Chent'annos. Cento anni di ​Cagliari e cento racconti sul club rossoblù. I calciatori, allenatori, dirigenti e presidenti ma anche eventi e curiosità che hanno fatto la storia della società isolana. Un viaggio nel cuore della squadra che rappresenta un'intera regione per cento giorni, fino al 30 maggio 2020, giorno del Centenario rossoblù.


L'origine di "Acciughina"


"Se avessi avuto la testa che ho ora forse sarei arrivato in Nazionale. Sono stato un giocatore mediocre e senza rimpianti”. Così si descrive Massimiliano Allegri da calciatore. Un giocatore mediocre. E su questo non sono molto d'accordo. Avevo appena cinque anni quando il buon Max vestiva la maglia rossoblù e non posso ricordare perfettamente le sue gesta in terra sarda ma gli archivi video (quelli reali, non quelli che rendono fenomeni anche atleti da terza categoria) mettono in evidenza un calciatore tutt'altro che mediocre. Anzi, era davvero un buon centrocampista. 


Massimiliano Allegri

Al giorno d'oggi potrebbe definirsi "tuttocampista", termine che non mi fa impazzire ma che rende bene l'idea. Un po' mezz'ala e un po' trequartista. Buona tecnica individuale e tatticamente intelligente, il resto lo deve al fisico minuto e agile che gli permetteva di sgusciare via in dribbling tra le difese avversarie come una acciuga. Da qui anche l'origine del soprannome "Acciughina", affibbiatogli da Rossano Giampaglia, suo allenatore ai tempi di Livorno (metà anni '80).


Da allenatore si è preso, con gli interessi, tutte le soddisfazioni che non è riuscito a prendersi da calciatore, conquistando titoli nazionali a ripetizione. Grazie anche al Cagliari, che l'ha preso dalla Serie C1 e l'ha catapultato in Serie A. Il resto è tutta opera sua.


La doppia vita di Massimiliano Allegri in rossoblù: dal campo alla panchina

Massimiliano Allegri

Quattro anni in totale in Sardegna. Due da calciatore e due da allenatore. Tanto è bastato per farlo entrare nel cuore dei tifosi rossoblù che lo acclamano ogni volta che si presenta da avversario in terra sarda. Era l'estate '93 quando il Cagliari (passato da poco nelle mani di Massimo Cellino) decise di investire su questo centrocampista che in due anni aveva fatto faville nel Pescara del suo mentore Galeone. Due anni intensi in rossoblù, compresa la cavalcata in Coppa UEFA terminata ad un passo dal sogno. Nel novembre '95 decise di chiudere la sua esperienza con il club cagliaritano per ricongiungersi con il suo mentore, Galeone, al Perugia.


Tredici anni più tardi il ritorno in Sardegna, questa volta da allenatore emergente. Una delle più classiche scommessa di Cellino che prese Massimiliano Allegri dalla Serie C1. E ci aveva visto lungo. L'allenatore Max, sfruttando anche il lavoro del suo predecessore Ballardini, impose un gioco votato all'attacco e neanche le cinque sconfitte consecutive nelle prime cinque giornate di campionato (oltre all'eliminazione dalla Coppa Italia al quarto turno) fecero cambiare idea al patron di quel periodo, Massimo Cellino (cosa assai rara...). Quel Cagliari divertiva il pubblico, giocava a testa alta e senza alcun timore reverenziale nei confronti delle squadre ben più quotate. Nella seconda stagione ha portato la formazione isolana in corsa per un posto in Europa, poi un improvviso crollo sancì la fine anticipata dell'avventura a Cagliari. Cellino infatti decise di esonerarlo a cinque giornate dal termine.


Breve biografia di Massimiliano Allegri

Massimiliano Allegri

Massimiliano Allegri (Livorno, 11 agosto 1967) è stato calciatore e allenatore del Cagliari. Da calciatore in due anni, dall'estate '93 a novembre '95, ha collezionato 55 presenze e realizzato 5 gol tra Serie A, Coppa Italia e Coppa UEFA. Torna in Sardegna da allenatore nell'estate 2008, prendendo in eredità una squadra che aveva appena ottenuto una miracolosa salvezza con Ballardini, e riesce a portarla in corsa per un posto in Europa League. La sua seconda avventura in terra sarda dura due stagioni, fino all'aprile 2010 quando viene esonerato. Da tecnico del Cagliari ha vinto la Panchina d'Oro come miglior allenatore della stagione 2008-09.


Articolo e rubrica a cura di Marco Deiana


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