nati, ma i successivi cicli vincenti dei bianconeri i paragoni sono sempre stati impietosi


Arrivato a 19 anni dall’Atalanta, è protagonista di un’ascesa-lampo: subito titolare in Italia e in Europa e pure in Nazionale, da rivelazione del Mondiale ’78


Tecnica, velocità, potenza e pure senso del gol. Quattordici anni di Juve con 13 trofei e il Grande Slam di allori europei.

Next4 / 26
Next5 / 26

5. DIFENSORE - Umberto Caligaris

​Il suo albo d’oro è semplice quanto quasi inavvicinabile: titolo Mondiale con l’Italia nel 1934 e 5 scudetti consecutivi con la Juventus, tra il ’30 e il ’35, dopo che i bianconeri l’avevano strappato due anni prima al Casale, reduce da anni di trionfi ma ormai sopraffatto dall’invasione del calcio metropolitano. 


Nelle sue 8 stagioni alla Juve si affermerà come uno dei difensori più forti di sempre, entrando nell’immaginario collettivo insieme al collega Rosetta: quest’ultimo terzino sinistro, Caligaris destro, oggi si direbbe abile nelle due fasi per l’altissimo rendimento offerto come difensore puro e nel rilancio dell’azione. 


Bandiera azzurra, morì a 39 anni per un aneurisma durante una partita di vecchie glorie bianconere.

Next5 / 26
Next6 / 26

6. DIFENSORE - Fabio Cannavaro

​L’amaro epilogo del breve, ma intenso, ciclo Capello lo ha detronizzato di un posto che gli sarebbe stato di diritto tra le leggende da annoverare nello stadio bianconero. 


Juventino per sole due stagioni, evidentemente poche per convincerlo ad optare per la scelta di vita di seguire la squadra in Serie B pochi giorni dopo aver alzato da capitano la Coppa del Mondo


Quindi ecco l’opzione Real, prima di un fugace e deludente ritorno, non in linea con le meraviglie del biennio originario. 


Come difensore puro, tutto marcatura, anticipi e grinta, è tra i più forti della storia del calcio italiano e della Juve, dove seppe rilanciarsi dopo il grigio biennio interista.

Next6 / 26
Next7 / 26

7. DIFENSORE - Ciro Ferrara

​Sarebbe dovuto andare alla Roma, e invece i colori del cuore da affiancare all’azzurro del Napoli saranno il bianco e il nero. 


Primo tassello dell’era Lippi, con il quale aveva già lavorato a Napoli, e del quale sarebbe poi stato vice allenatore nel Mondiale 2006, scrive da terzino destro l’intera epopea che vede la Juve tornare a dominare il calcio italiano e internazionale dalla metà degli anni ’90. 


Marcatore implacabile, poi trasformatosi in difensore centrale, e anche goleador (i gol in bianconero). 


Lascia dopo 12 stagioni con 6 scudetti e 4 allori europei, compresa la Champions (segna uno dei rigori nella finale contro l’Ajax) e l’Intercontinentale.

Next7 / 26
Next8 / 26

8. DIFENSORE - Paolo Montero

​Nell’immaginario collettivo è passato per i metodi spicci, che ne fanno uno dei giocatori più espulsi nella storia della Serie A. 


Questione di sangue caliente sudamericano, ma per il popolo bianconero è un mito intoccabile. 


Merito dell’attaccamento alla maglia, palesato fin dal ’96, quando approdò a Torino dall’Atalanta, nell’indifferenza generale per sostituire Vierchowod dopo il trionfo in Champions. 


Oltre la durezza c’è di più: tecnica ragguardevole e personalità di spicco nello spogliatoio, sarà perno insostituibile per 9 stagioni, con Lippi e Ancelotti. Quattro scudetti, ma anche due finali perse in Champions.

