La storia dell'Athletic Club: la squadra più unica al mondo

Athletic Bilbao v FC Barcelona - Copa del Rey: Quarter Final
Athletic Bilbao v FC Barcelona - Copa del Rey: Quarter Final / Juan Manuel Serrano Arce/Getty Images
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La propria squadra del cuore, si sa, è speciale. Per ogni tifoso quello che sostiene è un club unico al mondo ed effettivamente, per un motivo o per l'altro, ciò è vero dato che ogni società è diversa e ha una storia che la rende speciale. Tuttavia ne esiste una che si differenzia davvero da qualsiasi altra. Stiamo parlando della squadra più unica al mondo: l'Athletic Club.

La società di Bilbao nasce nel 1889, 3 anni dopo il Bilbao Foot-ball Club fondato da bilbaini (gli abitanti della città) e gli inglesi. Sì, gli inglesi. Alla fine del 1800, infatti, la città iberica era dotata di un'industria molto fiorente che prendeva le materie prime proprio dal Paese britannico, da cui, inoltre, arrivava anche la manodopera. I lavoratori inglesi, dunque, portarono nella città basca anche la propria cultura, tra cui lo sport che avevano inventato, il calcio. I bilbaini, così, si appassionarono a questo gioco e, prima, fondarono assieme ai britannici una squadra, salvo poi crearne una tutta loro, l'Athletic Club, appunto.

Questa società, che presto inglobò al suo interno il Bilbao Foot-ball Club, scendeva in campo con delle maglie bianche e blu. Siccome, infatti, tutto il necessario veniva importato, ça va sans dire, dall'Inghilterra, i leoni utilizzarono le divise del Blackburn, ma quando, nel 1910, uno dei dirigenti dell'Athletic, Juan Elorduy, fu mandato in Gran Bretagna per prenderne altre non lo trovò. Stava per prendere la nave di ritorno a Southampton quando decise di acquistare le maglie della squadra locale. Avvenimento casuale che portò la squadra di Bilbao ad adottare i colori rosso e bianco.

Athletic Club v Villarreal CF  - La Liga
Athletic Club v Villarreal CF - La Liga / Juan Manuel Serrano Arce/Getty Images

L'evento che, tuttavia, rese l'Athletic Club la squadra più unica al mondo si verificò l'anno dopo. Nel 1911, infatti, i leoni partecipano all'annuale Copa del Rey da campioni in carica. In quell'occasione Real Sociedad, Deportivo la Coruna e Academia de Ingenieros decisero di ritirarsi a causa della presenza di giocatori stranieri nella rosa dell'Athletic. La squadra di Bilbao vinse, ma nel 1912 decise di adottare uno statuto in cui si stabiliva che i calciatori dovessero essere di origini basche, nati nell'Euskal Herria (la regione comprendente anche una parte della Francia dove abita il popolo basco) o cresciuti nelle giovanili di qualsiasi club della regione.

Un cambio, questo, che non fu vissuto come epocale. D'altronde, allora, non erano poche le squadre che giocavano solo con calciatori nati nella propria regione o, al massimo, nel proprio Paese, anzi. L'Athletic, così, vince 20 Cope del Rey e 6 campionati spagnoli tra gli anni Venti e Cinquanta. Negli anni '60 e '70, poi, si blocca, ma, nel 1977, giunge alla finale della Coppa UEFA persa contro la Juventus solo per la regola dei gol fuori casa (all'epoca la finalissima era divisa in due partite). Negli anni '80 e, soprattutto, '90 il calcio intanto cambiava. Le società cominciavano a battagliare per acquistare i migliori calciatori stranieri.

L'Athletic Club, però, scelse, ugualmente, di continuare la sua tradizione. Una scelta che, dopo i successi di inizio anni '80, portò presto la squadra a uscire dall'elite del calcio spagnolo, passando in secondo piano rispetto alle ben più attrezzate Barcellona e Real Madrid. A seguito degli anni '90 e gli anni Duemila passati ad occupare quasi sempre i posti della metà della classifica della Liga, qualunque società, memore dei successi ottenuti fino al 1984, avrebbe abbassato la testa di fronte ai tempi che avanzano, lasciando una tradizione diventata, ormai, anacronistica.

Club Atletico de Madrid v Athletic Club - La Liga
Club Atletico de Madrid v Athletic Club - La Liga / Gonzalo Arroyo Moreno/Getty Images

L'Athletic Club e i suoi tifosi, però, non sono come qualunque altra società. A Bilbao, infatti, non conta primariamente vincere, ma resistere. Per loro il fatto di non esser mai stati retrocessi o, come dicono gli interisti, il 'mai stati in B' (unica squadra spagnola assieme alle superpotenze Real e Barça) vale come uno Scudetto e, così, quando, nel 2010, la società basca fece un sondaggio chiedendo ai suoi supporter se avessero dovuto cedere alla modernità, cominciando ad acquistare stranieri, la risposta fu un sonoro: "No!". L'Athletic non si arrese, dunque, e appena due anni dopo, sotto la guida del Loco Bielsa, riuscì a raggiungere la finale di Europa League, persa contro l'Atletico Madrid.

Un traguardo che dimostrò come la tradizione potesse resistere anche in tempi moderni e che una regione di 2 milioni di abitanti potesse dare vita a una squadra forte. Di quella rosa, infatti, facevano parte giocatori del calibro di Muniain (attualmente tra le fila dei leoni), l'ex Juve e Tottenham Fernando Llorente, il centrocampista Javi Martinez, passato subito dopo al Bayern Monaco per 40 milioni dove tutt'ora gioca e Ander Herrera finito qualche anno più tardi al Manchester United per 34 milioni e, adesso, in forza al PSG. Sempre nel 2012, inoltre, debuttò Aymeric Laporte, difensore francese di origine basca, venduto al Manchester City per 65 milioni nel gennaio 2018, lo stesso anno in cui Kepa finì al Chelsea per 80 milioni. Talenti importanti, dunque, che sono finiti in una grande squadra e che, allo stesso tempo, hanno portato la squadra di Bilbao a poter costruire il nuovo San Mames e a chiudere in positivo i bilanci.

Granada v Athletic Bilbao - Copa del Rey: Semi Final
Granada v Athletic Bilbao - Copa del Rey: Semi Final / Quality Sport Images/Getty Images

Un traguardo, quello del 2012, inoltre, che non ha rappresentato un unicum. Nel 2015, infatti, l'Athletic è tornato ad alzare un trofeo, la Supercoppa spagnola, battendo il Barcellona con un secco 5-1 tra andata (4-0) e ritorno (1-1). Un successo che, quando il virus lo permetterà, potrebbe essere ripetuto in questa stagione. I leoni, appena si potrà, disputeranno la finale di Copa del Rey (proprio la competizione dove nacque la tradizione basca) contro i cugini della Real Sociedad nel primo derby in finale della coppa nazionale. Una sfida tra due club baschi che, però, vedrà da una parte una società come tante, mentre, dall'altra, la squadra più unica del mondo del calcio: l'Athletic Club.


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