Klose – Un eroe: di fatto, segna il gol decisivo contro l’Inter già infortunato, appena prima di lasciare il campo e facendosi perdonare la clamorosa dormita di qualche minuto prima, che avrebbe potuto sancire l’1-0 anticipato. Ma no, quell’occasione era troppo semplice, da solo davanti ad Handanovic: vuoi mettere lo scatto (con la gamba già dolorante) a bruciare Pereira e la diagonale di Ranocchia e a fulminare il portiere sloveno con un diagonale dei suoi? Al tedesco le cose semplici non piacciono, ma finchè metterà a segno quelle difficili, e soprattutto decisive, questa Lazio può continuare a sognare.



Belfodil – Inizia a prendere forma la creatura di Roberto Donadoni, e dopo la prestazione super di ieri contro il Cagliari prende forma anche un paragone eccellente. Sembrerà ancora azzardato, ma questo ragazzone franco-algerino ricorda in alcune movenze (e anche fisicamente, viste le origini comuni) il centravanti del Real Madrid Karim Benzema. Alzi la mano chi non ha rivisto qualcosa del nazionale francese soprattutto nel secondo, di potenza e precisione. Questo ragazzo ha futuro, l’unica domanda è: farà grande il Parma o permetterà a Ghirardi di fare cassa? Scommetteremmo sulla seconda.



Kone
– Non tanto per il gol in sé, perché è tutta la squadra a fare una grande partita a Napoli, ma per la qualità del gol: finora, la sforbiciata volante con la quale buca la porta di De Sanctis è probabilmente la rete-copertina di questo campionato. Sicuramente è il gol della giornata, che rilancia il Bologna e affossa Mazzarri. Kone è di origine albanese ma di nazionalità greca, e si chiama Panagiotis, proprio come il centrocampista della Roma Tachtsidis, tanto voluto da Zeman. Non che il secondo stia demeritando, ma di fronte a una prodezza del genere, un piccolo dubbio sorge: non è che a Roma è arrivato il Panagiotis sbagliato?