Neymar era arrivato al Paris Saint-Germain ​in pompa magna, ma soprattutto per una montagna di soldi. Ma la scorsa stagione del brasiliano, quella post Barcellona, è stata assolutamente da dimenticare. I guai di Neymar cominciano a giugno con l'infortunio alla caviglia che gli farà saltare la Copa America, proseguendo poi con le accuse di stupro da parte di una modella brasiliana, accuse che cadranno nel vuoto dopo la sua innocenza.


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Da dimenticare anche i 3 turni di squalifica comminati a Neymar dall'Uefa dopo il post polemico sull'arbitraggio di Skomina in Champions League. Questa serie di disavventure ha scatenato il mal di pancia del brasiliano dopo due anni a Parigi.


Neymar, nonostante tutto, viene atteso a braccia aperte in Catalogna, per un clamoroso ritorno al Barcellona. Al Khelaifi spese 222 milioni di euro per la sua clausola rescissoria, e per cederlo non fa sconti. I blaugrana hanno offerto 130 milioni più i cartellini di Rakitic, Todibò e Dembelè: ma i dubbi del difensore e il rifiuto dell'attaccante hanno fatto saltare l'affare.


Proprio quando sembrava finita, ecco la strategia dei legali del brasiliano: secondo Mundo Deportivo c'è l'idea di appellarsi all'articolo 17 dello statuto FIFA, che sancisce la possibilità per un calciatore di rescindere unilateralmente il proprio contratto dopo tre anni. 


Neymar rientrerebbe in questa ipotesi, vista la sua firma coi parigini nel 2017. Così, nel 2020, potrà appellarsi all'articolo 17, con la Fifa che sarebbe chiamata a fissare il prezzo per il cartellino del brasiliano: circa 170 milioni di euro, ipotizza il quotidiano spagnolo.


Lionel Messi,Neymar


Il club francese, però, potrebbe fare ricorso al TAS per correggere la valutazione del prezzo. Ecco perché la telenovela Neymar non sembra finirà così presto.


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