La storia del calcio è piena di fuoriclasse tali solo in allenamento e poi incapaci di confermare le proprie doti in partita, fino a compromettere le proprie carriere. 


Ma è soprattutto piena di campioni che non sono diventati campionissimi a causa di gravi limiti caratteriali che hanno fatto perdere loro occasioni in serie, fino a quando i treni hanno smesso di passare.


Ecco una carrellata di coloro che ce l'hanno fatta, ma avrebbero potuto fare molto di più. E che sanno bene con chi prendersela per ciò che non è stato...


​Mario Balotelli

Mario Balotelli

Alle soglie dei 30 anni, Super Mario è questo. E questo resterà. Prendere o lasciare e purtroppo hanno lasciato in molti. I treni delle big sembrano passati per sempre, quello della Nazionale quasi e non certo per limiti tecnici. Una carriera mai banale fin dagli esordi è stata macchiata da troppa discontinuità e da troppi scivoloni extra-campo. Peccato, perché il destino lo ha baciato con il talento e gli ha risparmiato gravi infortuni. Forse il meglio, Euro 2012 a parte, deve ancora venire, ma il tempo perso non torna più.


George Best

All'interno della presente galleria dei ribelli il talento nordirlandese è l'unico che ha poco da rimproverarsi, almeno sul piano tecnico. Si sta infatti parlando di uno dei calciatori più forti di tutti i tempi, capace di far coincidere le proprie qualità con un palmares all'altezza: Coppa Campioni e soprattutto Pallone d'Oro stanno lì a testimoniarlo, ma per la classe di cui era in possesso ne avrebbe potuti vincere tanti altri e di sicuro oggi terrebbe testa anche alle leggende che da anni si spartiscono il trofeo. A "rovinarlo" è stata l'irresistibile tentazione di godersi la vita, dalle donne all'alcool. Vizi che, insieme a una voglia non spiccata di allenarsi, hanno finito per accorciargli la carriera e, purtroppo, anche la vita.


Edmundo

Edmundo

Un soprannome più che mai emblematico, la proverbiale discontinuità da ribelle e una cicatrice sulla fronte dovuta a una ciste che completa il quadro da artista maledetto. 'O Animal' non è certo stato il brasiliano più forte di sempre, ma durante la propria carriera ha sprecato il talento di cui era stato dotato, e visibile solo a tratti, leggi la mitica gara del Mondiale per club 2000 tra Vasco da Gama e Manchester United, a causa di un carattere troppo irascibile e della preferenza accordata alla bella vita piuttosto che a quella dura degli allenamenti. I risultati si sono visti in un palmares malinconicamente scarno, nelle brevi e fallimentari esperienze extra-Brasile, concentrate in una Fiorentina da scudetto e in un Napoli da retrocessione, e nelle "appena" 37 presenze in Nazionale in un'epoca in cui il Brasile non era certo zeppo di fuoriclasse.


Antonio Cassano

Antonio Cassano

L'addio al calcio dato due volte basterebbe per spiegare una carriera da film, ma senza lieto fine, più che da prime pagine dei quotidiani sportivi. Quelle FantAntonio se l'è prese all'indomani del super gol all'Inter realizzato a 17 anni con la maglia del Bari, a conti fatti alfa e omega di un percorso che lo ha visto rendere come il proprio talento avrebbe richiesto solo a tratti durante i periodi alla Roma e alla Sampdoria soprattutto ad Euro 2012. Nemico giurato della Juventus, meteora al Real Madrid, interista da sempre, ma incapace di sfruttare l'occasione in nerazzurro, ha vinto lo scudetto al Milan, poco prima di rischiare la vita per un problema al cuore. Liti con allenatori, compagni, arbitri e avversari: gli appassionati non gli perdoneranno di aver fatto entrare il termine 'Cassanata' nella Treccani non in un'accezione positiva.


Eric Cantona

Di lui si dice che è stato una delle seconde punte più complete e versatili del calcio di tutti i tempi, non solo di quello francese. Tecnico, ma anche in possesso di senso del gol e di visione di gioco, troppo spesso quest'ultima è stata accecata da una generosità che lo portava ad eccedere nelle durezze in campo, ma soprattutto da un carattere a dir poco spigoloso e, appunto, ribelle. Gridano vendetta le appena 45 presenze in Nazionale, dai cui radar è sparito in concomitanza con la ben nota follia del 25 gennaio '95, quando dopo essere stato espulso aggredì con un colpo d'arti marziali un tifoso del Crystal Palace che lo aveva provocato. Un episodio-summa di una carriera e dell'incapacità di far prevalere il talento agli eccessi. Quel giorno, di fatto, finì la sua carriera. E in Nazionale, sullo sfondo, si affacciò la stella di un certo Zinedine Zidane...


Paul Gascoigne

Visione di gioco, senso, anzi culto, dell'assist, ma anche potenza e allo stesso tempo tecnica negli spazi stretti. Tutto questo è stato il popolare 'Gazza' per le tifoserie che lo hanno amato, quelle del Tottenham, della Lazio, dei Glasgow Rangers e della Nazionale inglese, ma anche per tutti gli appassionati che hanno saputo capirne gli eccessi e l'incapacità di canalizzare la propria vita nei binari della normalità, a causa anche di un'infanzia difficile. Oggi che la battaglia contro l'alcool è ancora aperta e che le cronache devono spesso ospitare notizie preoccupanti sulla sua salute e sui suoi comportamenti tornano alla mente le goliardate dei tempi romani, ma anche i suoi gol spettacolari a Italia '90 ed Euro '96.


Diego Armando Maradona

Il più grande di tutti, al netto dei paragoni sempre scomodi con i tempi moderni, ma soprattutto l'unico tra i fuoriclasse scapigliati capace di tenere separato il rendimento in campo dai disordini, anzi purtroppo dai vizi, che lo hanno caratterizzato fuori fino a imporne un rapido declino. Tutto quello che ha vinto lo ha conquistato quasi da solo, in virtù di compagni di squadra dediti più inevitabilmente al sacrificio che ad un dialogo tecnico impossibile. E tutto quello che ha vinto lo ha fatto senza mai commettere scivoloni all'interno del rettangolo di gioco, che si trattasse di rimproveri ai compagni o di reazioni ai tanti falli subiti. Fuori dal rettangolo di gioco non è stato certo un modello e purtroppo se ne sono accorti tutti quando l'osmosi tra carriera e vita privata è divenuta inevitabile.


Questo articolo è sponsorizzato da Birds of Prey, presto in tutti i cinema.

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