Next8 / 26
Next9 / 26

9. DIFENSORE - Pietro Rava

​Nell’Olimpo del calcio italiano e della storia bianconera. Tra i 4 giocatori capaci di fare il grande slam nell’era Pozzo (due Mondiali e l’oro olimpico ’36), Rava arrivò a Torino nel 1935, al tramonto del ciclo d’oro del Quinquennio


Vinse quindi un solo scudetto e due Coppe Italia, ma rimase bianconero per 15 anni, affermandosi tra i difensori più completi di tutti i tempi del calcio italiano di tutti i tempi: forte fisicamente e tecnicamente, deciso nei contrasti, implacabile di testa e affidabile nell’impostazione.

Next9 / 26
Next10 / 26

10. DIFENSORE - Virginio Rosetta

​Uno dei miti del calcio italiano, dal punto di vista tecnico e storico. Fu proprio il suo passaggio dalla Pro Vercelli, all’epoca big del calcio italiano, alla Juve, nel 1923, a segnare il passaggio al calcio professionistico


A Torino rimarrà 14 stagioni, vincendo i 5 scudetti del Quinquennio più quello del 1926, che si aggiungono ai due conquistati con la Pro, facendone uno dei giocatori più titolati del calcio italiano. 


Oltre che dei difensori più forti in assoluto sul piano tecnico, grazie anche agli inizi da attaccante: precursore del ruolo di libero, ha lasciato il segno per potenza ed eleganza. Campione del Mondo nel ’34.

Next10 / 26
Next11 / 26

11. DIFENSORE - Gaetano Scirea

L’Eroe senza tempo della storia juventina. Il destino crudele lo ha consegnato al mito con troppo anticipo, incurante del fatto che Gae ci sarebbe arrivato ugualmente, grazie alle proprie inconfondibili e irripetibili doti tecniche e umane, e di quanto la sua signorilità sarebbe servita nel calcio di oggi. 


Arrivato a 20 anni dall’Atalanta, ex centrocampista, si impose come il più forte libero di tutti i tempi del calcio italiano. 


Difensore puntuale, mai sopra le righe, e primo regista di una squadra che trovò espressione internazionale nel ciclo vincente dell’era Trapattoni e vincendo quasi in blocco il Mondiale ’82, dove Scirea fu tra i migliori con il suo numero 7.


In 14 anni di Juve conquisterà 14 trofei. E forse ne avrebbe vinti altrettanti da tecnico.

Next11 / 26
Next12 / 26

12. CENTROCAMPISTA - Franco Causio

​Terzultima perla di una catena di ali destre che avrebbe fatto la storia del calcio italiano e non solo, partita da Gigi Meroni e comprendente anche Claudio Sala, Bruno Conti fino a Roberto Donadoni, il Barone ha forse rappresentato il punto più alto della galleria dal punto di vista tecnico, ex aequo con Conti. 


Proprio la presenza della bandiera romanista, il più brasiliano dei fuoriclasse del calcio italiano, ha costretto anzitempo Causio a un ruolo marginale in Nazionale. 


Ma a Torino è ricordato tra i più forti esterni offensivi della storia per tecnica, senso del gioco, del gol e doti temperamentali. 


Vince 6 scudetti e una Coppa Uefa in 11 anni, poi lascia per vivere una lunghissima seconda parte di carriera, grazie alla quale riconquisterà la Nazionale e un posto al Mundial. Chiude a 39 anni.

Next12 / 26
Next13 / 26

13. CENTROCAMPISTA - Edgar Davids

​Uno dei rari esempi di acquisti invernali capaci di cambiare il corso di una stagione, e la storia di una squadra. 


Non ambientatosi al Milan, a Torino sbarca nel dicembre ’97, accompagnato da tanti dubbi. 


Può servire il "pitbull" per eccellenza in una squadra già quasi perfetta? Di più, sarà la vite mancante di un ingranaggio che si trasformerà in una macchina da guerra. 


Diventa presto idolo dei tifosi grazie alle proprie caratteristiche temperamentali e tecniche, passato alla storia per grinta e carisma, fu in realtà un centrocampista completo, bianconero per 6 stagioni intere con 3 scudetti e 2 finali perse in Champions.

