Dopo il gol al Lecce, il primo con la maglia dell'Inter, Romelu Lukaku ha esultato con l'inchino di fronte ai tifosi. Interrogato - nella lunga intervista rilasciata a Rolling Stones - su quanti altri potrebbe prometterne ai fan, il belga risposto: "Non lo so. La prossima volta cercherò di fare un'esultanza che la gente possa riconoscere come la mia esultanza. Ma di certo l'inchino ritornerà".


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"Sin da quando ho firmato per l’Inter - ha poi continuato -, c’era davvero tanta gente eccitata dall’idea del mio arrivo. Mi contattavano, mi mandavano messaggi diretti su Instagram, quando sono arrivato a Milano per la prima volta da Bruxelles c’era un sacco di gente che era lì per me. Da subito mi hanno incoraggiato, hanno gridato il mio nome. Con quel gesto volevo semplicemente ringraziarli per il supporto che mi hanno dato da quando sono qua".


L’Inter e Milano sono solo una scelta di sport, oppure una scelta di vita?

"Prima di tutto la mia è una decisione che riguarda lo sport. L’Inter era il club per cui volevo giocare in Italia e il coach è stato un elemento importante nella mia scelta, oltre al fatto che sapevo che la squadra aveva degli ottimi giocatori. Ma anche da un punto di vista familiare è stata una buona scelta, perché mio fratello è già qui. Penso che l’Italia sia un bel posto in cui vivere, sono una persona a cui piace scoprire diverse culture: non solo giocare in differenti campionati di calcio, ma apprendere culture differenti. Per questo sono molto felice di essere qua".


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