Nuovo stadio di Firenze, dal "fast, fast, fast" a un dibattito estenuante: il rischio è perdere un'occasione unica

Italy Women Press Conference
Italy Women Press Conference | Gabriele Maltinti/Getty Images

C'è qualcosa di malato e di stantio nel discorso sul nuovo stadio a Firenze, qualcosa che dura ormai da troppo tempo e che sembra troppo lontano da una soluzione, dal proverbiale bandolo della matassa. La proprietà della Fiorentina è cambiata, Rocco Commisso ha preso in mano la società viola con tutta la sua voglia di andare "fast fast fast", ma fin qui somiglia a una Ferrari costretta a muoversi tra vicoli sterrati e pieni di curve.

UC Sampdoria v ACF Fiorentina - Serie A
UC Sampdoria v ACF Fiorentina - Serie A | Paolo Rattini/Getty Images

Il dibattito si fa caldo, sempre di più, e il rischio è quello di vederlo sfociare sul fronte politico: inutile negare come la posizione del popolo viola e quella del sindaco Dario Nardella, al momento, risultino distanti e quasi inconciliabili. Da un lato, tramontata la pista Mercafir a lungo citata come l'unica possibile, il sogno è quello di veder realizzato il nuovo stadio anche nella città metropolitana, in una realtà come Campi Bisenzio: resterebbe il nodo delle infrastrutture ma l'idea stuzzica i tifosi e, di certo, non sarebbe un problema avere uno stadio all'interno di quella che, di fatto, è parte di una periferia allargata che risulta, pur sempre, parte della città. La voce dei tifosi, in questo senso, è quasi univoca: lo stadio al di fuori del Comune non rappresenta in alcun modo un problema.

Dario Nardella
Franco Zeffirelli Funeral in Florence | Laura Lezza/Getty Images

Dall'altra parte, quella del sindaco fiorentino, si ragiona perlopiù del futuro del Franchi: i vincoli sullo stadio sono importanti, considerato il riconosciuto valore dell'impianto, e a questo punto il sindaco confida in una valorizzazione del Franchi stesso. Il problema è che Commisso non sembra molto attratto, e come biasimarlo, dagli iter burocratici e da espressioni come "vincoli" o "Sovrintendenza": l'idea di dover misurare ogni minimo passo, di dover aspettare anni per una singola modifica, potrebbe annientare l'entusiasmo del patron e la sua voglia di investire.

ACF Fiorentina v Udinese Calcio - Serie A
ACF Fiorentina v Udinese Calcio - Serie A | Gabriele Maltinti/Getty Images

La domanda è: può permettersi adesso Firenze di perdere un investitore di quel calibro? Risposta negativa scontata, considerata poi l'importanza di un nuovo stadio di proprietà, e di tutto ciò che gli ruota attorno, nell'ottica di ridurre il gap tra la Fiorentina e le big del nostro calcio. Si tratta di un passo in avanti necessario sia per la Firenze calcistica che per l'intero sistema calcio, niente che meriti di scontrarsi contro un muro fatto di veti, condizioni e limiti di natura politica. Muoversi all'interno delle norme è fondamentale e basilare, altrettanto importante è però rispettare chi vuol fare il possibile per dare il proprio contributo e per far crescere una realtà, senza spegnerne la spinta propulsiva in nome di priorità che, difficilmente, il popolo viola potrebbe far proprie e accettare.

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