"Sensi è un talento eccezionale, non mi sorprende affatto la sua esplosione ad altissimi livelli. Ha una personalità e una velocità di pensiero fuori dal comune che lo rendono uno dei centrocampisti più forti in circolazione”. L'ha detto Rino Foschi, scopritore del gioiello del centrocampo dell'​Inter ai tempi del Cesena, nell'intervista concessa a FcInterNews.it. 



Direttore, ci racconta il suo primo impatto con Sensi?
​“Ero appena tornato a Cesena da direttore e in Primavera vidi questo centrocampista piccolino che con il pallone incantava. Lo mandai a fare esperienza in prestito al San Marino e l’anno dopo decisi di affidare a Stefano le chiavi del centrocampo della squadra. In tanti erano scettici per il fisico e l’altezza, non io. Anche perché il talento non si misura dai centimetri. Le dico di più...”.


Prego.
​“A chi sollevava dubbi sulla statura rispondevo sempre che Sensi era alto due centimetri in più di Verratti che giocava titolare nel Psg”.


A lei si deve anche l’etichetta di Sensi quale Iniesta italiano. Come nacque quel paragone?
​“Durante il mercato invernale c’erano un po’ di richieste e in tanti mi chiedevano a chi assomigliasse e lo accostai allo spagnolo. Per caratteristiche e struttura c’erano diverse somiglianze e la carriera che Stefano sta facendo sta dimostrando come il parallelo non fosse poi così azzardato...”.


Il punto di forza di Sensi?

“Ha una velocità di lettura dell’azione e della giocata pazzesca. Come mezzala non si risparmiava neanche ai tempi del San Marino, quando lottava e picchiava come un mediano per evitare di retrocedere in D. Inoltre voglio spendere due parole anche a livello umano: Stefano è un ragazzo perbene, forse troppo per il momento del calcio. Sono davvero affezionato a lui e posso sembrare di parte, ma credetemi”.

Stefano Sensi


È vero che lo caldeggiò a Roberto Mancini?

“Una domenica la Serie A non giocava per le nazionali e invitai Roberto (all’epoca allenatore dell’Inter, ndr) al Manuzzi per seguire dal vivo Sensi”.


Nel 2016 piaceva a tutte le big, ma la spuntò la coppia Carnevali-Marotta...

“Tutto vero. Venne il Napoli a vederlo e ne parlai direttamente con Galliani, ma Carnevali con l’aiuto di Marotta anticipò tutti. Vendemmo Sensi a gennaio per 5 milioni più bonus al Sassuolo che lo acquistò in sinergia con la Juventus. Al timone della dirigenza bianconera c’era Marotta: evidemente a Beppe piaceva già all’epoca e questa estate è stato bravo a portarlo a Milano. Con Sensi l’Inter ha fatto davvero un grande colpo”.


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