Tutto fumo e niente arrosto. O meglio, tante parole e pochi fatti. La situazione generale in Serie A sulla questione stadi è ancora in alto mare. Tanti proclami, molte idee ma alla fine dei conti nessuno (o quasi) è riuscito nell'intento di ristrutturare o costruire da zero un impianto. E il massimo campionato italiano perde l'occasione per svilupparsi e aumentare gli introiti, rimanendo sempre più dipendenti dall'incasso sui diritti televisivi. Eppure non mancano i progetti e le buone intenzioni. Vuoi la burocrazia, vuoi le difficoltà a ristrutturare impianti che andrebbero rasi al suolo e ricostruiti, fatto sta che siamo sempre punto e a capo. 


Da una parte i club presentano progetti all'avanguardia con impianti innovativi, compresi spazi verdi e commerciali (per avere un sicuro ritorno dell'investimenti), dall'altra la poca lungimiranza degli Enti Pubblici che bloccano sul nascere la costruzione di spazi commerciali, costringendo i club (ipoteticamente) a spendere decine (se non centinaia) di milioni di euro per uno stadio utilizzabile due volte al mese (o poco più). E alla fine a rimetterci è il mondo del calcio, i tifosi (che si ritrovano a dover assistere alle partite in tribune obsolete) e la crescita dei rioni dove sono situati gli impianti. Quale è la situazione attuale degli stadi in Serie A? Un viaggio tra impianti moderni, in ristrutturazione e altri che sarebbero (forse) da buttar giù.


I pochi stadi moderni in Serie A

Juventus v SSC Napoli - Serie A

Sembra scontato, e probabilmente lo è, ma è abbastanza normale partire dall'Allianz Stadium. La ​Juventus  lo ha inaugurato nel 2011 e da quel momento non ha mai perso uno Scudetto: 8 titoli, oltre alle vittorie in Coppa Italia. Nonostante la capienza limitata (poco più di 41mila posti a sedere), il nuovo stadio bianconero è stato un traino per la crescita economica del club con percentuali di riempimento dell'impianto vicini al 100%. Moderno, al passo con i tempi e confortevole. Nella stessa area sono presenti un centro medico, hotel, un museo e il centro sportivo. Tutto in mano alla Juventus. Anche la Dacia Arena, sede delle partite interne dell'​Udinese, rappresenta uno degli stadi d'eccellenza della Serie A: ristrutturato nel 2016, l'impianto friulano è tra i più moderni del campionato italiano. Le stagioni anonime dei bianconeri non hanno ancora permesso al club di sfruttarne pienamente la capacità. Il Paolo Mazza di Ferrara (sede dei match casalinghi della ​SPAL) e il Mapei Stadium di Reggio Emilia (sede delle gare casalinghe del ​Sassuolo) sono tra gli impianti più confortevoli: il primo è stato ristrutturato recentemente (2018) ed è il fortino dei ferraresi, il secondo invece è uno dei pochi stadi di proprietà in Serie A e spesso è sede delle gare interne dell'Under 21.


Stadi in Serie A in ristrutturazione


Atalanta BC v US Lecce - Serie A

Il progetto tecnico dell'​Atalanta è chiaro: rimanere stabilmente nella parte sinistra della classifica. E per farlo ha deciso di investire anche sulle infrastrutture. Ha prima acquistato lo stadio Atleti Azzurri d'Italia poi lo ha ristrutturato - per ora in parte - incassando denaro dalla cessione del marchio dell'impianto, ora chiamato Gewiss Stadium. La ristrutturazione verrà completata la prossima estate (salvo intoppi), dando nuova vita al vecchio stadio. O meglio, rendendolo moderno e confortevole, oltre ad essere di proprietà del club. E questo inciderà sul bilancio annuale della società bergamasca.


I club che hanno in mano progetti di ristrutturazione o costruzione di nuovi impianti


Da Bologna a Cagliari passando per Roma e Firenze. Queste sono le società che più di tutte (Milan e Inter a parte, ma a loro dedicherò un paragrafo successivamente) stanno provando a migliorare le infrastrutture. Hanno in mano progetti per la costruzione (e/o ristrutturazione) di nuovi stadi. Con l'arrivo di Rocco Commisso, la ​Fiorentina pensa in grande. Dopo aver completato l'acquisizione dei terreni dove sorgerà il centro sportivo del club, la dirigenza lavora per dare una nuova casa ai tifosi. L'idea di ristrutturare il Franchi va scemando di settimana in settimana: troppi vincoli costringerebbero il club ad un lavoro poco redditizio per le casse societarie (tanti investimenti e poco tornaconto). Avanza quindi l'idea di costruire un nuovo impianto alla Mercafir, nella zona sud dell'area occupata dal Mercato Ortofrutticolo. Tempo stimato per l'ultimazione dei lavori: 5 anni (entro maggio 2024). Ma tutto è ancora incerto: a gennaio partirà il bando per la vendita dei terreni e da quel momento sarà tutto più chiaro. Se ci spostiamo circa 100 chilometri verso nord, troviamo ​Bologna, altra città (e altro club) che potrebbe cambiare veste al proprio impianto. In questo caso si parla di un restyling del Dall'Ara con il mantenimento delle storiche torri e la ristrutturazione quasi totale dello stadio. La proprietà spinge da tempo per passare dalle parole ai fatti ma la burocrazia (essendo il Dall'Ara un impianto storico e quindi soggetto a diversi vincoli) rallenta tutte le procedure. 

