Balotelli: "Dopo il City stavo andando alla Juve. Il calcio di Totti? Non ero io il problema"

Mario Balotelli
Emilio Andreoli/Getty Images

L'attaccante del Brescia Mario Balotelli è intervenuto durante una diretta Instagram con lo youtuber Damiano Er Faina, svelando un retroscena di mercato sulla Juventus e parlando del rapporto con l'ex allenatore dell'Inter José Mourinho.

IL FUTURO TRA VENT'ANNI - "Ho un carattere particolare, forse non sarei in grado di fare l'allenatore. Non so come potrei reagire se qualcuno mi rispondesse male. Se dovessi scegliere preferire allenare i più piccoli".

UNA PARTITA DA RIGIOCARE - “La partita che vorrei rigiocare è Italia-Spagna, finale dell’Europeo dove abbiamo perso 4-0".

LA TIFOSERIA PIU’ CALDA - “Il tifo più caldo l'ho visto a Marsiglia. Entri nello stadio e senti il boato dei tifosi, senza togliere nulla alle altre tifoserie".

NIZZA - “Perché sono andato al Nizza? Non avevo tante richieste. C'erano due squadra in Premier che mi volevano oltre al Nizza, ma io non volevo più vivere in Inghilterra. E poi Nizza è bellissima".

Mario Balotelli
Marco Luzzani/Getty Images

JUVENTUS - “Dopo il City stavo andando alla Juve ed ero abbastanza d'accordo, poi si mise in mezzo Galliani e io essendo simpatizzante del Milan non ci ho più visto. Stando alle due classifiche mi sarebbe convenuto andare alla Juventus, ma scelsi il Milan perché era nel mio cuore. Nel cuore ho anche l'Inter sia chiaro, le due milanesi mi fanno impazzire. Finire alla Juve mi sarebbe andato anche bene, perché negli anni ha vinto quasi tutto, ma ci pensai e scelsi il Milan".

IBRAHIMOVIC - "Normale, ci vogliamo bene. È sempre stato duro, ma abbiamo un bel rapporto insieme".

ATTACCANTI DA SOGNO - "Vorrei giocare con Messi. Probabilmente non succederà mai, ma tutti vorrebbero giocare con Messi. Ovviamente non mi farebbe schifo giocatore con Cristiano Ronaldo, perché è un fenomeno anche lui. Ma io preferisco Messi".

RIPRESA DELLA SERIE A - "Non ne ho idea, io penso solo ad allenarmi per restare in forma".

Mario Balotelli, Daniele Chiffi
Emilio Andreoli/Getty Images

BRESCIA - “Sono felice e non voglio andarmene. Brescia è la mia città e sono in un grande club con un gruppo di ragazzi fantastici e tifosi straordinari. Abbiamo lottato in questa stagione, ma succede nel calcio. Volevamo fare di meglio, ma la stagione si è rivelata dura per noi".

NAZIONALE - "Giocare con la maglia dell’Italia, rappresentare il tuo Paese, è qualcosa di meraviglioso. Mi piacerebbe molto tornare in Nazionale".

MOURINHO - “Gli dico 'grazie', perché alla fine ho capito tante cose. Un rapporto particolare dove sbagliavamo entrambi, ma ci volevamo bene e con lui ho imparato molto. Andavamo d’accordo. Avevamo alcuni battibecchi, ma senza mancarci di rispetto. Solo una volta era successa una cosa particolare, ma per il resto sono sempre stato bene con Mourinho. Dopo la Champions, è venuto sul pullman, e io ero in fondo sdraiato e sentivo tutti piangere, mentre lui salutava tutti. Mi ha fatto specie vedere quelle immagini”.

TOTTI - "Il fallo in quel Roma-Inter? Se avessi avuto veramente qualcosa contro di lui glielo avrei detto. In quel momento ho capito che non ero io il problema per lui. Ha fatto un brutto fallo, ha preso il rosso: cosa altro devo dirgli? In quella partita si è preso le sue conseguenze. Negli anni passati le scuse non me le ha date, ma il problema non è quello: non ero io il suo obiettivo. Aveva altri problemi in quella partita. Non ce l’ho neanche mai avuta con lui. Ricordo che il campionato dopo l’ho abbracciato. Ha sbagliato e ha pagato. Non c’era bisogno che chiedesse scusa in quel momento".

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