​La vittoria contro la Spal non deve passare inosservata. Dopo un primo tempo timido, l'​Inter di Luciano Spalletti è riuscita a portare a casa un risultato vitale per più motivi. 


In primis, per la classifica: dopo il successo del Milan contro il Chievo Verona, i nerazzurri erano obbligati a vincere per tenere il passo dei cugini, ora a una lunghezza di distanza e prossimi avversari nel derby di domenica sera. Con un terzo posto che potrebbe essere agganciato nuovamente. Vittoria utile anche per mettere pressione alla romane, che inseguono un posto in Champions e sono da tenere il più lontano possibile. 


Il secondo punto da evidenziare è il morale: i nerazzurri arrivavano dal discusso pareggio del Franchi, dalla sconfitta di Cagliari e dallo 0-0 di Francoforte. Dopo diverse trasferte consecutive, era importante riabbracciare positivamente San Siro (specie nella settimana dei 111 anni di storia del club), dove nelle prossime settimane Skriniar e compagni si giocheranno un'importante fetta di stagione. A partire dal ritorno con l'Eintracht, fino ad arrivare al derby e alla sfida con la Lazio, in programma dopo la sosta. 


Successo importante anche per la consapevolezza del gruppo: Spalletti, tra infortuni, squalifiche e casi interni, è in piena emergenza. Con la Spal sono arrivati i tre punti nonostante le assenze dei vari D'Ambrosio, Skriniar, Vecino, Keita, Perisic e Icardi, a cui si sono aggiunti anche gli infortuni in corsa di Brozovic e Miranda. Negli anni passati l'esito sarebbe stato diverso. In negativo.


Una prova di forza e di compattezza, utile per un periodo chiave che è appena cominciato.