Massimo Moratti, ex presidente dell​'Inter, ha lasciato una lunga intervista al Corriere della Sera dove ha raccontato alcuni aneddoti del passato, di quando era alla presidenza del club nerazzurri e di alcuni acquisti fatti o mancati.


Dal consiglio di un barista su Sneijder, al dualismo di Ibrahimovic e Cambiasso, fino ad arrivare al mancato trasferimento di Eric Cantona.

Ecco le sue parole:


SNEIJDER - ​"A Forte dei Marmi, mi fermò un barista: "Presidente, ci manca un unico giocatore. Quello che darà le accelerate decisive in mezzo al campo. Sneijder". Parlò con tale forza persuasiva che io, per non commettere errori, chiamai Branca chiedendogli di sentire Mourinho. Branca richiamò e disse che Mou aveva esclamato: "Magari". Partimmo con la trattativa, che si sbloccò anche perché al Real, Sneijder non trovava spazio. Quel barman non l’ho più rivisto. Lo volevo ringraziare... A pensarci bene... i bar...".

Andres Iniesta

INIESTA "Fu subito chiusura totale. Non da parte del giocatore, a lui nemmeno arrivammo. Incontrai i vertici del Barcellona, avevamo forza economica e persuasiva... Parlai di parecchi giocatori. Ma quando pronunciai il nome di Iniesta, l’atteggiamento mutò radicalmente. Avrei potuto fare qualsiasi offerta e sarebbe stato inutile. Non lo avrebbero mai venduto",


SCONTRO IBRAHIMOVIC-CAMBIASSO - "Ci fu un periodo in cui Zatlan chiedeva con frequenza di venire in sede a parlare... Partiva prendendo il discorso alla larga, ma era evidente che avesse qualcosa di impellente da comunicarmi. E io: "Forza, dimmi". Al che lui diceva che, tutto sommato, la squadra avrebbe anche potuto fare a meno di Cambiasso… Io strabuzzavo gli occhi: "Cambiasso?". Passava qualche giorno, e anche lo stesso Cambiasso arrivava in sede... Pure Esteban partiva da lontano... I minuti trascorrevano... E io: "Forza, dimmi". Cambiasso si premurava di farmi sapere che, tutto sommato, la squadra avrebbe anche potuto fare a meno di Ibrahimovic…". Che infatti venne ceduto. "No, no, un conto era quel dualismo, del quale parlo con un simpatico ricordo e che è uno dei tanti che giocoforza nascono negli spogliatoi, quando si incontrano calciatori di enorme personalità. Fu Ibra a desiderare ardentemente il Barcellona, nella certezza che avrebbe avuto maggiori possibilità di vincere la Champions...".


IBRAHIMOVIC E IL MILAN - "Quando Ibra passò dal Barca al Milan, mi chiamò. Mi comunicò la trattativa e mi disse che se avessi avanzato una controfferta, avrebbe scelto noi. Un'offerta pure al ribasso, sottolineò. Ma le strade erano tracciate e non aveva senso forzare gli eventi".

Man Utd v Soton

CANTONA E INCE: "Con lui le nostre vite si incrociarono nella giornata sbagliata. Quand’era in programma Manchester-Crystal Palace, la partita del calcio di Cantona al tifoso... Ero coi miei figli in tribuna… Ince lo seguivo già, e proprio in quell’incontro mi fece ulteriormente impazzire, per l’ardore con il quale si scagliò contro chiunque incontrasse… Ci vidi uno slancio, una generosità, un coraggio… Per carità, anche da parte di Ince ci fu un atteggiamento censurabile, con lui che menava le mani… massima condanna… ma io ci vedevo non la ricerca della violenza per far male quanto la voglia di difendere in ogni modo e a ogni costo lo stesso Cantona finito sotto assedio… Andai a casa di Ince per dirgli che doveva venire all’Inter. Accettò. Speravo che, finita la squalifica, avrebbe accettato anche Cantona. Ma era sfiduciato, senza energia, provato".