Next13 / 26
Next14 / 26

14. CENTROCAMPISTA - Luis Monti

Il Davids degli anni ’30. Mediano di lotta e di governo, arrivò in bianconero nel ’31 su consiglio dell’amico Mumo Orsi. 


Argentino di nascita, sarebbe passato alla storia come oriundo, ma soprattutto come uno dei pochi giocatori capaci di giocare due finali Mondiali con due Nazionali differenti: ko con l’Argentina nel ’30 contro l’Uruguay, la rivincita sarebbe arrivata 4 anni dopo in maglia azzurra. 


Come buttafuori del centrocampo, ma non certo sprovvisto di tecnica, vincerà 4 dei 5 scudetti del Quinquennio, lasciando nel ’39.

Next14 / 26
Next15 / 26

15. CENTROCAMPISTA - Pavel Nedved

​L’ultimo Pallone d’oro della storia bianconera e un dirigente in rampa di lancio. E chi l’avrebbe detto pensandolo punto di forza di quella Lazio che, nel 2000, procurò ai tifosi bianconeri una delle più cocenti delusioni della storia. 


Un anno, e un altro secondo posto, più tardi, Luciano Moggi ruppe gli indugi vestendo la Furia Ceka di bianconero insieme all’allora rampante Mino Raiola. 


Nacque una storia d’amore lunga 8 anni e ben più intensa di quanto dica il palmares fatto di 2 scudetti più 2 revocati e 51 gol, alimentata dal sacro furore con cui Nedved interpretò la propria professione.


Esterno sinistro d’attacco tutta grinta, corsa e gol, l’identificazione con il popolo bianconero divenne fusione dopo le lacrime per l’ammonizione che gli fece saltare la finale Champions 2003 e dopo la scelta di non lasciare la barca juventina in Serie B. Per risalire insieme e vivere la rinascita dietro la scrivania.

Next15 / 26
Next16 / 26

16. CENTROCAMPISTA - Raimundo Orsi

​Ingiustamente dimenticato dalla Juventus nella selezione delle 50 stelle per la “walk of fame” allo Stadium, il percorso di Orsi ricorda da vicino quello vissuto da Mauro Camoranesi, ma solo dal punto di vista professionale.


Italo-argentino, capriccio dell’avvocato Agnelli che lo portò in Italia nel ’28, dopo un anno di stop per mancanza del transfer, incantò per 6 stagioni in bianconero, vincendo 5 scudetti da protagonista come ala sinistra tutto genio e sregolatezza, con pioggia di gol e assist. 


Alla fine saranno 76 i centri con la Juve, ma ancora più importante sarà il punto del pari nella finale del Mondiale ’34 con la maglia dell’Italia, dopo aver vinto l’argento olimpico con l’Argentina nel ’28.

Next16 / 26
Next17 / 26

17. CENTROCAMPISTA - Michel Platini

​Il secondo Dieci nella storia bianconera. Buffon sta a Zoff come Del Piero sta a Le Roi. Solo le inimmaginabili imprese di Alex, all’epoca piccolo tifoso bianconero, hanno impedito a Platini di fregiarsi del titolo di fantasista più amato di sempre da parte dei tifosi bianconeri. 


Campioni diversi, comunque: meno attaccante, ma più universale Platini, regista e non meno goleador (tre titoli consecutivi di capocannoniere coincisi con altrettanti Palloni d’oro), e più leader all’interno dello spogliatoio. 


Guida fuori e dentro il campo del ciclo d’oro dell’era Trapattoni, lascerà un attimo prima del declino, con 2 scudetti e 4 trofei internazionali in bacheca.

Next17 / 26
Next18 / 26

18. CENTROCAMPISTA - Marco Tardelli

Schizzo di gloria. La storia del calcio italiano lo contempla come uno dei centrocampisti più forti e completi della propria storia. 


Merito anche della Juventus, che, secondo una tradizione consolidata e che resiste nel tempo, ne individuò le qualità nelle giovanili del Como.


