​C'è aria di impresa. Si sente profumo di Europa. Ma la strada è ancora lunga e ricca di insidie. Oggi però è giusto godersi i risultati e una classifica tanto bella quanto inimmaginabile alla vigilia del campionato, figuriamoci dopo le prime due giornate di campionato che hanno visto la squadra perdere in casa contro Brescia e Inter. Ora però il Cagliari è lassù, dove in cuor suo ogni tifoso ha sognato di vedere la squadra. Sembra una stagione speciale, iniziata con un mercato pirotecnico e due gravi infortuni (Cragno e Pavoletti, due pilastri della scorsa annata). 


Ma questo Cagliari è davvero da Champions o Europa League? Difficile dirlo, soprattutto da tifoso. Un po' per scaramanzia, un po' perché sembra tutto così irreale. Piuttosto viene quasi da domandarsi quanto potrà durare questo momento, chiamiamolo pure sogno.

Joao Pedro

Una cosa è certa. Il quarto posto del Cagliari è meritato, sudato, faticato e reale. La squadra propone un gioco propositivo, piacevole da vedere e concreto. Un gruppo solido e che ora sembra essere più consapevole dei propri mezzi. Non è un caso che la formazione allenata da Rolando Maran sia riuscita a strappare i tre punti al San Paolo, un punto all'Olimpico contro la Roma e in venti minuti abbia ribaltato un 1-3 a sfavore contro la Sampdoria. Questione di testa, di mentalità.


Non siamo ancora arrivati al giro di boa ma nell'ambiente rossoblù si sogna ad occhi aperti. Quest'anno come non mai si pensa in grande. Non a caso tra aprile e maggio il club festeggerà due anniversari importantissimi: i 100 anni di storia della società e i 50 anni dal primo (e per ora unico) Scudetto. Che sia l'anno del ritorno in Europa?!


Il Cagliari arriverà in Europa se...

the players

... continuerà a giocare con serenità e spensieratezza. Questo Cagliari è stato costruito per divertire e divertirsi. Un centrocampo con un livello tecnico come non si vedeva da tempo nel capoluogo sardo. Quasi imbarazzante, positivamente parlando, per una formazione che qualche mese fa soffriva per mantenere la categoria. Maran ha dato equilibrio e mentalità, idee di gioco e serenità. Bisogna rimanere spensierati e pensare gara dopo gara. Quel che sarà, sarà...


... l'ambiente rimarrà unito anche nei momenti più difficili. Ora tutto gira per il verso giusto. Arrivano vittorie in trasferta su campi difficile, vittorie casalinghe, rimonte impensabili e anche il pareggio di Lecce - pur con qualche rimpianto - non è da buttare (in 9 contro 10). Insomma, facile rimanere vicini alla squadra in questo preciso momento. I tifosi e tutto l'ambiente rossoblù però dovrà rimanere unito anche quando arriveranno, perché (purtroppo) arriveranno, momenti meno positivi. 


... Nainggolan manterrà questo stato di forma. Inutile girarci attorno. Colui che ha cambiato mentalità alla squadra è il Ninja. Si è calato nella sua "nuova" realtà e ha trascinato i compagni in questa prima parte di stagione. Una sorta di secondo allenatore in campo (quante volte lo abbiamo visto confabulare con Maran?!). Una seconda giovinezza per il belga, dopo l'anno non esaltante a Milano e la cessione estiva. E ad oggi è uno dei calciatori di Serie A ad aver partecipato più attivamente ai gol realizzati dalla propria squadra. Assist e gol pesantissimi. La ciliegina sulla torta di un Cagliari che sogna e si diverte. E se Radja Nainggolan dovesse mantenere questo stato di forma, il sogno Europa potrebbe diventare realtà (e dopo questa frase possiamo toccare ferro o fare qualsiasi altro gesto scaramantico!).


Articolo a cura di ​Marco Deiana


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