Al Barcellona la bufera è ormai di casa. La rivoluzione nel Cda promossa dal presidente Josep Maria Bartomeu (avrebbe voluto allontanare il suo vice Emili Rousaud) ha avuto delle conseguenze immediate e ha portato alle dimissioni in blocco di sei dirigenti del club catalano. Lo stesso Rousaud e altri cinque membri del Consiglio: Enrique Tombas, Silvio Elías, Josep Pont, Maria Teixidor e Jordi Calsamiglia. Tutti e sei hanno anche lasciato una lettera d’addio, dove spiegano i motivi.

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A parte la decisione presa da Bartomeu di declassare diversi dirigenti, ci sarebbero anche la mancanza di polso del presidente del Barcellona nel caso dei social network e, dall’altro, le discrepanze nel negoziare la riduzione dei salari dei calciatori di fronte alla crisi causata dal coronavirus, che ha messo anche la Spagna in ginocchio (secondo paese più colpito al mondo dopo gli Stai Uniti). Infine, i sei dirigenti concludono la lettera raccomandandosi di tenere le elezioni il più presto possibile. Secondo i media spagnoli, non è escluso che dal direttivo del Barça possano esserci altre dimissioni in blocco.


Conti alla mano, in questi mesi il caos è di casa al Barcellona. Il caso dei social network, che tanto ha fatto e sta facendo scalpore in Catalogna ha avuto inizio domenica 16 febbraio, quando è stato raccontato del vincolo tra il Barcellona e l’impresa I3 Ventures. Tutto questo nel corso della trasmissione "El Larguero" dell’emittente spagnola Cadena Ser, dove si sosteneva che il presidente Bartomeu avesse versato un milione di euro alla società per creare e gestire account social per screditare e gettare fango su alcuni personaggi ritenuti scomodi per la dirigenza. E i nomi rivelati erano illustri: da Lionel Messi a sua moglie Antonela Roccuzzo, da Piqué a Xavi e Pep Guardiola. 

Lionel Messi

Da quel momento tutti avevano invocato le dimissioni di Bartomeu. Il Barcellona aveva respinto ogni accusa, ammettendo che a fine 2017 era stato firmato un contratto con la I3 Ventures «ma per monitorare le reti social come fanno la gran parte dei club». Per riportare serenità nello spogliatoio blaugrana, Bartomeu aveva incontrato Messi, Piqué e altri giocatori, senza riuscire a convincerli sull’estraneità della società rispetto ai post diffamatori pubblicati dai profili social legati al club. Infine, era stata avviata un’indagine interna per far luce sulla questione.


Senza dimenticare, però, gli altri tsunami che avevano colpito i blaugrana. Una lunga lista iniziata con l’infortunio di Suarez e proseguita con l’esonero di Ernesto Valverde (13 gennaio, arrivo in panchina di Quique Setien) e il ko di Dembelé. Fino alla polemica tra Messi ed Eric Abidal, il team manager dei catalani, che aveva parlato di giocatori "non soddisfatti, non lavorano molto e c’era un problema di comunicazione interna", riguardo all’esonero di Valverde. Dichiarazioni che avevano fatto infuriare la Pulce. Tanto da ipotizzare scenari di mercato clamorosi, zittiti dallo stesso Messi ieri sera con un post dove ha negato un suo trasferimento all’Inter definendolo una «fake news».


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