David Ospina,Kostantinos Manolas

La Flop 5 dei peggiori calciatori della 19ª giornata di Serie A

Due colonne delle rispettive Nazionali, un portiere... vittima delle caratteristiche del gioco voluto dal proprio allenatore e una promessa del calcio italiano, alle prese con l'inevitabile processo di crescita. 


Tutto questo compone la Flop della 19a giornata, turno evidentemente andato di traverso a parecchi big anche di squadre illustri. 


Fin quando i risultati vengono, e Maurizio Sarri ne sa qualcosa, le prestazioni individuali vanno in secondo piano, ma se ingenuità di vario tipo e provenienti da... anagrafe differenti fanno perdere punti preziosi è naturale che l'allenatore non sappia se prendersela con se stessi per aver puntato sui giovani o sulla leggerezza di chi cerca giocate improvvide...

1. David Ospina (Napoli)

Il 64% di possesso palla del Napoli alla fine è infruttuoso, se non dannoso… La soddisfazione di avere tenuto in scacco la squadra più in forma del campionato è infatti annullata dall’eccesso di confidenza nel giropalla difensivo. 


L’incredibile errore del portiere colombiano nell’azione decisiva ne è la riprova. 


Preferito a Meret proprio per le migliori qualità con i piedi, inquieta l’insistenza: una volta sbagliato il controllo del pallone bisognava disfarsi  

2. Aleksandar Kolarov (Roma)

La settimana del rinnovo del contratto si chiude nel peggiore dei modi.


L’ingenuità con cui procura il rigore che orienta la partita non è da giocatore della sua esperienza, il problema è che non si riprende più e pure questo è sorprendente per uno con il suo passato.


Palloni persi in serie, nervosismo e pure l’ammonizione che gli farà saltare la partita contro il Genoa.  

3. Miralem Pjanic (Juventus)

Incappa in una pessima serata da ex, sintetizzando come la Juve non sia ancora diventata una creatura sarriana, almeno quando eccede nel possesso palla


Se gioca a un tocco il bosniaco è l’elemento giusto per l’ex allenatore del Napoli, in caso contrario si trasforma in una zavorra. 


Tanti palloni persi, zero illuminazioni e gioco rallentato. Vuole giocare da Pirlo pur non essendolo, dimenticando l'essenzialità.

4. Alessandro Bastoni (Inter)

Conte continua a dargli fiducia, questa volta per necessità per la squalifica di Skriniar e l’ex Parma nel complesso la ripaga, ma questi palcoscenici sembrano essere ancora troppo grandi per le sue qualità. 


Sgomita, spinge, tampona quando può, ma fa anche troppi falli: quello che origina il rigore non ha una spiegazione logica se non, oltre all’inesperienza, l’incapacità di leggere le situazioni pericolose nella propria area.  

5. Rodrigo Palacio (Bologna)

Questa volta Miha e i tifosi rossoblù sono traditi dal migliore del gruppo. Il palo gli nega un gol, la sua inattesa imprecisione ne cancella altri due, non esattamente impossibili. 


Peccato perché anche contro il Torino, partita a lungo comandata dagli emiliani, El Trenza ci mette la solita esperienza nel far salire la squadra e buoni movimenti per favorire gli inserimenti dei compagni.

6. Allenatore: Rolando Maran (Cagliari)

È nei momenti più difficili che un allenatore deve incidere e allora è severamente vietato guardare la classifica, ancora positiva sia per il tesoretto costruito nella parte centrale del girone con la lunga imbattibilità, sia per la discontinuità di alcune rivali e il ritardo in classifica di altre. 


Però i rossoblù si sono involuti in maniera chiara, a causa di un gioco con poche alternative se si inceppano i giocatori chiave e a causa di distrazioni difensive sempre più frequenti, evidentemente figlie non soltanto di errori individuali, ma di qualcosa che non va sul piano dell’organizzazione


C’è un girone per rimediare, ma l’emorragia va stoppata il prima possibile.