Vitor Pereira è il primo allenatore ad aver avuto Danilo​Alex Sandro in squadra. L'ex allenatore del Porto tra il 2011 e il 2013 ha parlato a La Gazzetta dello Sport raccontando i segreti del nuovo terzino destro della Juventus e non solo. Il tecnico ha parlato anche dell'accoppiata con Alex Sandro e dell'impatto che può avere sul mondo Juventus. 

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Danilo?


"Forza fisica, velocità e grande tecnica: avete negli occhi il gol contro il Napoli, ma gliene ho visti fare tanti con una giocata su cui lavorava spesso. Da destra ama accentrarsi e poi calcia con il sinistro: è quella la sua specialità".


L'impatto?


"Quando arrivi in un club nuovo, con troppe aspettative, rischi di sbagliare. Lui ha molta fiducia in se stesso, ha una forte personalità, ma a volte l’intorno ti penalizza: perdi regolarità e finisci un po’ ai margini. Ma non ho mai dubitato di lui: lo conosco...".


Sarri?


"Danilo è perfetto per questo grande allenatore. Offensivo, ma bravo a tenere la linea. Prima del Porto in Brasile faceva anche il centrocampista e può giocare anche “dentro” il campo: è bravissimo nel muovere la palla a due tocchi, come piace a Sarri. Sarà importante per il suo gioco".


​CR7?


"Al Porto faceva grandi cross per gli attaccanti, amava proprio l’ultimo passaggio: in una organizzazione offensiva dà molte opzioni. Adesso ha davanti un centravanti del livello di Cristiano e sappiamo tutti che, se Danilo metterà la palla giusta, sarà gol. Non so se nel modo di giocare ricordi Cafu, il suo idolo, ma di certo è tra i migliori nel ruolo".


Alex Sandro?


"Ricordo benissimo il loro arrivo: Danilo iniziò a giocare subito, Alex attese un po’ di più. Erano sempre insieme, inseparabili: dopo sei mesi entrambi titolari e decisivi per il titolo. Partivano terzini, ma nei fatti erano delle ali".


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