Chent'annos. Cento anni di ​Cagliari e cento racconti sul club rossoblù. I calciatori, allenatori, dirigenti e presidenti ma anche eventi e curiosità che hanno fatto la storia della società isolana. Un viaggio nel cuore della squadra che rappresenta un'intera regione per cento giorni, fino al 30 maggio 2020, giorno del Centenario rossoblù.


La promessa e il ritorno in Sardegna

Cagliari's captain Gianfranco Zola vies

L'aveva promesso e l'ha fatto. Chiudere la carriera nella sua Sardegna. Gianfranco Zola pur di vestire la maglia del Cagliari ha rinunciato alla sua comfort zone a Londra e ad una valanga di soldi. Perché nonostante i suoi 37 anni, il Chelsea - ormai passato nelle mani di Roman Abramovich - avrebbe costruito ponti d'oro pur di averlo ancora con sé. Ma Magic Box è una persona vecchio stampo: una promessa è pur sempre una promessa. Nell'estate 2003 decide di lasciare il club inglese e accetta la proposta di Massimo Cellino. Il colpo da novanta è servito. Uno come Zola in Serie B non è un lusso, di più. E infatti la squadra conquista la promozione in carrozza, chiudendo la stagione al primo posto a pari merito con il Palermo.


A 38 anni si ritrova quindi in Serie A, dopo averla lasciata otto anni prima. Ritrova un campionato completamente diverso, più aperto ai giocatori di fantasia e ai classici numeri 10. A Cagliari, nonostante l'età, fa intravedere lampi di classe autentica. Indimenticabile la sua rete contro la Juventus, di testa, in mezzo a Thuram e Cannavaro. Con i suoi assist e le sue giocate, il Cagliari si salva senza troppi problemi. A quel punto Gianfranco Zola decide di appendere le scarpette al chiodo. Obiettivo raggiunto: lascia il calcio da protagonista dopo aver indossato la maglia rossoblù.


Tornerà a Cagliari qualche anno più tardi, esattamente nove anni, nelle vesti di allenatore. Nella stagione 2014-15 viene chiamato dal neo presidente Tommaso Giulini per salvare una stagione iniziata male con Zdenek Zeman in panchina. Ma l'avventura da tecnico rossoblù dura poco più di tre mesi con un bottino negativo (11 partite: 2 vittorie, 2 pareggi e ben 7 sconfitte).


Costretto ad emigrare

Gianfranco Zola (R) is handed a photogra

Ha indossato la maglia del Cagliari per appena due stagioni, oltretutto a fine carriera, e ha guidato la squadra dalla panchina per pochi mesi: il nome Gianfranco Zola in casa rossoblù è iconico. Il motivo è semplice. Ha mantenuto alto il nome della Sardegna in Europa. Sì, non dico in Italia ma in Europa. Perché in fin dei conti con la Serie A e con la maglia della Nazionale non ha mai avuto un rapporto esaltante. Ciò non significa che le sue prestazioni fossero insufficienti. Era inoltre impossibile non vedere le sue innate doti tecniche ma a quei tempi un fantasista, un vero numero 10, era spesso tatticamente incompreso.


Tante volte si è dovuto sacrificare in ruoli non adatti al suo stile di gioco. Lo ha fatto da esemplare professionista. Ma la sua fortuna è stata quella di accettare l'offerta del Chelsea nell'estate 1996. Non era ancora il club di Roman Abramovich ma i Blues erano in un periodo di forte crescita tecnica. Di fatto Gianfranco Zola alzò ancora di più il livello qualitativo della squadra che nel giro di sette anni vinse due volte la FA Cup, una Coppa di Lega, una  Charity Shield, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Europea. Zola diventò Magic Box. La Scatola Magica. Dai suoi piedi poteva nascere qualsiasi giocata, anche quella inimmaginabile per noi comuni mortali. Non per lui.


Breve biografia di Gianfranco Zola

Gianfranco Zola

Gianfranco Zola (Oliena, 5 luglio 1966) ha vestito la maglia del Cagliari al termine della sua brillante carriera divisa tra Napoli, Parma e soprattutto Chelsea (oltre a Nuorese e Torres). Sbarca in Sardegna nell'estate 2003 con la squadra rossoblù in Serie B. Risulta decisivo nella corsa verso la promozione in Serie A. Veste la maglia rossoblù anche nella stagione successiva, aiutando la squadra a salvarsi senza grossi pericoli. Al termine della stagione 2004-05 annuncia il ritiro dal calcio giocato. Con la casacca cagliaritana ha collezionato 81 presenze e 27 gol. Tornerà nel capoluogo sardo circa dieci anni più tardi, chiamato da Giulini nella stagione 2014-15 per sostituire in panchina Zeman. La sua avventura da allenatore rossoblù però terminerà con l'esonero dopo 11 partite (2 vittorie, 2 pareggi e 7 sconfitte). Il Cagliari lo ha inserito nella sua Hall of Fame. 


Articolo e rubrica a cura di Marco Deiana


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