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La flop 5 dei calciatori della 32ª giornata di Serie A

Due ex compagni di squadra, alle prese con un’annata da dimenticare, e un’eterna promessa sono le “stelle” della Flop 5 della 32a giornata, turno vissuto sulle tante occasioni sprecate. 


In primo luogo dalla Juventus , cui sarebbe bastato un punto per festeggiare l’ottavo scudetto consecutivo (ma meglio evitare distrazioni in vista dell’Ajax…), ma anche dai cugini del Torino, che con quattro punti invece che due nelle ultime due gare sarebbero stati in corsa per la Champions…  

1. Simone Zaza (Torino)

Forse la pietra tombale della sua esperienza in granata. Dalla grande occasione per l’assenza di Belotti all’espulsione il passo è breve. 


Il gol, giunto peraltro al primo pallone toccato dopo un avvio da incubo, allora non serve quasi a nulla, non solo perché Pavoletti risponde poco dopo, ma perché è annullato dalla folle espulsione rimediata per proteste. E quell’esultanza in stile Belotti è parsa polemica…  

2. Riza Durmisi (Lazio)

Si dice che entrare a gara in corsa sia un esercizio per pochi, perché serve il tempo per acclimatarsi al match ed essere subito decisivi. 


Di sicuro non si può soffrire di stanchezza e allora non è facile immaginare cosa sia passato per la testa dell’esterno danese appena cinque minuti dopo il proprio ingresso in campo a Milano: la spallata su Musacchio è inquietante, in particolare pochi secondi dopo un rigore concesso e poi revocato al Milan. Un attimo di follia che può costare la Champions.  

3. Patrik Schick (Roma)

Altra giornata da vorrei, ma non posso. L’impegno non manca, ma il livello delle prestazioni resta basso. 


Pure Ranieri sembra vittima dell’idea di Di Francesco di far giocare lo slovacco insieme a Dzeko, ma l’esperimento dura un tempo durante il quale l’ex Samp non tira mai in porta scemando anche a livello di combattività con il passare dei minuti.  

4. Davide Biraschi (Genoa)

La banda del buco che è stata nel derby la difesa rossoblù ha vari interpreti. Criscito non ne indovina una, ma l’ex Avellino fa anche peggio imbroccando la classica giornata sbagliata. 


Difficile collezionare tanti errori e così decisivi in neppure 90 minuti, visto che viene espulso prima della fine dopo aver spalancato a Defrel la via del gol del vantaggio in avvio e dopo aver procurato il rigore. 

5. Paulo Dybala (Juventus)

Un’altra prova scialba, del resto lo stesso Allegri ha ammesso che il giocatore sta attraversando un periodo e in generale una stagione molto particolare. 


Forse di involuzione, anche se non è facile far funzionare la testa quando si gioca una partita inutile o quasi con tanti ragazzi debuttanti come compagni. 


Fatto sta che la Joya s’impantana al "Mazza", mentre Kean viene risparmiato nel finale dopo aver fatto il proprio dovere. 


Parti invertite, ma con ogni probabilità contro l’Ajax staranno in panchina entrambi.  

6. Allenatore: Massimiliano Allegri (Juventus)

De Sciglio nei tre di difesa con Barzagli in mezzo, Cuadrado in campo dopo cinque mesi, e da interno, e un manipolo di ragazzi tra Primavera e Under 23, nelle retrovie del campionato di Serie C. Questa la Juventus scesa in campo a Ferrara e, inevitabilmente, battuta. 


Il turnover alla vigilia dell’Ajax era cosa logica, ma al netto degli infortuni questa volta il tecnico livornese ha calcato la mano, condizionando inevitabilmente la lotta salvezza, visto che la Spal è virtualmente al sicuro.