eSports

Come si può migliorare la eSerie A?

Stefano Oriolo
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BRITAIN-FBL-GAMES-UK / DANIEL LEAL/GettyImages

Solo due giorni fa, 13 aprile, si è conclusa la seconda edizione della eSerieA, con il Torino di Obrun2022 che si laurea campione ai danni del Venezia di Karimisbak dopo una finalissima al cardiopalma conclusasi ai rigori.

Dopo l'1-0 nella finale di andata dei lagunari, il ritorno regala una partita da batticuore con il Torino che si impone 2-3 nel match di ritorno portando così la finale ai supplementari (che si concluderanno a reti inviolate) e quindi ai rigori dove i granata si imporranno come campioni portandosi a casa il titolo, i 15mila euro in palio per i vincitori e la qualificazione automatica alle prossime GlobalSeries di Fifa, quest'ultimo snodo fondamentale per la prossima eWorld Cup.

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In this photo illustration, a PlayStation (PS) controller... / SOPA Images/GettyImages

Le Federazioni

La seconda edizione ha rappresentato un ulteriore ottimo biglietto da visita per la eSerieA Tim in Italia che, malgrado sia in continua crescita, stenta a decollare rispetto ad altri campionati virtuali come quello tedesco della eBundesliga o quello inglese della ePremierleague.

Basta pensare al fatto che, ad esempio, in Germania alla fase finale partecipano ben 26 club tra Bundesliga e Bundesliga2 contro i 15 club italiani della eSerie A.

In Germania gli eSports sono diventati persino oggetto di dibattito parlamentare, infatti il governo tedesco ha cercato sin da subito di regolamentare il gioco virtuale professionale in modo da incentivare i club ad investire in un mondo sempre più popolare ma soprattutto redditizio.

Un sistema molto lontano da quello italiano dove ancora manca una vera e propria normativa di riferimento.

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BRITAIN-FBL-GAMES-UK / DANIEL LEAL/GettyImages

Il Format

Un altro elemento fondamentale, spesso sottovalutato, è l'uso di rose finte all'interno del format italiano della eSerie A. Questo causa un allontanamento netto tra i valori reali dei vari club e il mondo virtuale, manca quell'ingrediente base in grado di regalare al gioco ancora più appeal fuori dal mondo virtuale. L'uso di rose reali renderebbe ancora più competitivo il format e certamente avvicinerebbe anche qualche tifoso agli eSports in Italia.

La eSerie A deve essere un continuum virtuale del campionato italiano reale, i giocatori devono essere quelli del nostro campionato non i soliti Ronaldo, Messi, Maradona o Pelè.

La controprova di questo sono i numeri di traffico registrati su Twitch dai due campionati virtuali, con la eSerie A che anche se conta un maggior numero di iscritti ha raggiunto le 46.000 views contro le 170.000 registrate dalla eBundesliga che adotta l'uso di rose reali.


Sicuramente i parametri di crescita sono immensi, adesso è compito della FIGC che, anche in mancanza di una normativa può sicuramente rendere ancora più attraente il format, magari prendendo ispirazione proprio dal modello tedesco.


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