Domenica sera ​Milan ed Inter daranno vita ad uno dei derby più sentiti ed importanti degli ultimi anni. ​Il giornalista di TVP Sport, Martin Wojtasik, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di MilanNews.it. Queste le sue parole:


Come giudica l'impatto di Piatek con la maglia del Milan?

"In redazione ho il compito di seguire Krzysz quotidianamente, l'effetto mediatico è spaventoso: gli ultimi mesi al Milan sono stati la notizia di apertura di ogni tg, anche non sportivo, praticamente in ogni edizione. Probabilmente il club è lontano dal suo massimo splendore, ma questo non intacca in Polonia la storia e l'incredibile tradizione dei rossoneri. Per noi polacchi, avere un connazionale titolare del Milan è sensazionale. Dal lato calcistico poi è un grandissimo attaccante ed un esempio perfetto per ogni bambino che gioca nelle nostre strade e campetti. Dal suo passaggio al Diavolo ha visto aumentare il livello di popolarità al pari di Robert Lewandowski".



Piatek è una stella del Milan, ma è partito dal Dzierżoniów, non proprio una squadra di primo livello

"Diciamo che tutto è più facile quando hai il padre calciatore e malato di calcio. Era un centrocampista dagli scarsi risultati, mentre Krzysz fin da bambino ha sempre raccolto ottimi successi in diversi sport. È stato il suo primo allenatore ed era incredibilmente esigente nei confronti del figlio, poneva standard altissimi e, ancora oggi, trova difetti nelle gare del Milan o quando sbaglia qualche gol o qualche movimento. È stato lui a trasmettere a Krzysztof l'etica del lavoro, l'importanza degli allenamenti e di non mollare mai, nemmeno per un secondo. Sono sicuro che avesse visto del talento fin dalla tenera età, ma che senza l'impegno quotidiano non sarebbe mai diventato nessuno. Generalmente parlando, il supporto delle famiglie in quelle zone della Polonia è cruciale perché non esistono campi di allenamenti, e a volte bisogna guidare per ore prima di trovare un centro sportivo. Piątek è stato fortunato perché, oltre al padre, ha avuto veri allenatore per tutta la carriera giovanile, non perditempo o cialtroni. Nelle categoria under del Lechia Dzierżoniów e da professionista nel Cracovia, è sempre stato accompagnato da Michał Probierz, uno dei migliori conoscitori di calcio della Polonia. Michał lo ha allenato e cresciuto per diventare una star del calcio mondiale, ne era talmente certo che nell'aprile 2018 fece una profezia pubblica: 'Se qualcuno non è pronto adesso a pagarlo tra i 3 e i 5 milioni, dovrà poi mangiarsi le mani perché Piątek entro un anno ne varrà almeno 30'. Tornando al punto iniziale, possiamo dire che non ci sarebbe stato nessuno Pistolero senza la visione e la spinta del padre, Władysław Piątek".


Vestire la maglia del Milan è stato un sogno diventato realtà?

"Krzysztof Piątek è molto felice al Milan e non potrebbe chiedere di meglio, ma in passato in diverse interviste aveva accennato al fascino che sentisse nei confronti dell'Arsenal. Nell'agosto 2017, in un'intervista alla club tv del Cracovia, indicò in Arsenal e Bayern le squadre in cui avrebbe voluto giocare in futuro. Non darei però alcun peso a queste cose, quanti giocatori professionisti giocano effettivamente nella loro squadre del cuore? Credo che il numero si avvicini allo zero... Krzysztof sta amando ogni secondo al Milan, sapeva sarebbe finito prima o poi in un top club, ora sta realizzando quale onore sia vestire il rossonero domenica dopo domenica".


Come affronterà questo primo derby di Milano? 

"Non credo che Piątek abbia paura dei difensori dell'Inter, li rispetta ma non li teme, è diverso. La domanda che farei io però è differente: come giocherà il Milan domenica e quanti rifornimenti darà a Krzysztof? Non dimentichiamo le difficoltà di TIM Cup contro la Lazio, match nel quale il Diavolo non ha mai pensato ad attaccare. Di derby in Polonia ne ha giocati, quindi l'esperienza nel bagaglio calcistico c'è, ma non credo abbia chissà quali ricordi felici. Da atleta del Cracovia, ha affrontato il Wisła tre volte facendo due gol, senza però mai vincere. Ora potrà gustarsi uno dei derby più famosi del mondo, in quella che, fino ad ora, sarà la partita più importante della sua carriera".


Avrebbe mai immaginato Krzysztof Piątek attaccante titolare del Milan in un derby?

"Nemmeno se lo avesse detto Nostradamus (ride, ndr). Ero certo volesse segnare, quella è la sua ossessione, ama i gol. Era a conoscenza delle sue qualità ed aveva ricevuto anche offerte per andare in Serie B dopo aver firmato col Genoa, ma non le ha mai considerate perché il Grifone doveva essere il suo trampolino per il grande calcio. Non ha nemmeno dovuto studiare il calcio italiano o impegnarsi troppo a capirlo, è diventato subito un asset fondamentale per i rossoblù".



Meglio il Milan in Champions o Piątek re dei bomber a fine stagione?

"Non credo nemmeno sia una questione da affrontare. La vittoria di squadra è ovviamente più importante della gloria di un singolo. È un cliché, me ne rendo conto, ma il calcio è uno sport collettivo. Anche se credo che le due cose andranno a braccetto, mi spiego meglio. Sono convinto che il Milan voglia andare in Champions con Krzysz capocannoniere. Tutta la squadra gioca per lui e i suoi gol sono, quasi sempre, decisivi, lo dicono i risultati e la classifica. Se sarà in grado di mantenere questa freddezza in zona gol, garantirà successi continui alla squadra".


A che punto è della sua crescita?

"Quando firmò col Genoa era sostanzialmente un signor nessuno. Nessuno ne conosceva il potenziale e quanto sarebbe potuto migliorare in termini di velocità e tecnica. Personalmente, credo possa sviluppare ulteriormente la sua lettura tattica della partita che non è paragonabile a Lewandowski e collezionare esperienza europea; la Champions League sarà un'ottima scuola in futuro".


Vedremo mai il Milan con Piątek e Cutrone insieme dal primo minuto?

"Ribalto la questione, Cutrone è pronto per giocare con Piątek? So che è il pupillo di Casa Milan ed è il ragazzo più amato da tutti i tifosi... ma in questo periodo non è né infortunato né fuori condizione, e non gioca comunque. Semplicemente non credo sia all'altezza di chi ha davanti nelle gerarchie. Poi sono d'accordo con Gennaro Gattuso, questo Milan ancora non è pronto in termini di qualità e di gioco per sostenere le due punte".