Convinti di aver acquistato un promettente e atletico terzino di spinta, i dirigenti e i tifosi bianconeri si ritrovarono in casa uno degli universali per eccellenza del calcio italiano, trasformatosi in un incursore di gran lusso, sempre pronto a correre per un compagno facendo convivere nel proprio bagaglio qualità temperamentali a tecnica e tempismo, fondamentale per segnare ben 35 reti in Serie A. 


Cinque scudetti e 4 trofei internazionali in 11 anni di Juve.

Next18 / 26
Next19 / 26

19. CENTROCAMPISTA - Zinedine Zidane

Il campione indecifrabile. Per alcuni secondo solo a Sivori, e non di molto, come tecnica pura nei grandi 10 (di ruolo, non di maglia) nella storia bianconera, il suo percorso juventino è stato breve, ma intenso. 


Erede designato di Platini, come l’illustre predecessore impiegherà alcuni mesi per l’ambientamento, prima di deliziare i cultori del bel calcio e guidare la squadra alla conquista di 2 scudetti


“Più bello che utile” sentenzierà l’avvocato Agnelli, forse condizionato dal ridotto numero di gol di Zizou in bianconero e da una personalità non eccelsa, che lo portò a scomparire in alcune partite chiave, come le due finali Champions, per poi lasciarsi andare a reazioni dannose per sé e la squadra. Che non lo avrebbero più abbandonato…

Next19 / 26
Next20 / 26

20. ATTACCANTE - Roberto Baggio

​Il primo Pallone d’oro del post-Platini, il paragone con Le Roi è spontaneo visto il periodo storico nel quale l’allora Divin Codino approdò in bianconero, al termine di una trattativa che fece scalpore con la Fiorentina. 


Tra i 5 giocatori più forti della storia del club sul piano tecnico, il feeling coni tifosi non scattò mai nei 5 anni di permanenza tra il ’90 e il ’95 nonostante una pioggia di gol e di giocate da impazzire: colpa forse di un carattere poco espansivo, o magari di quel cordone con Firenze mai spezzato. 


O piuttosto del periodo non facile vissuto dalla Juve di quel tempo, schiacciata dal dominio del Milan berlusconiano, eppure capace di tornare protagonista in Europa, con 1 Coppa Uefa e 1 Coppa Italia, da unire in bacheca a uno scudetto da comprimario. 


O, infine, perché dietro di lui si nascondeva già la sagoma di un idolo vero…

Next20 / 26
Next21 / 26

21. ATTACCANTE - Giampiero Boniperti

​Semplicemente, la Juventus. Dalle gesta sul campo alla sapiente guida dietro la scrivania, fino agli aforismi. In attesa di capire quale sarà il futuro post-carriera di Del Piero e Buffon, nessun altro giocatore della storia del club può avvicinarsi alla parola mito più di lui. Forse il solo Scirea, al quale un analogo percorso oltre il campo fu negato dal destino. 


L’unica sfortuna di Boniperti, centravanti da 148 gol nei primi 7 anni, è stata quella di vivere un periodo non esaltante per la storia della Juve, almeno nella prima parte, fino all’arrivo di Charles e Sivori, con i quali formò il tridente più forte di sempre nella storia del club, arretrando come centrocampista creativo.


Poi fu deus ex machina del ciclo di trionfi trapattoniano, da presidente carismatico con il fiuto degli affari. Anche per un certo Del Piero, capace di battere tutti i suoi record che parevano inavvicinabili.

Next21 / 26
Next22 / 26

22. ATTACCANTE - John Charles

​Il Mandzukic degli anni ’50. Solo per stazza fisica, però, perché carattere e prolificità sono tutti dalla parte del gallese. 


Pescato a peso d’oro nel ’57 nel Leeds, il suo arrivo coincide con una della fasi più fulgide della storia bianconera, quella del tridente dei sogni completato da Omar Sivori e da Giampiero Boniperti, che proprio per far spazio a Charles dovette lasciare il ruolo di centravanti per inventarsi mezzala. 


Per John, potenza disarmante, senso del gol, ma anche tecnica e correttezza, saranno 95 centri in 4 stagioni, con 3 scudetti e una Coppa Italia, prima del declino che lo porterà, dopo un passaggio alla Roma e un triste finale di carriera, a morire in povertà.

