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L'Hellas Verona ha presentato ufficialmente Fabio Borini, ​già in gol all'esordio con la maglia gialloblù nella sfida del Dall'Ara contro il Bologna di Sinisa Mihajlovic. L'attaccante ha ribadito i motivi della propria scelta, dopo aver rifiutato numerose proposte da club più blasonati.


“Continuo a pensare che sia stata una scelta coraggiosa. Conosco il contributo che posso dare alla squadra, quindi è una scelta coraggiosa fino ad un certo punto. L’impatto è stato perfetto, non potevo chiedere un esordio migliore. Il contratto di sei mesi è uno stimolo per tutti, è un segnale che non sono venuto qui a stare con le mani in mano”.


Sul gioco espresso finora dall'Hellas Verona: “È una squadra all’inglese. Juric mi ha parlato del modo di giocare prima di venire qua, c’è intensità in entrambe le fasi. Si aggredisce sempre la partita, anche quando si è in vantaggio. Sono compatibile con questa mentalità”.


Sullo scarso impiego: “Da parte mia c’è stata la disponibilità a ricoprire diversi ruoli, al Milan ho occupato sette posizioni su undici senza fare una piega. Le mie qualità al Milan sono le stesse che porterò qua, lì venivo sfruttato come operaio, ma so fare anche altro”.

Sulla condizione fisica: “Mi son sempre allenato spingendo al massimo. Nella mia testa c’era l’immagine della partita alla domenica, per questo mi preparavo al massimo. Qui i ritmi sono diversi, io giocherei anche con una gamba rotta”.


Sul tecnico Ivan Juric e i compagni: “Il mister è bravo nel comunicare le sue idee. Lui vive il calcio. Io sono simile a lui, vivo grazie alle emozioni che provo sul campo. Mi ha impressionato la disponibilità che hanno i giocatori, ho visto raramente questa attitudine, forse solo al Chelsea con Ancelotti, infatti lui è un allenatore umano”.


Sul Milan: "Ci sono tante cose che vanno e altre che non vanno. Prima di partire ho avuto un colloquio con Massara e ci siamo detti che fare tanti ruoli è una cosa che non mi ha fatto bene. Io muoio ogni volta in campo, forse il Milan lo faceva meno”.