​Chent'annos. Cento anni di ​Cagliari e cento racconti sul club rossoblù. I calciatori, allenatori, dirigenti e presidenti ma anche eventi e curiosità che hanno fatto la storia della società isolana. Un viaggio nel cuore della squadra che rappresenta un'intera regione per cento giorni, fino al 30 maggio 2020, giorno del Centenario rossoblù.


Da Roma a Cagliari: viaggio di sola andata

Daniele Conti

Uno, massimo due anni di esperienza e poi torno a casa. Questo il suo pensiero. D'altronde chi non vorrebbe giocare e farsi le ossa in questa terra magica, oltretutto già apprezzata dalla famiglia Conti durante le vacanze estive?! Quell'anno, massimo due, però diventarono sedici. Daniele Conti dopo aver indossato la maglia del Cagliari non l'ha più sfilata. O meglio, qualche volta l'ha sfilata ma solamente per farla vedere ai propri tifosi, come quel giorno all'Olimpico dopo una rete realizzata alla ("sua") Roma.


Daniele Conti

Ma andiamo con ordine. Era l'estate '99 quando il Cagliari decise di acquisire in comproprietà il cartellino di Daniele Conti, figlio d'arte. Arriva in Sardegna dopo le sei presenze (tra Serie A e Coppa Italia) e un gol con la maglia della Roma. La sua Roma. Fino a quell'estate. Doveva essere una breve esperienza. Il modo più semplice per giocare con continuità e provare a scacciare via i paragoni con il padre, Bruno, vecchia bandiera giallorossa e leader dell'Italia nel Mondiale del 1982.


Capite bene quanto possa essere pesante e difficoltoso giocare a Roma con un cognome così pesante sulle spalle.


Ma quella breve esperienza durò ben sedici anni. Mi sembra superfluo dover sottolineare che ad un certo punto della sua carriera, la sua squadra del cuore diventò il Cagliari. E Daniele Conti non ne ha fatto mai un mistero. Diventando sardo e cagliaritano a tutti gli effetti.


"Il Cagliari è la mia vita"


Detto da un romano, con il padre bandiera della Roma e beniamino del popolo giallorosso, è tanta roba. Eppure la sua avventura in Sardegna non è sicuramente iniziata con il piede giusto. Prestazioni anonime, carattere non facile e subito la retrocessione in Serie B. Nonostante tutto la società isolana decise di puntare con decisione su Daniele Conti. Nell'estate 2000 Massimo Cellino investe poco più di un miliardo delle vecchie lire e risolve a proprio favore la comproprietà del suo cartellino. Quattro anni in cadetteria tra alti e bassi, in conflitto con gli allenatori e con i tifosi che non sembrano particolarmente esaltati della sua presenza in campo. In quel momento per i tifosi rossoblù è semplicemente "il figlio di Bruno". Cambieranno opinione qualche anno più tardi...


Fedeltà e lealtà: Daniele Conti diventa Il Cagliari

Daniele Conti

Nell'estate 2004 finisce l'incubo Serie B per Daniele Conti e per il Cagliari. Trascinati dal vecchietto Gianfranco Zola e dall'inarrestabile David Suazo, la squadra rossoblù riassapora il profumo dei campi di Serie A. Daniele Conti è tra i punti fermi della formazione isolana e non soffre il salto di categoria.


Quel "figlio di Bruno" sta diventando semplicemente Daniele Conti. Presto però diventerà Il Capitano.


Una salvezza dopo l'altra, miracolosa quella della stagione 2007-08 con la rimonta impensabile nel girone di ritorno nata anche da un suo gol al 95' al Sant'Elia contro il Napoli, il Cagliari riesce a rimanere stabilmente in Serie A. Daniele Conti è il perno del centrocampo. Ora verrebbe definito regista, lui però era un mix tra mediano di interdizione e costruttore di gioco. 


È totalmente dentro al progetto rossoblù tanto da non prendere mai in considerazione l'idea di lasciare il club, neanche davanti all'ipotesi di tornare alla Roma. Non è mai stato convocato in Nazionale. Non ne hai mai fatto un dramma anzi, ha approfittato delle continue mancate convocazioni per dichiarare amore al club sardo.


"La mia Nazionale è sempre stata il Cagliari. Sono troppo legato a questa maglia e il resto non mi interessa"

La fedeltà e la lealtà pagano. Nel 2010 con il ritiro dal calcio giocato di Diego Lopez, il numero 5 rossoblù diventa il capitano del Cagliari. Anche se, a dirla tutta, lo era anche senza quella fascia. Al pari del difensore uruguaiano, era il leader carismatico all'interno dello spogliatoio cagliaritano.


Seguiranno quattro anni da protagonista con la fascia di capitano al braccio, fino all'epilogo più triste. Vive la sua ultima stagione da calciatore, quella 2014-15, quasi da comparsa. Lo stesso anno si chiude con la deludente retrocessione in Serie B. Il suo unico rimpianto di tutta la sua carriera da calciatore.


La sua avventura a Cagliari però non si interrompe con il ritiro dal calcio giocato. La società gli offre prima l'incarico di collaboratore del settore giovanile e poi quello di responsabile dell'area tecnica. Inizia così un'altra grande avventura in rossoblù da dirigente sportivo.


Breve biografia di Daniele Conti

Daniele Conti

Daniele Conti (Nettuno, 9 gennaio 1979), dopo tre anni alla Roma e appena sei presenze con i giallorossi si trasferisce in Sardegna. Nell'estate 1999 veste per la prima volta la maglia del Cagliari, casacca che indosserà per sedici stagioni collezionando 464 presenze (333 in Serie A, 101 in Serie B e 30 in Coppa Italia) e 52 gol (39 in Serie A, 8 in Serie B e 4 in Coppa Italia), oltre ai 186 cartellini gialli.


Articolo e rubrica a cura di ​Marco Deiana


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