Next22 / 26
Next23 / 26

23. ATTACCANTE - Alessandro Del Piero

La scheda è giocoforza incompleta, perché tutti sanno che non può finire così. In realtà, l’epilogo sarebbe stato perfetto, con quella gara d’addio con standing ovation lunga 10’ all’ultima giornata del campionato che segnò la rinascita del club dopo le pastoie di Calciopoli


Quel giorno, prima della successiva finale di Coppa Italia, terminò l’epopea sul campo di Pinturicchio, nato all’ombra di Baggio ma poi affermatosi come uomo dei record: presenze e gol, 16 trofei complessivi, capocantiere in due categorie e bandiera senza tempo della parte più fulgida della storia del club, dove arrivò 19enne scoperto da quello stesso Boniperti di cui avrebbe polverizzato i record lungo 15 stagioni. 


L’altra metà della storia è da scrivere, perché prima o dopo le due strade si rincroceranno.

Next23 / 26
Next24 / 26

24. ATTACCANTE - Omar Sivori

​Per una generazione di tifosi bianconeri, è “il peccato originale”. Quanti appassionati di calcio hanno scelto di seguire con trepidazione le sorti della Juventus “solo” grazie alla presenza del mitico Cabezon, il miglior numero 10 della storia d’Argentina dopo Maradona


Un’investitura indiscussa in patria, anche dopo il “tradimento” che portò Sivori a vestire la maglia della Nazionale italiana dopo quella dell’Albiceleste. 


Non andò benissimo, a differenza della storia d’amore con la Juve. Venata dalle inquietudini caratteriali dell’uomo e del giocatore, finita in modo turbolento, ma impreziosita da giocate quasi mai più riviste, anche prima che si formasse il tridente con Charles e Boniperti. 


Tre scudetti in 8 stagioni. Ma purtroppo non esistevano le Eurocoppe...

Next24 / 26
Next25 / 26

25. ATTACCANTE - David Trezeguet

​Mai ordine alfabetico fu più generoso. Perché la camminata nella gloria juventina, aperta dal mito Buffon, non può che chiudersi, prima della scelta del “mister dei mister” con il più prolifico cannoniere straniero nella storia bianconera. 


Già questo, un titolo niente male, considerando la concorrenza anche di chi non è stato incluso nella lista, come il mitico danese John Hansen, secondo con 124 centri


David però ne ha segnati 171 in presenze, e poco importa che il calcio fosse differente e “più facile” per i centravanti. Dopo un anno di panchina alle spalle di Inzaghi, nel 2001 il bomber franco-argentino con il 17 prese possesso dell’area, per non lasciarla più. 


Letale nei 16 metri, capace di andare in gol in ogni modo in quel rettangolo, sotto misura come in acrobazia, ha formato con Del Piero il duo più amato della Juve in technicolor, mancando solo di inserire la Champions in un percorso scandito da 4 scudetti “sul campo”.

Next25 / 26
26 / 26

26. ALLENATORE - Giovanni Trapattoni

​I colossi della panchina bianconera sono stati tantissimi. Da Carlo Carcano, costruttore della squadra del Quinquennio, fino a Armando Picchi, cui il destino sottrasse una delle squadre più belle sul piano squisitamente tecnico.


E ovviamente Marcello Lippi e Antonio Conte, autori di cicli dalle durate e portate differenti: domestico e internazionale il tecnico viareggino, protagonista della rinascita l’ex settepolmoni del centrocampo. 


Per tutti, però, è d’uopo confrontarsi con il mister per eccellenza, oltre che il più titolato a livello nazionale (7 scudetti) e europeo, con ben 6 trofei.


Tecnico in due periodi diversi per 13 anni complessivi, nei 10 anni del primo ciclo seppe impreziosire di vittorie la parte più bella della storia del club e del calcio italiano, amalgamando campioni di qualità e indole differente, prima dell’invasione straniera.

26 / 26