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La Flop 5 dei calciatori della 3ª giornata di Serie A

Il mercato è finito ormai da mezzo mese, eppure qualche scoria l’ha lasciata nei protagonisti della sessione estiva, reali o mancati. 


Si pensi a Matthijs De Ligt, schiacciato forse dal peso dei milioni spesi per lui, oltre che dal difficile ambientamento al calcio italiano, o a Rodrigo De Paul, talento puro quanto discontinuo che a Milano ha inguaiato una bella Udinese.


L’argentino si può consolare: giocatori ben più esperti si sono macchiati di colpe simili nella terza giornata…  

1. Paquetà (Milan)

Se Piatek due palloni li ha messi dentro, Var a parte, pur all’interno di una prestazione non incoraggiante, il torpore del brasiliano prosegue e inizia a preoccupare Giampaolo e i tifosi, in chiave derby, ma non solo. 


Neppure giocare nell’amata zolla della trequarti ha scosso l’ex Flamengo, che unisce a un paio di spunti tanti palloni persi o sbagliati banalmente. 

2. Rodrigo De Paul (Udinese)

L’Inter non lo ha acquistato dopo averlo trattato in estate, ma lo ha evidentemente condizionato. Il talento argentino si macchia di un’ingenuità imperdonabile che rovina la partita dei compagni, fino a quel momento quasi impeccabili e orgogliosi anche nella ripresa. 


Nella contabilità manca un giallo a Candreva e forse un rosso a Barella in precedenza, ma da giocatori così esperti e qualitativi è impossibile aspettarsi simili scivoloni. 

3. Matthijs De Ligt (Juventus)

La cosa più bella della sua partita è un anticipo secco su Chiesa nel primo tempo. Peccato che sia anche l’unica giocata in cui l’olandesino mostra di avere capito cosa bisogna fare nel calcio italiano. 


I progressi rispetto alla gara contro il Napoli ci sono, ma favoriti anche dall’evanescenza dell’attacco viola. 


Il retropassaggio sbagliato nel primo tempo è da brividi, ancora di più un paio di posizionamenti da incubo in marcatura. Ma di tempo per migliorare ce n’è poco.  

4. Daniele Dessena (Brescia)

Detto che farsi cacciare per doppia ammonizione è esiziale per un giocatore della sua esperienza, il fatto di giocare in una matricola che avrebbe bisogno di ben altra guida peggiora ulteriormente la situazione. 


A completare il quadro da incubo il fatto che la partita del Brescia, in doppio vantaggio, ne risulta rovinata e il fatto che il secondo giallo arrivi per simulazione. Addio sfida alla Juventus. 

5. Riccardo Gagliolo (Parma)

Sugli altari a Udine, per il gol e per l’ottima prestazione complessiva, nella polvere per il naufragio contro il Cagliari, che lo vede tra i principali responsabili. 


Due gol su tre dei sardi vengono da pesanti svarioni dell’ex Carpi, frutto di disattenzioni e forse di un pizzico di rilassamento dopo la proba della “Dacia Arena”. Attenuante: la disposizione difensiva della squadra non era ottimale… 

6. Allenatore: Walter Mazzarri (Torino)

Dopo l’Europa, ecco un altro salto di qualità mancato. Il primo posto, seppur prestigioso, sarebbe stato effimero e magari avrebbe illuso la piazza, ma perdere così fa male. 


Perché i granata contro il Lecce meritano di finire ko, perché vengono al pettine i nodi di un mercato inesistente e pure il flop del tecnico, che sbaglia formazione, correttivi in corsa e pure ad appellarsi ai soliti alibi nel post-partita.