Sir Alf Ramsey è il numero 45 nella lista dei 50 più grandi allenatori di tutti i tempi stilata da 90min. Segui il resto della serie nel corso delle prossime 10 settimane.

​Qui puoi trovare il racconto di Davide Martini sulla carriere del tecnico britannico.


Quando hai la fortuna di vincere un Mondiale da commissario tecnico è inevitabile instaurare con tutti i ragazzi che hanno fatto parte della spedizione un rapporto unico, quasi paterno, molto diverso da quello che si crea nelle dinamiche di un club. 


Detto questo, stilare la formazione ideale della carriera di Ramsey non è certo stato facile se è vero che qualche esclusione eccellente tra gli inglesi campioni del mondo in casa nel 1966 è stata inevitabile. In qualche caso anche seguendo le scelte, spesso impopolari, ma poi azzeccate, di Sir Alf…


Portieri e difensori

WORLD CUP-1966-ENGLAND-MOORE-CUP


Gordon Banks – Qui non ci sono discussioni, impossibile non citare il portierone della Nazionale inglese campione del mondo, tra i più forti estremi difensori della storia del calcio e non solo per essersi reso autore della parata del secolo contro Pelè proprio al Mondiale. Da giocatore, Banks ha militato per cinque stagioni nello Stoke City vincendo


George Cohen – Non certo il più forte sul piano tecnico tra i giocatori inglesi campioni del mondo, la bandiera del Fulham ha trovato spazio nella formazione titolare di Ramsey solo dopo l’infortunio di Jimmy Armfield, diventando un punto fermo insostituibile sulla fascia destra.


Jack Charlton – Il fratello meno famoso e meno dotato tecnicamente rispetto al mitico Bobby, il suo contributo come equilibratore della difesa è stato fondamentale durante il vittorioso percorso al Mondiale. Avrebbe poi avuto successo anche come ct guidando l’Irlanda alla qualificazione all’Europeo 1988 e al Mondiale ’90.


Bobby Moore – Per qualcuno è stato il miglior difensore della storia del calcio del XX secolo, per altri uno dei primi cinque, per altri uno dei più sottovalutati. Non ha avuto la potenza di Beckenbauer e la classe di Scirea, ma leadership e personalità non gli hanno mai fatto difetto anche per gestire la pressione di un Mondiale da giocare, e vincere, in casa.


Ray Wilson – Nel giro della Nazionale per otto anni, sulla fascia sinistra è stato un punto di forza insostituibile in due edizioni dei Mondiali e nell’Europeo ’68 giocato in Italia e chiuso dai Tre Leoni al terzo posto. È stato bandiera dell’Huddersfield.


Centrocampisti

George Cohen,Martin Peters


Nobby Stiles – Il Rino Gattuso dell’Inghilterra iridata. Mediano tascabile, ma inesauribile e indispensabile nel recupero dei palloni, la bandiera del Manchester United, e poi allenatore delle giovanili dei Red Devils e scopritore tra gli altri di Beckham, Giggs e dei fratelli Neville, ha giocato tutte le partite del Mondiale 1966, sfoggiando una prestazione maiuscola in semifinale contro il Portogallo di Eusebio.


Alan Ball – Ruolo atipico quello del regista dell’Inghilterra campione del mondo. Statura media, stazza non da play, ma quantità di palloni toccati mostruosa, comunque non di molto superiore a quella dei palloni recuperati. Un giocatore versatile, quindi, dotato anche di un buon senso del gol. Da giocatore di club ha cambiato tante squadre, tra cui Everton e Arsenal, vincendo però ben poco


Martin Peters – Pur non essendo un attaccante, bensì un centrocampista d’ordine, qualità e inserimenti, ha segnato oltre 180 gol in carriera. Il più importante, seppur non decisivo, fu l’ultimo del Mondiale ’66, quello del definitivo 4-2 nella finale contro la Germania Ovest. Una rete preziosa che consentì a giocatori e tifosi di regalarsi una dozzina di minuti di tranquillità pregustando il trionfo. E pensare che era il secondo giocatore più giovane in campo dopo Ball.


Attaccanti

Bobby Moore,Elizabeth II of England,Elizabeth II d'Angleterre,Geoff Hurst

Ray Crawford – Cosa possa c’entrare un giocatore che ha disputato appena due partite in Nazionale in mezzo al gruppo di dieci eroi campioni del Mondo è presto spiegato. Questa non è la Top 11 del Mondiale ’66, bensì quella della carriera di Ramsey da allenatore. E allora come dimenticare la parentesi vincente del Sir sulla panchina dell’Ipswich, prima di diventare ct? Crawford è stato bomber implacabile dei Tractor Boys tra il 1958 ed il ’63, con oltre 250 reti segnate e in bacheca lo storico titolo nazionale del 1962, l’unico al momento nella storia del club.


Geoff Hurst – Attaccante di razza, di quelli implacabili davanti al portiere avversario, la sua fama è legata soprattutto alla finale ’66 contro la Germania Ovest. Tre reti, due dei quali nei tempi supplementari, anzi una più il famoso gol (poco) fantasma, e un assist per il gol di Peters, quello del 2-1 nei tempi regolamentari. Una vera e propria favola se è vero che la bandiera del West Ham era partito come riserva di Hunt e di Jimmy Greaves. Divenne titolare quando quest’ultimo si infortunò, poi Ramsey ebbe la felice intuizione di non toglierlo più di squadra.


Bobby Charlton – La fascia da capitano in quella spedizione era sul braccio di Moore, ma è indubbio che il carisma del più forte calciatore inglese di tutti i tempi abbia inciso e non poco nel percorso trionfale. Attaccante dotato di un raro mix di potenza, tecnica, senso del gol e visione di gioco, Charlton è stato il prolungamento in campo di Ramsey, con il quale era riuscito a sviluppare un rapporto sincero, amicale e quasi simbiotico. Se Hurst fu il mattatore della finale con la tripletta, Bobby stese nientemeno che il Portogallo di Eusebio in semifinale con una doppietta.