Fabio Quagliarella

La top 5 dei calciatori della 26ª giornata di Serie A

Se la lotta per lo scudetto è virtualmente, e forse non solo, conclusa, si infiamma quella per la corsa al ruolo di capocannoniere.


 Le distanze sono ravvicinate e il buon Cristiano Ronaldo dovrà faticare parecchio per conquistare quel titolo che sembrava suo ancora prima dell'inizio del campionato. 


Con Piatek e Zapata che rifiatano, torna a splendere la stella dell'immarcescibile Fabio Quagliarella, che eguaglia il primato personale di reti in un campionato, 19. 


Gol spettacolari, come quelli di un altro capitano, quello dell'Atalanta Papu Gomez, che fa sognare la Champions ai propri tifosi. Ma nella Top c'è spazio anche per chi i gol li evita...

1. Fabio Quagliarella (Napoli)

Dopo tre gare di digiuno e il rigore contro il Cagliari, il Grande Ritorno è servito in pompa magna. Fabio-gol devasta letteralmente la Spal a proprio modo, con due gol assurdi e una tripletta mancata per poco: fosse entrato quel tiro di controbalzo o, ancora meglio, quel tentativo da 30 metri che ha sbattuto sul palo, sarebbe stato capocannoniere solitario. 


Invece il capitano blucerchiato si deve accontentare di aver raggiunto Ronaldo in vetta e di aver eguagliato il proprio primato personale. Ormai non stupisce più, semmai meraviglia il fatto che non riesca a essere "normale". Sono 146 in A, Pippo Inzaghi è a -10: e se l'aggancio arrivasse già quest'anno?

2. Alejandro Gomez (Atalanta)

La stagione del Papu non è esaltante sul piano dei gol realizzati, ma come leadership e livello generale delle prestazioni l'apporto non è mai mancato. Vero è anche che con un Ilicic così c'è meno bisogno di fare pentole e coperchi, quindi i compiti si possono dividere, però in una partita chiave dopo le due sconfitte contro Milan e Torino il Capitano si fa sentire eccome. Semplicemente determinante nella punizione battuta velocemente che frutta il pareggio dello stesso Ilicic, poi la cavalcata di 60 metri conclusa dal gol del vantaggio entra dritta nella gallery del campionato. Uno stadio ai suoi piedi.

3. Joaquin Correa (Lazio)

Se la missione del suo ritorno in Italia era quella di far dimenticare il clamoroso gol sbagliato contro l’Inter con la maglia della Sampdoria, siamo già ben oltre la metà dell’opera. 


Perché è vero che da un giocatore della sua classe sarebbe lecito aspettarsi più gol, ma il derby di fatto lo decide da solo, legittimando le scelte di Inzaghi, che non sbaglia nulla. 


Geniale nell’assist per Caicedo, si procura il rigore che chiude i conti ed esce tra gli applausi. Ora chiede più spazio e il tecnico risponde con più continuità…  

4. Gianluigi Donnarumma (Milan)

I portieri si vedono nel momento del bisogno, anche se devono fare un solo intervento a partita. 


Quante volte si è sentito questo ritornello nel commentare le prestazioni degli estremi difensori, in particolare di quelli delle grandi squadre, giocoforza meno sollecitati rispetto ai colleghi delle pericolanti? 


La stagione da incorniciare di Super Gigio si arricchisce di una nuova perla, la respinta di puro istinto, ma anche senso della posizione, su Djuricic, ancora sullo 0-0. Il Sassuolo attaccherà, ma senza rendersi pericoloso in molte altre occasioni, ma il 99 c’è sempre.  

5. Dario Srna (Cagliari)

La miglior partita della sua tribolata stagione di debutto nel campionato italiano. 


Si vede che il derby con gli ex compagni di Nazionale Brozovic e Perisic lo stimola, perché per una notte torna quello dei tempi belli dello Shakhtar e della Croazia: su e giù per la fascia pennellando cross precisi, non solo quello del gol decisivo, e tenendo dietro.  

6. Allenatore: Simone Inzaghi (Lazio)

Il ballottaggio doveroso era con Maran. I due allenatori della settimana sono accomunati dalla filosofia offensiva e coraggiosa con cui hanno scelto di affrontare squadre più forti e favorite. 


Il tecnico del Cagliari riesce a far sostenere ai suoi ritmi sostenutissimi per tutta la partita, ma alla fine per un’incollatura il premio va all’allenatore biancoceleste che non sbaglia una mossa nel derby, tornando a far vincere la stracittadina in casa alla Lazio dopo sette anni. 


Immobile di rincorsa è mossa giusta, così come dare libero sfogo alla fantasia con Milinkovic, Luis Alberto e Correa in campo insieme a Caicedo. Che ringrazia…