Chent'annos. Cento anni di ​Cagliari e cento racconti sul club rossoblù. I calciatori, allenatori, dirigenti e presidenti ma anche eventi e curiosità che hanno fatto la storia della società isolana. Un viaggio nel cuore della squadra che rappresenta un'intera regione per cento giorni, fino al 30 maggio 2020, giorno del Centenario rossoblù.


Il diamante grezzo diventato icona

AC Milan's Paoloo Maldino (R) jumps for

A ripensarci oggi viene quasi da domandarsi come abbia fatto a diventare un calciatore così importante per il Cagliari. Quando arrivò in Sardegna, pescato dall'Honduras dal patron Massimo Cellino su consiglio di Oscar Tabarez (che era rimasto piacevolmente impressionato dalle sue prestazioni nel Mondiale Under 20 del 1999), era un calciatore grezzo, completamente da plasmare sia dal punto di vista tecnico che tattico. Aveva una sola importante caratteristica: la velocità. Imprendibile. Quando scattava era impossibile recuperarlo.


Sbarca all'aeroporto di Elmas nell'estate 1999 tra lo scetticismo iniziale. È la scommessa di Cellino. Una scommessa che nel tempo si rivelerà azzeccata, anche se i primi anni sono stati difficilissimi per David Suazo. L'attaccante honduregno sembrava un pesce fuor d'acqua. Tatticamente insufficiente per il calcio italiano e tecnicamente acerbo (per essere buoni...). Nella sua prima stagione in Italia il Cagliari retrocede in Serie B. Una fortuna per il calciatore che cadetteria ha avuto sempre più spazio nell'undici titolare fino a diventarne un punto fermo.


Uno come Suazo aveva bisogno di praterie per sfruttare le sue qualità atletiche e questo ha costretto spesso gli allenatori rossoblù ad adottare un atteggiamento catenacciaro, in modo tale da sfruttare creare ampi spazi per l'honduregno.


Otto anni da Pantera Nera

Cagliari's forward Oscar David Suazo Vel

La crescita tattica e tecnica di David Suazo a Cagliari è stata impressionante. In pochi, al suo arrivo in Sardegna, avrebbero scommesso mille lire sulla sua consacrazione. Anno dopo anno, allenamento dopo allenamento, l'honduregno è cambiato. Un cambiamento radicale. L'arrivo di Gianfranco Zola nell'estate 2003 è stato in qualche modo decisivo. Quell'anno la Pantera Nera mise a segno 19 gol in Serie B. Reti pesantissime che hanno trascinato la squadra rossoblù in Serie A. Da lì a poco diventerà King David. Il ritorno nella massima divisione italiana non è stato fortunato. Un infortunio lo ha costretto a saltare gran parte della stagione.


La consacrazione arriva nella stagione 2005-06. David Suazo indossa la fascia di capitano e deve fare a meno di Zola, ritiratosi. Non solo. In quell'annata il Cagliari cambia ben quattro allenatori. Eppure, nonostante tutto, l'honduregno riesce a realizzare 22 reti in 37 partite in Serie A. Ormai è a tutti gli effetti uno dei più importanti centravanti del campionato italiano. Non solo, quei 22 gol gli permettono di entrare nella storia del club rossoblù per numero di reti segnate in un campionato, superando Gigi Riva (fermo a 21 centri, anche se con diverse partite in meno, nell'anno dello Scudetto).


I tifosi lo amano, Suazo contraccambia. Ma dopo otto stagioni in maglia rossoblù decide di provare l'avventura in una big (l'Inter). Il salto di qualità però non arriva. Gioca poco e le sua caratteristiche principali non sono adatte a club di alta fascia. Sfiora il ritorno in Sardegna, da calciatore, nel 2011. Non se ne fece nulla ma una volta chiusa la sua carriera da giocatore (nell'estate 2013 annuncia il ritiro) torna nell'isola prima come osservatore e successivamente come allenatore delle giovanili e come collaboratore in prima squadra, salvo poi tentare la carriera da allenatore lontano dall'ormai "sua" isola.


Breve biografia di David Suazo

Cagliari's forward Oscar David Suazo Vel

Oscar David Suazo Velasquez (San Pedro Sula, 5 novembre 1979) ha vestito la maglia del Cagliari per ben otto stagioni. Arrivato nell'estate 1999, lascia la Sardegna al termine della stagione 2006-07 dopo aver collezionato 275 presenze e 102 gol con la casacca rossoblù tra Serie A, Serie B e Coppa Italia. Dopo aver svestito i panni del calciatore, ha iniziato la sua nuova avventura da allenatore nel club cagliaritano prima da collaboratore di Ivo Pulga e Gianluca Festa, poi seguendo la squadra Under 16. È stato inserito nella Hall of Fame del Cagliari. 


Articolo e rubrica a cura di Marco Deiana


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