La Serie A è stata la prima ad essere investita dalla pandemia Coronavirus, ma alla fine il problema è purtroppo arrivato anche nel resto d'Europa. Non ha fatto eccezione la Liga, costretta anch'essa a fermarsi. Queste le parole del presidente Javier Tebas sulla possibile ripresa del campionato.


Al momento stiamo considerando l’idea di tornare a giocare in Spagna e in altri Paesi europei il 28 maggio, o in alternativa il 6 giugno o il 28 giugno. Con queste date ovviamente c’è tempo per ricominciare ad allenarsi rispettando il protocollo di ripresa dell’attività che abbiamo disegnato per la Liga e che abbiamo mandato per conoscenza anche ad altri campionati, compresa la Serie A. Bisognerà però prima vedere cosa succederà in questo mese di aprile. Per la chiusura della stagione non vorremmo andare oltre il mese di agosto, ed è ovvio che tutto questo condizionerà il calendario della prossima stagione”.

FBL-ESP-CONFERENCE


Sul calendario: “Sono allo studio tre possibilità - spiega Tebas -. La prima, se si parte a fine maggio è quella di giocare le competizioni nazionali in giugno e quelle internazionali in luglio. La seconda, se iniziamo ai primi di giugno, di giocare tutte le competizioni insieme fino a fine luglio. E la terza, con ritorno in campo a fine giugno, prevede i campionati in luglio e le coppe europee ad agosto”.


Cancellare la stagione 2019-20? Questa è una cosa che mi appare solo quando dormo, sotto forma di incubo. Quando sono sveglio non mi passa mai per la testa. In ambito sportivo né in Spagna né in Europa si è pensato a questa ipotesi perché mancano settimane prima che eventualmente possa succedere. Ci penseremo solo quando effettivamente, calendario alla meno, non potremo più giocare. Oggi questo è un dibattito sterile che genera solo conflitti di interesse, come sta succedendo in altri Paesi. Casualmente a non voler giocare sono gli ultimi in classifica o chi lotta per non retrocedere. Nessuna Liga grande o media deve iniziare questo dibattito ora. Perché è chiaro che deriva da altri tipi di interesse"


Sul Fair Play Finanziario: "Si è parlato della sua abolizione, ma ci sono voci decisamente contrarie, per esempio quella della Bundesliga. Penso che alcune date andranno modificate, per esempio quelle relative alla presentazione di alcuni documenti o quelle dei pagamenti obbligatori prevedendo un piccolo ritardo, ma nulla di più. La struttura a mio avviso deve restare in piedi perché se qualcuno inizia a non pagare la cosa avrà un effetto domino. Faccio un esempio: entro il 30 settembre i club della Liga devono ricevere 350 milioni per affari passati. Se non dovessero riceverli potrebbero trovarsi a loro volta nelle condizioni di non adempiere ai propri impegni economici e si metterebbe a rischio l'intero sistema. Se lasciassimo degli Stati investire per dire un miliardo in un club rischiamo di trasformare squadre di calcio in Stati, e personalmente non d'accordo. Si creerebbe un divario economico enorme. E poi se io lascio investire un miliardo a qualcuno e non controllo il suo debito il rischio economico è enorme".

Lionel Messi


Sull'approdo di Messi in Italia: "Non penso che l’arrivo di Messi possa risolvere i problemi della Serie A, che sono legati alla pessima relazione tra debiti, alti, e incassi, insufficienti. Le cifre della Serie A sono stressate, e questi problemi economici non li risolve certo Leo Messi. A me piacerebbe che Messi restasse qui, ma se ne dovesse andare non sarebbe un dramma: si diceva che senza Cristiano Ronaldo la Liga avrebbe perso soldi, e invece ne abbiamo guadagnati, persino in Portogallo. I grandi giocatori aiutano ma non sono essenziali per un campionato ha concluso Tebas.



Segui 90minsu Facebook, Instagram e Telegram per restare aggiornato sulle ultime news dal mondo della Serie A!