L'emergenza coronavirus è entrata in tackle su tutto il mondo, travolgendo l'Italia subito dopo la Cina e a cascata quasi tutti gli altri paesi europei. Una pandemia che ha avuto come prima (grave) ripercussione quella di chiudere tutte le attività di lavoro, stoppando di conseguenza anche i campionati di calcio. Una scelta dovuta, che però andrà ad incidere in maniera funesta sui conti economici di tutti i club, sia grandi che piccoli, ma anche sulle tasche dei calciatori.

Gabriele Gravina


La volontà comune, infatti, è quella di sospendere i pagamenti degli stipendi di marzo, visto che i giocatori oltre a non aver disputato gare, non possono neanche allenarsi per rispettare le direttive sanitarie del Governo. Un problema lavorativo per cui si sta studiando una soluzione d'emergenza: quella di istituire una sorta di cassa integrazione. Questa la proposta che la FIGC inoltrerà al Governo per salvaguardare il destino del calcio italiano. Ma chi ne potrà beneficiare?


Al momento l'idea riguarda tutti quei calciatori di Serie A, Serie B e Serie C che percepiscono meno di 50 mila euro l'anno. Maggiori informazioni si avranno dopo la riunione, rigorosamente in video conferenza, tra la Figc e il Governo italiano.


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