È arrivato a Torino all'interno dell'operazione che ha portato Joao Cancelo al Manchester City e ora ​Danilo si presenta alla stampa locale e ai tifosi della Juventus. Tanti i temi trattati nella conferenza stampa dell'Allianz Stadium. Ecco le parole del terzino brasiliano ex Porto, Real Madrid e Citizens.


Il primo impatto e i contatti con Alex Sandro.

"Le prime impressioni sono ottime. Sono rimasto colpito da tutti quelli che ho incontrato. Mi sono sentito bene fin dai primi giorni. Con queste sensazioni darò il meglio in campo. Alex Sandro? Con lui ho parlato molte volte durante la trattativa: mi ha parlato del club e di cosa potevo aspettarmi. Sono molto contento che sia qui, siamo amici da tanto tempo ed è stato molto importante nel processo che mi ha portato alla Juventus"


Le sensazioni su Sarri.

"Sarri ha uno stile particolare. Gli piace comandare il gioco come abbiamo già visto con il suo Chelsea. Erano squadre difficili da affrontare, sono abituato ad un tipo di gioco del genere e quindi non farò troppa fatica ad abituarmi. Sono pronto ad apprendere tutto quello che imparerò in allenamento riguardo la difesa, di cui in Italia sono maestri. Nonostante l'età sono pronto a imparare. Il tecnico trasmette cose nuove. Non mi ha chiesto niente di speciale, quello che chiede a tutti: attenzione in fase difensiva, lasciare pochi spazi e esprimere al massimo il mio potenziale".


La chiacchierata con CR7 e i retroscena sulla Juve.

"Ho parlato e scherzato anche con Ronaldo. Gli ho detto che volevo la 7 e che mi avevano che era occupata. Anche lui è stato molto importante per la scelta di venire qui, mi ha detto di essere in un grande club con una grande famiglia. Sapere di giocare con uno come lui mi dà motivazioni in più per fare bene. CR7 è motivato ed entusiasta della Juventus. Già in passato avevo parlato con la ​Juventus ma credo che le cose succedano nel momento giusto. In passato era andata male ora però sono sicuro di essere nel posto giusto. Farò di tutto per adattarmi".

Sui compagni brasiliani.

"Cambieremo la tradizione del club, che non ha avuto molti brasiliani. Credo noi potremo essere importanti per la squadra. Spero di rendere la squadra un po' più brasiliana insieme a Alex Sandro e Douglas Costa. Erede di Dani Alves? Tutti i terzini devono ispirarsi a lui per quello che ha vinto e per quello che ha fatto. L'ho affrontato in finale di Champions quando giocava qui alla Juventus e aveva una grande influenza sulla squadra".


La scelta del numero.

"Ho scelto il numero 13. Non c'era molta scelta. La carta 13 parla della morte ma rappresenta il contrario: il significato è il rinnovamento, portare nuove cose e aprirci verso quello che di nuovo ci presenta".

Sul Brasile.

"Nazionale Brasiliana? Sarà sempre un obiettivo. Sono stato fuori dalla Copa America perché avevo giocato poco. Ora mi allenerò al meglio per rientrare nel progetto e partecipare al Mondiale. Però ora penso al club, poi se arriverà la chiamata del commissario tecnico sarò molto felice"


Obiettivo Champions e adattamento a Torino.

"Non ho ancora parlato con i miei compagni sull'obiettivo Champions League. È una competizione che ti dà un brivido particolare. Dobbiamo essere concentrati e solo così possiamo arrivare lontano, anche in Champions. Torino? Ho fatto solo una passeggiata. Ho sentito molto caldo, per un brasiliano è importante. Credo sia una bella città, dove ci sono persone semplici. Si adatta al mio stile di vita".

Confronto tra Guardiola e Sarri.

"Non faccio confronti, ogni tecnico ha le sue particolarità e specialità. Credo che Sarri e Guardiola seguano la stessa linea. Credo che per essere un grande allenatore non è solo importante il lavoro in campo ma anche come si gestiscono i giocatori e il gruppo. In questi giorni ho visto che Sarri ha un bel modo di passare le sue idee, coinvolge i giocatori e li fa sentire bene".


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