Giorgio Chiellini,Kalidou Koulibaly

La flop 5 dei calciatori della 2ª giornata di Serie A

Se secondo molti il mercato aperto fino al 2 settembre è un insulto proferito “da chi al calcio non ha mai giocato”, come da sfogo del ds della Roma Gianluca Petrachi, tra le anomalie del calcio moderno c’è anche quella della prima sosta dei campionati dopo poche giornate disputate. 


Quattro in Premier, appena due in Italia, il torneo che è partito più tardi tra quelli top in Europa. Chissà se tra chi impreca contro i turni agostani c’è pure Kalidou Koulibaly, parso irriconoscibile nei primi 180 minuti della stagione. Vero che gli avversari erano Chiesa e Higuain, ma certi errori di concetto fanno pensare. KK rinviato a settembre con curiosità  

1. Kalidou Koulibaly (Napoli)

Saranno le scorie della Coppa d’Africa, ma peggior inizio di stagione non poteva esserci per il gigante senegalese. 


L’autogol è solo la più lieve tra le macchie, pur essendo l’intervento scoordinato ed improvvido in quel momento della partita, segnale chiaro di una condizione fisica e mentale che latita. 


A Firenze aveva già dato segnali negativi facendosi saltare troppo facilmente da Chiesa, contro la Juve affonda: inguardabile la marcatura sul gol di Higuain, fuori posizione sul centro di Ronaldo.  

2. Lorenzo Insigne (Napoli)

Ed ecco un’altra partita importante che lo ha visto steccare. Neppure la fascia da capitano gli permette di essere finalmente decisivo contro la Juventus. Non parte male, ma è un fuoco di paglia e non riesce mai a trascinare la squadra, né sullo 0-0 né dopo l’uno-due bianconero. 


Durante l’intervallo si arrende ad un infortunio, ma gli exploit di Lozano certo non lo rendono tranquillo…  

3. Luca Ranieri (Fiorentina)

Montella continua a puntare sui giovani, anche per volontà della società, ma la sensazione è che il giusto mix sia ancora lontano e che così si rischi tanto di bruciare i ragazzi che di demotivare le chiocce che dovrebbero svezzarli. 


L’ex Foggia è confermato titolare in attesa di Dalbert, ma sbaglia quasi tutto, a partire dalla marcatura su Kouamé nell’azione del gol decisivo.  

4. Bartosz Bereszynski (Sampdoria)

Il simbolo di una squadra che fa terribilmente acqua in difesa, dopo essere stata nelle ultime stagioni una delle retroguardie più affidabili. 


L’idea di restare corti c’è sempre, ma più di un meccanismo va oliato e comunque il polacco pare fuori condizione: due gol vengono dalla sua parte, non riesce a contrastare e neppure a spingere.  

5. Rodrigo Becao (Udinese)

Una settimana dopo gli altari per l’esordio in A con gol decisivo contro il Milan, ecco le polveri per la prova più che balbettante al cospetto della freccia Gervinho


Il brasiliano ha fisicità e qualità in marcatura, ma è piuttosto evidente che in termini di velocità paga tanto, sia nel primo scatto che nella progressione. 


L’ivoriano del Parma lo umili in occasione del gol, ma non solo. Ritorno sulla terra.  

6. Allenatore: Leonardo Semplici (Spal)

Lo scorso anno l’avvio sprint con sei punti in due partite, la prima delle quali proprio a Bologna. Adesso la squadra è ferma al palo, ma più che la classifica preoccupa l’atteggiamento. 


Al “Dall’Ara” si è vista per larghi tratti una Spal dominata dagli avversari e salvata dalle parate di Berisha. Il gol subito all’ultimo respiro non deve allora sembrare una beffa, bensì un monito per recuperare quella voglia di lottare e quegli stimoli alla base delle due salvezze precedenti.