Stefano Pioli

Milan, i 3 motivi per cui i tifosi rossoneri non dovrebbero sorridere dopo il successo di Parma

Dopo un mese senza successi, il Milan è tornato alla vittoria sul campo del Parma: 3 punti assolutamente non scontati, viste le evidenti difficoltà della compagine rossonera e l'osticità degli emiliani di D'Aversa, capaci di strappare punti importanti contro big come Inter e Roma.


Un motivo per sorridere? La risposta, secondo il mio modesto parere, è no!


Risultato ottimo soltanto in ottica classifica, perché la situazione del Milan (ora più che mai) è davvero preoccupante principalmente per 3 fattori da non sottovalutare.

1. Evidenti difficoltà a livello di organico

Partiamo dall'aspetto che più salta all'occhio di qualsiasi aficionado e non: il rendimento della squadra in campo


Il match di Parma infatti, ha evidenziato ulteriormente le tante difficoltà nel creare gioco. Al Milan mancano infatti elementi fondamentali in grado di fare la differenza in mezzo al campo: uno su tutti Krzysztof Piątek. Nessuna "maledizione della numero 9" o qualsivoglia stregoneria Voodoo: il numero 9 rossonero pecca in maniera grave di alcuni elementi tecnici basilari per un bomber degno di essere definito tale.


Nessuna involuzione rispetto alla macchina da goal ammirata nella prima parte dello scorso campionato con la maglia del Genoa: il Pistolero spara a salve e la scusa dei rifornimenti non all'altezza non basta per giustificare il pessimo "bottino" di 3 reti (di cui due su rigore) in 14 presenze. E se il miglior marcatore della squadra è Theo Hernandez, un difensore, di sicuro c'è tanto da riflettere...

2. La dirigenza brancola nel buio

Altro nodo scomodo nell'analisi delle problematiche rossonere è sicuramente quello legato alla dirigenza. Dopo il terremoto che ha portato al duplice addio di Gennaro Gattuso e Leonardo, al termine della scorsa stagione, l'unico che ha deciso di restare ai vertici del Milan è stato Paolo Maldini


Lo storico ex Capitano milanista, ancor prima di accettare il primo incarico offertogli dal Gruppo Elliott, aveva dichiarato di non voler tornare alla casa base se non fosse stato convinto al 100% della validità del progetto. Parole che come me, avevano fatto ben sperare anche migliaia di tifosi: se Maldini ha deciso di metterci la faccia, qualcosa di buono starà sicuramente bollendo in pentola. Mai pensiero fu più sbagliato...


Infatti, con l'arrivo di Ivan Gazidis e il seguente approdo a Milano di Boban e Massara, la linea guida della dirigenza rossonera è diventata più che mai divergente. Gazidis, economista e uomo d'affare come pochi, considera il Milan come un'azienda vera e propria e pertanto nei suoi piani riportare le finanze milaniste sui livelli di quelle dei Top Club europei è il primo punto su cui lavorare


Acquisti giovani e di prospettiva da rivendere con elevata plusvalenza, un modello che ha fatto la fortuna di club come Borussia Dortmund e Atalanta, non si addice ad una squadra che DOVEVA essere rifondata su basi solide, ergo dall'ingaggio di almeno un giocatore d'esperienza per reparto. Stupisce anche la totale assenza di contenuti offerta dalla coppia Boban-Massara, assolutamente estranea alla causa rossonera: per tutta questa serie di motivi, se si pensa che l'acquisto di un 38enne centravanti svedese (seppur si chiami Zlatan Ibrahimovic) possa risollevare le sorti di una stagione già segnata, beh inutile dire che è meglio abbandonare subito ogni speranza. 

3. Nessuna svolta dopo l'esonero di Giampaolo

Ultimo punto, ma non meno importante, l'immotivata assenza di una svolta dopo l'esonero di Marco Giampaolo. Tante, infinite, le critiche mosse al "Maestro" approdato la scorsa estate a Milanello e silurato appena 2 mesi dopo. 


Qualcosa sarebbe potuto cambiare con l'arrivo di Luciano Spalletti (sognato dai tifosi rossoneri per circa una settimana), anche se alla fine la dirigenza ha preferito virare su un tecnico "low profile" come Stefano Pioli. Un allenatore nella norma, niente di eccezionale per uno che durante la sua carriera ha collezionato (a parte il 3° posto con la Lazio nella stagione 2014-2015) ben 6 esoneri su 12 squadre allenate.


Folle chiunque abbia potuto pensare quindi che con l'arrivo di Pioli, la musica sarebbe cambiata. Inutile aggrapparsi anche al calendario avverso che ha visto il Milan affrontare Lazio, Juventus e Napoli nelle ultime 3 giornate prima della gara di Parma: la banda rossonera non riesce più a vincere gli scontri diretti, e il pareggio contro gli azzurri di Ancelotti è arrivato soltanto a causa del complice periodo nero che ha colpito anche i partenopei. 


Dal suo arrivo in rossonero Pioli ha racimolato 3 sconfitte, 2 pareggi e 2 vittorie (di misura, per 1-0 contro squadre di certo non blasonate come SPAL e Parma). 


Chiamatela anche svolta se volete, perché io proprio non ci riesco...