​In una serata di Champions League come quella di ieri, umiliante per il Real Madrid e da ricordare per l'Ajax, a brillare particolarmente nel 4-1 olandese finale è stato Dusan Tadic. Il serbo ha trascinato la squadra di Amsterdam ad una inizialmente insperata qualificazione ai quarti della massima competizione europea, attraverso il suo talento e le sue giocate.


Nella sua carriera una cosa che a Tadic non è mai mancata è stata la qualità, semmai il problema più grosso è sempre stata la continuità, che ne ha pregiudicato l'approdo in squadre di alto livello. All'Ajax, però, l'ex Southampton pare aver trovato finalmente la sua dimensione reale.


Come detto, un passato nel Southampton per Tadic, ma non solo. Muove i primi passi da professionista nel Vojvodina a 18 anni e 6 giorni esordisce in prima squadra nella sfida contro il Partizan, a Belgrado, mentre nel 2010 si trasferisce in Olanda, al Groningen. L’impatto in Eredivisie è ottimo e dopo due stagioni passa al Twente: qui colleziona 32 reti e 36 assist in 85 presenze.

Dusan Tadic

Le sue prestazioni catturano l’attenzione di Ronald Koeman, che lo porta poi al Southamptonacquistandolo per circa 14 milioni di euro. Quattro stagioni da protagonista con la maglia dei Saints, prima di decidere la scorsa estate di tornare in Olanda, questa volta all’Ajax.


Poco incline alla disciplina tattica, il classe '88 ha sempre professato una propria idea "free" del calcio, affermando al Guardian nel 2014 che "in campo lui vuole sentirsi libero. Ogni calciatore può dare il suo meglio solo se è libero di esprimersi. Agli allenatori in Serbia piace che tu combatta. Solo questo, nient’altro. A volte gli dicevano dove giocare, ma non potevano dirgli cosa fare in mezzo al campo: lì voleva essere lui a decidere".


Particolare inoltre, nel corso degli anni, il rapporto con gli allenatori: a parole di apprezzamento per tecnici come Steve Mclaren, definito "un allenatore brillante", Pochettino, avversario “con una filosofia offensiva, che vuole sempre vincere dominando gli avversari”,e Mark Hughes, si sono aggiunte anche frasi accusatorie nei confronti di quel Koeman che lo portò al Southampton.

Ronald Koeman

Tadic, dopo una sconfitta contro il Midtjylland, criticò in questo modo il tecnico olandese:


"Abbiamo iniziato a giocare troppe palle lunghe e questo non è il nostro stile di gioco. Capisco che a volte si può giocare diversamente, ma conosco questa squadra, e so che ci piace giocare palla a terra”.


Un giocatore che dice che le cose in faccia, insomma. E per uno spirito cosi' libero, alla soglia dei 30 anni, sembra essere stata positiva la scelta di abbandonare la Premier League per l'Ajax. 


In una intervista ad Andy van der Meyde, ex centrocampista dell’Inter, il serbo spiega maggiormente nel dettaglio la sua decisione:


"Al Southampton ho giocato con continuità per quattro anni. Ho deciso di dire basta e cambiare. Ero stufo dell'Inghilterra, lì c’è solo Londra; l’Olanda è un posto migliore in cui vivere. Poi in Premier, i calciatori offensivi non sono tutelati. Ricordo che dopo ogni partita mettevo il ghiaccio sulle gambe. In Olanda, così come in altri paesi, sei tutelato e se ti toccano è fallo. Avevo offerte molto ricche sia dalla Premier che dall'Italia, ma ho deciso di tornare qui. Amsterdam è la città migliore in cui vivere”.


La rivelazione sull'interesse di club italiani è infatti da riscontrarsi nelle informazioni che, durante la passata stagione, Milan e Roma avevano richiesto riguardo il calciatore: le due società però non vollero mai affondare il colpo. Ora sulle sue tracce ci sono Valencia e Bayern Monaco, pronte a scontrarsi per assicurarsi un giocatore tutto estro e fantasia.