"In campo si azzera tutto. La maglia nerazzurra è un’armatura. In queste situazioni un gruppo con le palle fa quadrato. Se non sei allineato i milanisti ti vengono a mangiare". Questo il pensiero di Marco Materazzi, intervistato ai microfoni de La Gazzetta dello Sport a poche ore dal derby tra Milan e​ Inter.



Quanto conta questo derby?

"Arrivare terzi o quarti è uguale, ma arriviamoci, però. La Champions passa da qui, perché l’Inter deve affrontare big e trasferte difficili. Non ci si può permettere di non entrare in quella benedetta coppa".


È arrivato Marotta. Non ha storto il naso per l’arrivo di un ex-juventino...

"La sua storia parla chiaro. Ho provato a mettermi nei suoi panni al 94’ di Fiorentina-Inter e ho sorriso. Non penso che fosse abituato. Fa parte della storia dell’Inter: bisogna imparare a buttare giù".


Mauro Emanuel Icardi,Wanda Nara

Che idea si è fatto del caso Icardi?

"Non posso entrare nel merito perché non conosco le dinamiche. Sarei presuntuoso a dire la mia. Ma per il bene dell’Inter, per ciò che ha fatto Icardi per il club, al di là di tutto quello che c’è stato, dal libro in poi, mi piacerebbe che rientrasse, segnasse e portasse l’Inter dove merita. Poi a fine anno insieme o ognuno per la sua strada".


Non è tardi per i tifosi?

"Io penso che non sia mai tardi, quando uno si chiarisce. Non bisogna portare rancore né vivere nel passato".


Handanovic è un buon capitano?

"Parla poco, ma lo ascoltano. E la fascia è un pezzo di stoffa, quella vera te la dà lo spogliatoio se sei un leader. E ci devi nascere. Poi c’è Ranocchia: ci tiene, sa spendere parole per i compagni ed è sempre sul pezzo, anche se ha mangiato tanta m... Gli va dato merito, pur non essendo CR7".


Romagnoli o Skriniar?

"Il milanista è il più completo degli italiani, il mio preferito nel dopo-Barzagli. Skriniar, già un top, mi pare migliorato a livello tattico: frontalmente è un fenomeno e ti mangia, l’anno scorso a volte soffriva con l’uomo alle spalle. Ora meno, buon segno: ottimi maestri".


Se decide una chiamata Var?

"Se è giusta, non c’è problema. Se è come Firenze, no. Se ripenso alla faccia di Abisso... A volte si può chiedere scusa".


In estate servirà una nuova rifondazione?

"Il condottiero supremo, al di là del presidente, ora è Marotta. È normale che scelga i suoi uomini, la sua squadra".


È pronto a un ruolo più attivo?

"Il mio numero è sempre quello, il telefono sempre acceso. Ne parlerei tranquillamente".