Gaetano Castrovilli,Federico Bernardeschi

La Top 5 dei calciatori della 3ª giornata di Serie A

Un bel mix tra stranieri ormai “italianizzati” e giovani nostrani destinati a diventare punti fermi della Nazionale. Questa la Top 11 della terza giornata di Serie A, caratterizzata ancora una volta dai tanti gol e da qualche risultato a sorpresa. 


Fiorentina sugli scudi nonostante contro la Juventus i viola abbiano vinto solo ai punti. Bianconeri indenni, ma costretti a guardarsi dall’ascesa dei leaders delle due rivali per lo scudetto.  

1. Stefano Sensi (Inter)

A parte la palla persa e il rigore procurato in Finlandia con la Nazionale sta vivendo un inizio di stagione ai limiti della perfezione. Il gol di testa, non esattamente la specialità della casa, segnato all’Udinese ne è la riprova. 


Conte lo avanza da mezzapunta e il 12 nerazzurro risponde presente, sprigionando tecnica, intelligenza tattica e tempi di inserimento. Praticamente imprescindibile.

2. Gaetano Castrovilli (Fiorentina)

Se l’ottima prestazione contro il Napoli al debutto in A poteva far pensare al classico caso del deb incosciente, il bis contro la Juventus deve cominciare a far riflettere Roberto Mancini


Il ragazzo ha talento da vendere, ma forse ancora più personalità, quella che gli consente di fare il figurone da mezzala contro avversari del calibro dei centrocampisti della Juventus e di un certo Ronaldo. 


Sa sempre quello che deve fare, se accorciare, giocare di prima o rallentare senza neppure essere un interno di ruolo. Deve migliorare in zona gol, ma il tempo non manca 

3. Duvan Zapata (Atalanta)

Il duello con il cugino Cristian ha un vincitore schiacciante, confermando l’inizio di stagione sull’altalena dell’ex milanista, disastroso al debutto a Roma e convincente gol a parte contro la Fiorentina. 


Ma Duvan quando è in giornata è inarrestabile sul piano atletico. Il super gol contro il Torino era stato inutile, la rete da urlo che decide la gara di Marassi è invece fondamentale, come il rigore procurato e come le tante progressioni che ne arricchiscono la prestazione.  

4. Rodrigo Palacio (Bologna)

Il cuore del super Bologna che gioca per Sinisa. Ma anche la mente e il braccio. A 37 anni corre e lotta come un ragazzino, senza aver perso l’istinto del gol e la capacità di giocare per la squadra. 


Tra assist, gol o “semplice” partecipazione entra in tre delle quattro realizzazioni rossoblù a Brescia.  

5. Dries Mertens (Napoli)

Non fa miracoli, magari l’unico sarebbe ritornare a un look più… consono. Ma, scherzi a parte, la doppietta che stende la Samp è un elogio alla normalità. 


In attesa di Milik e di Llorente Ancelotti ha trovato un fior di centravanti, che sa segnare e già fare numeri con Lozano, spalla ideale. I grattacapi adesso sono di Insigne… 

6. Allenatore: Vincenzo Montella (Fiorentina)

C’è modo e modo di fare risultato contro la Juventus. Chiudersi a riccio e sperare, oppure imporre il proprio gioco e ritmi alti e recriminare parecchio a fine partita. 


L’ex Aeroplanino sceglie il modo migliore, dando forse pure qualche insegnamento a chi vuole sfidare la Vecchia Signora. 


Partita perfetta cui è mancato solo il gol: primo tempo di gran pressione, secondo saggiamente più prudente, ma l’entusiasmo e la miglior condizione dei suoi hanno permesso alla Viola di dominare pure la ripresa.