Bill Nicholson è il numero 47 nella lista dei 50 più grandi allenatori di tutti i tempi stilata da 90min. Segui il resto della serie nel corso delle prossime 10 settimane.

​Qui puoi trovare la il racconto di Davide Martini sulla carriera del tecnico inglese.


Vincere otto trofei in diciassette anni sulla panchina di una stessa squadra significa assicurare una media di due titoli a stagione. Non male in assoluto, ancora di più se si parla del Tottenham, non esattamente la squadra più vincente del pianeta.


Per compiere le sue imprese Bill Nicholson, l’allenatore più amato e vincente nella storia degli Spurs, si “avvalse” anche di veri e propri campioni.


Ecco la formazione ideale del lungo percorso in panchina del manager di Scarborough, schierata con un aggressivo 3-3-4.


Portieri e difensori

Pat Jennings

Pat Jennings – Leggenda del calcio nordirlandese, in campo fino a 40 anni ed oltre, è tra i pochi giocatori ad aver disputato oltre 1000 partite in carriera. Si è diviso tra le rivali Tottenham ed Arsenal, vincendo però di più con gli Spurs di Nicholson: una FA Cup, due Coppe di Lega, una Coppa Uefa e un Charity Shield in 14 anni.


Peter Baker – Non il difensore più tecnico nella storia del calcio inglese, ma di sicuro uno dei più affidabili, nonché una bandiera e un punto fisso nell’anno della storica doppietta FA Cup-campionato, anno di grazia 1961


Phil Beal – Stopper vecchia maniera, sul suo fisicaccio sono sbattuti decine di attaccanti, ma aveva anche piedi abbastanza educati per far ripartire l’azione.


Cyril Knowles – Cyril lo stakanovista è stato una bandiera, ma soprattutto un sempre presente tra il 1965 e il ’69. Cinque stagioni con oltre 400 partite disputate e una sola saltata, in campionato. Il tutto garantendo solidità e presenza fisica alla difesa.


Centrocampisti

Danny Blanchflower

Danny Blanchflower – Terzino con licenza di spingere e impostare grazie a qualità tecniche e visione di gioco non comuni per il ruolo e l’epoca, una rarità per l’epoca, Danny fu di fatto il prolungamento in campo di Nicholson, non solo perché indossato la fascia da capitano. Personalità e sagacia tattica ne hanno fatto un insostituibile per tantissime stagioni.


Dave Mackay – Altra bandiera del club, prima di diventare allenatore di successo in particolare nel Derby County ereditò la fascia da capitano del Tottenham dopo il ritiro di Blanchflower


Alan Mullery – Il classico centrocampista difensivo indispensabile per ogni squadrone che vuole conquistare titoli. Il Furino della Juventus di Trapattoni, o il Colombo o il Gattuso di due Milan di ere diverse. Il suo senso della posizione in anni in cui la tattica non era ancora predominante è stato fondamentale per la serie di successi del Tottenham nell’era Nicholson.


Attaccanti

Jimmy Greaves

Cliff Jones – Antesignano di Bale, prima dell’esterno poi approdato a peso d’oro al Real Madrid Jones è stato il gallese più famoso nella storia del Tottenham. Simile il ruolo, simile anche la capacità di andare a rete come un attaccante: 159 gol in 378 partite con gli Spurs.


Bobby Smith – Prima che arrivasse Greaves, il compito di scaraventare nelle reti avversarie decine di palloni per assommare titoli fu di questo centravanti protagonista indiscusso nell’anno del Double Without Smith, chiuso con lo score di 33 gol in 43 presenze, compresa la doppietta nella finale di FA Cup contro


Jimmy Greaves – Uno dei più forti giocatori della storia del calcio inglese, nonché il miglior realizzatore nella storia della First Division, l’”antenata” della Premier League, Greaves approdò al Tottenham nel 1963 dopo la deludente esperienza al Milan. Double addio, quindi, ma in dieci stagioni Greaves, acquistato per la cifra record di 99.000 sterline, diventò il miglior marcatore della storia del club con 266 gol in 379 partite, grazie a un fiuto del gol rarissimo che gli garantì grandi fortune anche nella Nazionale inglese, di cui è il quarto miglior marcatore di sempre.


Terry Dyson – La doppietta nella finale di Coppa delle Coppe 1963 nel 5-1 contro l’Atletico Madrid rappresenta il punto più alto della carriera di questo onesto esterno d’attacco, nel cui gioco era prioritario l’ordine tattico pensando che dall’altra parte premeva Jones.