​In vista della prossima sfida di Champions League contro il Porto, valida per l'andata degli Ottavi di Finale, Daniele De Rossi ha fatto il punto della situazione in casa ​Roma. Il centrocampista giallorosso ha presentato la gara che si giocherà domani sera (12 febbraio, ndr) all'interno della consueta conferenza stampa pre-match. 


Hai difeso Kolarov, da capitano. La frattura tra il serbo e i tifosi giallorosso si può ricomporre?

Se si dovesse ricomporre questa piccola frattura sarei contento perché mi sento in mezzo. Voglio bene ai tifosi della Roma e considero Alex un fratello. Ai tifosi posso dire che, visto che si sono sempre fidati di me, di continuare a fidarsi di me quando dico che è un grande professionista. Dà sempre quello che deve dare, gioca in condizioni a volte difficili. Io preferisco quelli così da quelli che baciano la maglia e poi al primo dolorino si fermano o storcono la bocca. Kolarov professionista come pochi, poi va detto che il tifoso va rispettato e assecondato quando mostra insofferenza. Se si dovesse ricomporre questa frattura, sarei felice”.

Dove può arrivare la Roma in Champions League? La semifinale dell'anno scorso è un valore aggiunto?

Sicuramente sì, ci fa arrivare un po’ più pronti a partite delicate. Lo abbiamo detto tante volte. Il Porto è abituato a giocare queste partite da tanti anni, ma anche per noi può essere motivo di sicurezza. L’esperienza è stata positiva, ci permettiamo il lusso di dire che poteva finire anche meglio. Ora pensiamo a preparare bene la gara di domani. Porto? E' abituato a giocare queste partite, ma al tempo stesso anche molti dei nostri calciatori possono vantare certe esperienze”.


Come sta De Rossi? Continuerai a giocare anche l'anno prossimo?

Se starò bene fisicamente continuerò a giocare. Compagni e mister non si rendono conto di quanto sia importante, personalmente, il fatto che abbiano tanta fiducia in me. Negli ultimi due anni mi hanno fatto sentire importante come mai prima, per questo devo solo ringraziare loro. Le prestazioni sono buone perché quando ti senti importante tutto diventa più semplice. Cerco di essere realista, era un punto interrogativo. Non ho mai pensato di aver smesso, ho fatto 3 mesi da calciatore serio, ho fatto tutto quello che dovevo fare. La domanda che avevo e che in parte ho ancora è come reggerà la mia condizione fisica. Probabilmente un'operazione alla cartilagine non l’avrei sopportata a 35 anni. Se invece continuo a rispondere bene come sto facendo, non vedo perché debba smettere o farmi domande che poi magari vengono smentite dal campo. Futuro incerto? Se sto bene, posso ancora continuare a giocare. Giorno dopo giorno ogni risposta che mi dà il ginocchio sono piccolo coronamenti di un percorso che sto facendo. Credo che bisogna pensare alla partita, non sapere se giocherà 6 mesi o un anno e mezzo”.

La Roma ha affrontato diverse crisi ma ne è uscita. Come vi aiuta Di Francesco?

Innanzitutto ha un’idea di calcio e quella non cambia. Sa quello che succede in campo, riconosce i problemi. Lui rimane, continua a fare le cose normali. Ovviamente non può essere felice, gli umori degli allenatori sono ricchi di alti e bassi più dei nostri, ma ha sempre tenuto la barra dritta anche in questa città. Questo è stato un grande merito. Non siamo stati sull’orlo del baratro tante volte. Stare sull’orlo del baratro è un’altra cosa”.