​L'addio imminente di Daniele De Rossi alla Roma fa discutere e sembra destinato a farlo ancora a lungo, considerando la reazione della piazza giallorossa e di tanti addetti ai lavori contrariati per le modalità dell'addio. 

AS Roma's French Olivier Dacourt (L) cha


Tra questi spicca Olivier Dacourt, ex centrocampista della Roma che ha visto De Rossi muovere i primi passi ed esplodere gradualmente in giallorosso. Dacourt ha parlato al Corriere dello Sport e lo ha fatto in toni critici rispetto alla dirigenza giallorossa.


Pallotta deve spiegare l'accaduto?

"Giusto, venga nella vostra redazione per spiegare i motivi dell’addio di Daniele. Lo deve a lui, alla tifoseria giallorossa e a tutti gli amanti del calcio".


Cos'è De Rossi per la Roma?

"Al di là della sua grande carriera è un uomo eccezionale. Ha provato a dedicare tutta la sua carriera alla Roma, ha ricevuto davvero tante offerte in questi anni, ma è sempre rimasto con la squadra che ama. Lui fa parte della Roma, proprio per questo non riesco a capire perché il club abbia preso questa decisione".

Daniele De Rossi


Cosa può essere successo?

"Non so cosa si siano detti lui e la società, quello che so è che Daniele avrebbe giocato gratis per la Roma. De Rossi il prossimo anno sarebbe potuto essere meno importante in campo, ma sarebbe rimasto comunque fondamentale perché fa parte della storia del club. Daniele adesso si sente tradito. Poi bisogna parlare del modo in cui è stato annunciato il suo addio…ma la proprietà è americana, nel business non c’è sentimento".


Calcio senza sentimenti?

"No, purtroppo. O quantomeno dovrebbe essercene di più. Io non credo che Barzagli sia stato così importante alla Juventus quanto De Rossi alla Roma. Il difensore prima giocava al Palermo, non ha cominciato nella Primavera della Juve, però è ammirevole come è stato trattato dalla società".


Un addio annunciato tramite social?

"Sì, ed è stata una cosa orribile. Meglio dirsi le cose in faccia, meglio parlare direttamente piuttosto che mandare messaggini sui social su una questione così delicata. De Rossi è un calciatore, ma soprattutto è un sentimento. Il club avrebbe dovuto avere un minimo di rispetto per un uomo che ha dato tutto per la maglia e per la città".


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