Una carriera di allenatore lunga quasi 40 anni, ma idee tattiche sempre innovative, moderne e soprattutto al passo con i tempi. Questo è stato il percorso in panchina di Sir Bobby Robson, forse il miglior tecnico che l'Inghilterra abbia mai espresso, più a livello di capacità di adattamento che di titoli vinti. Ecco una carrellata dei migliori giocatori allenati dal manager di Sacriston, che ha avuto la fortuna di svezzare alcuni dei futuri campioni più forti degli anni 2000, oltre che un allenatore che sarebbe poi andato per la maggiore come José Mourinho.


Portiere e difensori

Peter Shilton – Recordman di presenze con l’Inghilterra, ha legato a doppio filo la propria carriera in Nazionale alla gestione Robson, disputando l’ultima delle sue 125 partite proprio in occasione dell’addio del ct alla Nazionale, la finale per il terzo posto di Italia ’90. Suo malgrado è nella storia anche per aver subito il gol di mano di Maradona nei quarti di finale di Messico ’86, ma la storia lo consacra come uno dei portieri più forti di sempre.


Eric Gerets – Ottima carriera da giocatore e ottima da tecnico per il difensore belga con un breve passaggio nel Milan. Con Robson in panchina ha vinto due titoli nazionali con il Psv, dopo essere stato il capitano della squadra che vinse la Coppa Campioni nel 1988. Ed evidentemente deve aver appreso bene l’arte dal maestro essendo uno dei sei allenatori della storia capace di vincere titoli nazionali in quattro paesi differenti.


Laurent Blanc – Prima di diventare un mito in Francia vincendo il Mondiale ’98, l’elegante difensore che ha giocato anche con Napoli e Inter è stato un tassello fondamentale del Barça di Bobby Robson, eletta squadra dell’anno nel 1997 dopo aver vinto Coppa di Spagna, Supercoppa spagnola e Coppa delle Coppe.


Fernando Couto – Il futuro difensore di Parma e Lazio deve gran parte della sua carriera al coraggio di Robson, che lo lanciò giovanissimo al Porto per poi ritrovarlo al Barcellona e farne un pilastro della difesa in coppia con Blanc. Da qui prese il via la carriera internazionale del centrale portoghese, anche a livello di Nazionale e proprio con Robson Couto migliorò anche il proprio stile difensivo, negli anticipi e in marcatura.


Stuart Pearce – Nella storia del calcio inglese è rimasto il suo sguardo spiritato dopo il rigore sbagliato nella semifinale di Italia ’90 contro la Germania Ovest. Da quel giorno Pearce è per tutti “Psycho”, nomignolo ironico divenuto poi anche il titolo di un’autobiografia di successo, che però sottovaluta il dramma personale vissuto dal giocatore il cui errore costò ai Tre Leoni lo storico ingresso in finale. Ciò però non toglie nulla alla carriera internazionale di un terzino sinistro dotato di velocità e spinta che in 7 anni totalizzò ben 87 presenze con l’Inghilterra.

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Centrocampisti

Pep Guardiola – C’è sicuramente tanto degli insegnamenti di Robson nella fulgente carriera di allenatore dell’attuale manager del Manchester City. Guardiola fu il fulcro del gioco e dello spogliatoio del Barcellona stellare che nel 1997 fece il tris di Coppe offrendo un calcio offensivo e spettacolare, lo stesso che Robson avrebbe proposto al Newcastle, al punto da spingere Guardiola a offrirsi per trasferirsi al St. James’s Park…


Bryan Robson – Bandiera del Manchester United, con cui visse da protagonista la prima parte dell’era di trionfi sotto la guida di Sir Alex Ferguson, prima di iniziare una carriera di allenatore non esaltante Robson è stato simbolo e capitano della Nazionale inglese, con cui ha giocato tra il 1980 e il 1991. Sfortuna volle però che il tecnico omonimo non sarebbe mai riuscito a godere appieno dell’apporto tecnico e di personalità del leader del proprio centrocampo, costretto da due gravi infortuni a saltare le partite decisive del Mondiale 1986 e 1990.

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Trequartisti

Luis Figo – Dopo aver messo in evidenza le proprie qualità allo Sporting Lisbona e nella prima stagione al Barcellona, il Pallone d’Oro 2000 esplose in tutto e per tutto a 24 anni, nel 1996, vincendo sotto la guida di Sir Robson, che lo aveva lanciato proprio in Portogallo, il trio di Coppe nella magica stagione che proiettò i catalani come miglior squadra d’Europa in quella annata. Il calcio offensivo del manager inglese esaltò tecnica e velocità del futuro interista.


Romario – Quella tra il fuoriclasse brasiliano e Robson è stata la classica storia del giocatore di talento che si scontra con il manager severo e ligio ai comportamenti. Durante il biennio al Psv Eindhoven i due hanno passato anche momenti molto difficili nei rapporti, ma alla fine tutto si è appianato anche grazie al doppio titolo nazionale vinto. E c’è stato molto degli insegnamenti di Robson anche in quel magico 1994 in cui Romario vinse da protagonista il Mondiale con il Brasile.


Ronaldo – Per stessa ammissione di Robson il Fenomeno è stato il giocatore più forte mai allenato dal manager inglese. Veloce, tecnico, dribblomane e letale sottoporta, fu protagonista assoluto del Barcellona edizione 1997 che vinse tre titoli, fu quello il miglior Ronaldo di sempre insieme a quello del primo anno all’Inter, prima che problemi e infortuni assortiti, dalla finale di Francia ’98 in poi, gli rovinassero la carriera.

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Attaccante

Alan Shearer – Il top scorer della storia della Premier League è nella leggenda per il titolo vinto con il Blackburn nel 1993, oltre che per la valanga di reti segnate con la Nazionale, con cui non ha però avuto la fortuna di vincere nulla, e con le altre squadre di club. Tra queste il Newcastle, dove per cinque stagioni è stato allenato da Sir Robson trascinando i Magpies stabilmente nei quartieri alti con due qualificazioni alla fase finale della Champions League.

Alan Shearer of Newcastle and Gareth Southgate of Middlesbrough