Chent'annos. Cento anni di ​Cagliari e cento racconti sul club rossoblù. I calciatori, allenatori, dirigenti e presidenti ma anche eventi e curiosità che hanno fatto la storia della società isolana. Un viaggio nel cuore della squadra che rappresenta un'intera regione per cento giorni, fino al 30 maggio 2020, giorno del Centenario rossoblù.


Jolly a tutto campo e una carriera spesa per il Cagliari


Arrivato insieme ad Albertosi dalla Fiorentina nell'estate 1968, Mario Brugnera ha legato tutta la sua carriera ai colori del Cagliari. Tredici stagioni con la maglia rossoblù, con una piccola parentesi nella stagione 74-75 al Bologna. Nasce come attaccante di sostegno, un numero 10 per rimanere nei nostri tempi, ma nel corso degli anni ha arretrato il proprio raggio d'azione fino a chiudere la carriera da libero (per i più giovani sarebbe il centrale difensivo, dietro i due marcatori).

Con la maglia del Cagliari ha vissuto l'epoca d'oro dello Scudetto e quella fallimentare della retrocessione in Serie B del post Gigi Riva ma anche quella della nuova rinascita e del ritorno in Serie A. D'altronde con la maglia rossoblù ha sfiorato le 400 presenze. Irraggiungibile (tranne che per Daniele Conti).

Lo Scudetto


Stagione 1969-70. Il Cagliari è Campione d'Italia. Nella filastrocca con i nomi degli undici titolari di quell'anno che tutti i tifosi rossoblù conoscono a memoria, non compare Mario Brugnera. Eppure il calciatore veneziano è stato uno degli artefici dello Scudetto cagliaritano. In quella stagione disputò 19 partite. Fu fondamentale l'intuizione di Scopigno. Dopo l'infortunio di Tomasini, il tecnico del Cagliari arretrò Cera sulla linea difensiva, spostò Nené in mediana e convinse Brugnera a giocare come mezz'ala. Erano altri tempi, i giocatori erano meno legati ai ruoli.

"I ruoli in quegli anni non erano dei dogmi, non erano il vangelo assoluto. Non c'era la esasperata rigidità di oggi: eravamo tutti molto intercambiabili"


Fu la sua fortuna. Brugnera diventa uno dei pilastri della squadra dello Scudetto '70 e si legherà per sempre al Cagliari, tanto da rimanere anche durante il periodo più difficile, quello della retrocessione in Serie B a metà degli anni '70. Senza Gigi Riva la squadra perde delle certezze ma dopo tre stagioni in cadetteria ritrova la luce e la Serie A. Mario Brugnera è sempre lì, presente. Nel mentre ha arretrato ulteriormente il suo raggio d'azione ritrovandosi a giocare come libero. Guidava la squadra da ultimo uomo. Di fatto questa sua duttilità tattica gli ha allungato la carriera fino al 1982, quando decide di lasciare il grande calcio, chiudendo la carriera con un ultimo anno in Serie C2 al Carbonia.


Chiusa la carriera da calciatore si stabilisce definitivamente nell'isola, facendo parte del club degli otto calciatori scudettati che non lasciarono più la Sardegna.


Breve biografia di Mario Brugnera

Mario Brugnera (Venezia, 26 febbraio 1946) ha legato la sua carriera da calciatore al Cagliari. A parte una breve parentesi di un anno a Bologna, ha vestito la maglia rossoblù dal 1968 al 1982 collezionando quasi 400 presenze in tutte le competizioni: esattamente 398 presenze in tredici stagioni. Una carriera allungata grazie ad un cambio tattico: nato come attaccante di sostegno è diventato prima centrocampista (nell'anno dello Scudetto del Cagliari) e poi difensore centrale negli ultimi anni di carriera. La società rossoblù lo ha inserito nella Hall of Fame.

Articolo e rubrica a cura di Marco Deiana


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