​Tomas Brolin oggi ha 50 anni, non ha più il fisico da sportivo ma ha lasciato il segno nel mondo del calcio. la Coppa Italia 1992, la Coppa delle Coppe e la Supercoppa UEFA nel 1993 e la Coppa UEFA 1995. Scelto come il giocatore rappresentativo di tutti i tempi della Svezia, Tomas Brolin è stato decisivo anche in Italia, con la maglia del Parma, e ha lasciato ottimi ricordi nella nostra Serie A, in particolare a Parma dove è tornato due volte: prima nel '96-'97 e poi nel 2013 per celebrare il centenario del club ducale, dove fu uno dei più applauditi.


La carriera da calciatore

Tomas Brolin of Leeds United

Tomas Brolin inizia a giocare nel Näsvikens, in quarta divisione, esordendo addirittura all'età di 14 anni. Nel 1986 entra nell'accademia calcistica del Sundsvall, esordendo in prima squadra l'anno dopo. Nel '90 il debutto assoluto con l’IFK Norrkoping Tomas segnò una tripletta in un importantissimo match di campionato contro il Goteborg​: una grande prova sotto gli occhi di tanti svedesi e non solo. Anche in Italia si accorgono di lui, specie dopo le sue ottime prove a Italia 90: ai Mondiali del 1990 sarà una delle poche note liete della Nazionale svedese, sconfitta in tutti e tre i match del girone ma il suo gol contro il Brasile e le sue ottime prestazioni, lo porteranno a valutare ben 12 offerte (fu lui in seguito a rivelare che arrivarono 12 offerte al Norrkoping). Scelse il Parma, formazione che voleva recitare un ruolo da protagonista nonostante la sua realtà 'provinciale'. A Parma il calcio aveva un ruolo importante ma fino a quegli anni erano particolarmente seguiti altri sport come rugby e baseball. Il Parma che si prepara ad affrontare il campionato 1990-91, il primo della sua storia in serie A scommette su tanti sconosciuti e alla fine vince la sua scommessa perché chiude al quinto posto in classifica. Nel 1992-1993, Scala costringe Brolin ad arretrare il suo raggio d'azione, portandolo a giocare da centrocampista. Nel '95-'96, anche a causa di diversi problemi fisici, Brolin capisce di non rientrare più nell'undici titolare di mister Scala e chiede di essere ceduto. Vola in Inghilterra, al Leeds, ma le cose non vanno nel migliore dei modi. Un anno in Inghilterra può bastare. Arriva per lui l'avventura a Zurigo ma dopo 6 mesi il grande ritorno al Parma con lo svedese che pagò di tasca sua 500.000 sterline per finanziare il suo ritorno in Emilia, seppur in prestito per i successivi sei mesi. Il fisico non risponde ancora come prima. Brolin non rende e a fine stagione non verrà riscattato. Nel 1998 poi il ritorno in Premier con il Crystal Palace e a fine stagione il ritiro: il 12 agosto seguente, annuncia il ritiro giocando un ultimo incontro con la maglia dell'Hudiksvalls ABK nella giornata del 28 agosto come portiere. In Nazionale disputò in totale 47 partite e segnò 26 gol.


La carriera da ex calciatore


Giovanni Galli,Tomas Brolin

Parma e la Svezia hanno avuto la fortuna, e il merito, di godere di un grande calciatore e di un professionista esemplare che nonostante la chiusura anticipata della sua carriera calcistica non è stato a guardare e si è dedicato a numerose esperienze. Brolin ha aperto un locale a Stoccolma chiamato “11” (il suo numero di maglia nelle prime stagioni al Parma), si è lanciato anche nel campo immobiliare e addirittura socio in una ditta che produceva accessori per aspirapolvere e inoltre è diventato un giocatore di poker di fama mondiale. A Parma ha lasciato grandi ricordi per la sua spontaneità: anche nel momento di maggiore fama lo trovavi in giro per la città come se nulla fosse, a chiacchierare nei bar, a prendere un caffè con i tifosi o a fare la spesa nei supermercati come le persone normali. Perché Brolin era così: una persona comune con talenti da calciatore non comune, un calciatore troppo sfortunato.