the supporters

Il tira e molla nella Capitale sullo stadio della ​Roma meriterebbe una serie tv su Netflix. Il progetto all'avanguardia permetterebbe ai giallorossi di fare quel salto di qualità dal punto di vista economico che eviterebbe le tante cessioni pesanti ad ogni sessione di mercato. Un progetto che coinvolge un intero quartiere ma che trova ostacoli ad ogni piccolo passo. È uno stadio che probabilmente non prenderà mai forma. La speranza è l'ultima a morire ma più si va avanti e più si rischia di dover riprogettare da zero lo stadio, perché ciò che è all'avanguardia oggi non è detto che lo sia tra qualche anno. Passiamo infine a ​Cagliari: i sardi hanno già lasciato il Sant'Elia, ormai decadente. I rossoblù giocano a due passi dal vecchio impianto, nella Sardegna Arena costruita in 127 giorni. Uno stadio provvisorio in attesa del nuovo e ultramoderno impianto che sorgerà (prima o poi...) sulle ceneri del Sant'Elia. Un progetto importante che coinvolge l'intera area di Sant'Elia, una delle più belle del capoluogo isolano. Ma anche in questo caso siamo fermi al progetto. La prima pietra sembra ancora lontana e intanto i tifosi sognano un posto in Europa (ma le partite interne verrebbero giocate lontano dalla Sardegna, salvo deroghe della UEFA). 


Il caso San Siro

FC Internazionale v Cagliari - Serie A

Un progetto da 1,2 miliardi di euro. Un progetto che coinvolge tutta l'area di San Siro: oltre allo stadio c'è spazio per spazi commerciali e tanto verde. Un nuovo impianto che permetterebbe a ​Inter e ​Milan di aumentare gli introiti e tornare nell'élite del calcio italiano e europeo. Non si tratta di ristrutturare il Giuseppe Meazza, ma di raderlo al suolo per costruire un nuovo impianto da zero. Un'idea che ha diviso la città di Milano e i tifosi dei due club: da una parte quelli affezionati all'attuale stadio, dall'altra chi ritiene necessaria la demolizione e la costruzione del nuovo impianto. Il Comune di Milano per ora apre le porte, a metà. Dice sì alla costruzione del nuovo stadio ma mantenendo parte del Meazza. Il rischio di scontro frontale tra i due club e il Comune è altissimo. E intanto Inter e Milan studiano l'idea di spostarsi da Milano e pensano a Sesto San Giovanni. Il rischio è di ritrovarsi poi un Meazza ancora in piedi ma inutilizzato.


Le società che non hanno sulla carta progetti per nuovi stadi


Brescia Calcio v Bologna FC - Serie A

E poi c'è chi si accontenta dei suoi stadi attuali. Claudio Lotito per la sua ​Lazio per il momento si tiene stretto l'Olimpico. In passato ha esposto l'idea di costruire un nuovo impianto ma l'idea è andata lentamente a scemare. Anche De Laurentiis ha spesso minacciato di lasciare il San Paolo a causa delle condizioni pietose dello stadio. Un mese fa però ha firmato la convenzione che lega il ​Napoli all'attuale impianto campano per cinque anni (rinnovabili per altri cinque anni) e quindi tanti saluti al nuovo stadio. Il ​Torino si tiene stretto il suo Olimpico - Grande Torino, ristrutturato nel 2005. A Genova si parla tanto del Ferraris. Il Comune vorrebbe venderlo a uno dei due club (o a entrambi) ma ​Genoa e ​Sampdoria ritengono troppo alta la cifra da investire. Impossibile costruire un nuovo impianto nel capoluogo ligure e per ora entrambe si tengono stretto l'attuale impianto di Marassi. Da ​Parma invece non filtrano notizie riguardanti idee per la ristrutturazione del Tardini. Dopo aver effettuato il triplo salto dalla Serie D alla Serie A, puntano ad ottenere stabilità nella massima serie italiana. Poi si vedrà. E le tre neopromosse? Per il ritorno in Serie A, il ​Lecce ha effettuato qualche lavoro sullo stadio Via del Mare, ma nessuna intenzione di ristrutturarlo o costruirne uno da zero. Il Bentegodi di ​Verona è rimasto invariato mentre il ​Brescia ha leggermente rinnovato il Rigamonti: il patron Massimo Cellino, come fece a Cagliari con il Sant'Elia, ha avvicinato i vari settori al terreno di gioco con tubi in acciaio e materiale amovibile.


Articolo a cura di ​Marco Deiana


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