"Parliamo di un momento speciale per la città di Milano. Poter vantare un match così importante a livello mondiale, una gara che sarà trasmessa ovunque e che tutto il globo sta aspettando di vedere e che in più porta il significato del calcio italiano nel nostro pianeta, è una cosa molto bella. Prendere parte a questa gara nella mia epoca da atleta mi dava una forza terribile. Volevo sempre scendere in campo. Grazie a Dio molte volte ho potuto sorridere perché avevamo vinto, con la squadra che aveva giocato bene e segnato gol. Adesso e negli ultimi anni forse le due compagini meneghine non si trovano in una situazione di classifica delle migliori, ma possono migliorare. L’​Inter è casa mia, speriamo vinca. Me lo auguro davvero. Speriamo sia così per società, tifosi e per tutti quelli che hanno fatto parte del mondo nerazzurro". Intervistato da FcInterNews.it, Julio Ricardo Cruz si esprime così a poche ore dal Derby di Milano.



"Mi è capitato di segnare, sì - continua l'ex attaccante argentino -. Ma soprattutto ho fatto parte di tante vittorie quando ero all’Inter. Una che ricordo benissimo era propria quella con la rete da subentrante. Ero in panchina, perdevamo 1-0 dopo la segnatura di Ronaldo. La mia testa diceva che sarebbe stata una partita speciale. Entro in campo, corro dalla metà del terreno di gioco. Ibra salta Maldini. Faccio il movimento sul secondo palo. Mi butto dentro. Zlatan me la passa. È 1-1. Che gioia immensa! Avevo insaccato la porta avversario dopo pochissimi secondi dal mio ingresso. Successivamente fornisco allo svedese l’assist per il 2-1 finale. Ricordo l’immensa allegria del post partita, i festeggiamenti nello spogliatoio di tutti noi con il Presidente Massimo Moratti per un’emozione che rimane per la settimana. Quindi è chiaro che mi porto dentro ancora quel Derby. Ma la gioia maggiore l’ho provata segnando alla Juve su punizione quando vincemmo a Torino per 3-1. Per le circostanze e per quello che ci stavamo giocando".


Come finisce domenica?

"Speriamo vinca l’Inter. I giocatori sono preparati per questo tipo di partita. Non le do un risultato esatto ma mi piacerebbe che alla fine uscisse fuori un esito positivo per i nerazzurri. E penso sarà così".


Le piace Lautaro?

"È un grandissimo attaccante. Qui in Argentina ha già dimostrato grandi cose con il Racing. Poi io dico sempre che ci vuole un periodo di adattamento in Europa. E ancor di più nel calcio italiano. Penso che tra non molto vedremo un Martinez ancor più amato dai supporter nerazzurri e ammirato dagli intenditori italiani".


Cosa pensa di Icardi?

"Ho sempre sostenuto che sia un grande giocatore, mi spiace per tutto quello che sta succedendo. Nella vita di ogni calciatore devi prendere certe decisioni, e io credo che lui abbia fatto bene. E penso pure che presto le cose torneranno a posto"


Chi è stato il giocatore più forte con cui ha giocato?

"Ce ne sono tantissimi dal livello più che notevole. Sceglierne uno significherebbe quasi offendere gli altri. Però posso nominare Ibra. Per una questione di semplice statura. Sia io che lui siamo molto alti. È difficile trovare giocatori con tale struttura e farli coesistere. Ma noi eravamo compatibili. Giocavamo bene e i risultati lo dimostravano. Poi che tocco e che padronanza di palla aveva Zlatan… In ogni caso mi preme aggiungere di aver condiviso lo spogliatoio con compagni eccellenti. Nomi prestigiosi. E ottime persone fuori dal calcio".


Inter Milan's Ricardo Cruz (L) fights fo


Quando pensa che l’Inter potrà competere nuovamente per lo Scudetto?

"Credo che per poter ritrovare quella fiducia di poter vincere il campionato serva una base e si debbano fare le cose come serve. Quando da noi arrivò Mancini, insieme ad altre persone, si trovarono i giocatori giusti. E vennero ordinati alla perfezione. Credo che l’Inter dovrebbe essere molto più competitiva e non essere l’ombra delle altre squadre. Deve essere quello che tutti hanno sempre pensato: una grandissima società che continua a dimostrare al mondo di esserlo".


Quale è stata la gioia più grande provata all’Inter?

"La prima Coppa Italia. Il massimo. La società veniva criticata perché erano anni che non vinceva nulla. Vedere la gente esprimere la propria felicità e vivere un’emozione così forte in un San Siro completamente stracolmo è stato un di più. Poi ovviamente non dimentico anche i campionati e le altre coppe. Ma il primo trionfo resta quello che mi ha trasmesso maggiore gioia".